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Domanda

Qual è la differenza tra un'ermeneutica cristocentrica e una cristotelica?

Risposta


Un'ermeneutica è un principio di interpretazione, e il dibattito teologico tra l'interpretazione cristocentrica e quella cristotelica ha assunto maggiore rilevanza negli ultimi anni. Una lettura cristocentrica delle Scritture considera l'Antico Testamento da un punto di vista cristiano, individuando il Cristo o il Messia in "ogni pagina" o almeno con regolarità in tutti gli scritti dell'Antico Testamento. Una visione cristotelica fa la distinzione che, anche se Dio (“Yahweh”) è menzionato in tutto l’Antico Testamento, e anche se Gesù è Dio, molti dei passaggi dell’Antico Testamento spesso definiti messianici non indicano direttamente Gesù.

I teologi riformati spesso rifiutano la visione cristotelica, sostenendo che essa rafforzi il dispensazionalismo. Coloro che si oppongono alla visione cristotelica sostengono che l’Antico Testamento sia cristotelico perché è cristocentrico, fondendo in definitiva le due visioni in una sola senza fare tale distinzione.

Coloro che sostengono una visione cristotelica della Scrittura, tuttavia, generalmente lo fanno non per un desiderio di sostenere il dispensazionalismo, ma per interpretare i passaggi dell’Antico Testamento nel loro contesto storico originale. Ad esempio, quando Dio apparve a Mosè presso il roveto ardente in Esodo 3-4, Mosè e i suoi lettori ebrei non videro un'apparizione preincarnata di Gesù, ma un'apparizione letterale e fisica di Yahweh. Solo in seguito chi leggeva il Nuovo Testamento avrebbe collegato il roveto ardente a Cristo.

Un altro esempio si trova nell'uso dei pronomi plurali relativi a Dio nell'Antico Testamento. Ad esempio, Genesi 1:26 recita: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza". Una visione cristocentrica classica interpreterebbe tipicamente questo passo come una prefigurazione della Trinità, includendo Gesù nel primissimo capitolo della Bibbia. Tuttavia, una visione cristotelica potrebbe vederlo come un "plurale maiestatis" ebraico. Si trattava di una forma usata dai re e dagli dèi nell’antichità, in cui un essere potente si riferiva a se stesso o a se stessa al plurale.

Come vediamo in questi esempi, né la prospettiva cristocentrica né quella cristotelica sono non bibliche; piuttosto, entrambe fungono da modi distinti per interpretare l’Antico Testamento. C’è una tendenza a leggere troppo nell’Antico Testamento dalla nostra prospettiva attuale, portando alcuni studiosi a privilegiare l’approccio opposto per enfatizzare il pubblico originario degli scritti dell’Antico Testamento.

C’è molto da imparare da entrambi i punti di vista. È certamente vero che dobbiamo prestare attenzione quando leggiamo i testi dell’Antico Testamento sul Messia. È troppo facile per noi filtrare le parole di Mosè o dei Salmi, ad esempio, attraverso un punto di vista moderno piuttosto che attraverso la visione del mondo di coloro che originariamente ascoltarono il messaggio.

Tuttavia, è anche importante riconoscere i numerosi riferimenti al Messia presenti nell'Antico Testamento e il loro adempimento in Gesù. I primi credenti utilizzavano regolarmente gli scritti dell'Antico Testamento come prova che Gesù era il Messia. Ancora oggi, tale studio offre una prova convincente del fatto che Gesù è il Messia, l'unico ad aver adempiuto le profezie relative al Messia che doveva venire.

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