Domanda
Che cosa è, in un contesto biblico, un passo descrittivo piuttosto che prescrittivo?
Risposta
Nello studiare le Sacre Scritture, è essenziale discernere se il versetto o il passo in esame sia descrittivo oppure prescrittivo. La differenza è netta: un passo è descrittivo quando si limita a narrare un evento accaduto, mentre è prescrittivo quando insegna esplicitamente che qualcosa deve accadere. In altre parole, si tratta di una descrizione o di un comando? Il passo descrive qualcosa che è avvenuto oppure prescrive qualcosa che dovrebbe accadere? Questa distinzione è significativa. Se un passo biblico che descrive semplicemente un evento viene interpretato come una prescrizione, si rischia di giungere a pensieri e comportamenti errati.
Prendiamo ad esempio la storia di Davide e Golia. Golia bestemmiava il Dio d’Israele e scherniva il popolo di Dio; Davide lo affrontò con una fionda e una pietra, lo uccise e gli tagliò la testa (1 Samuele 17). Se consideriamo questo passo come descrittivo – e tale esso è –, possiamo trarne molti insegnamenti, come il valore della fiducia in Dio. Tuttavia, se interpretassimo 1 Samuele 17 in modo prescrittivo (cosa che non è), potremmo cadere nell’errore di lanciare pietre contro i bestemmiatori in ogni luogo. La Scrittura narra la vittoria di Davide a nostra edificazione spirituale, ma non ci comanda di emulare le sue azioni sul campo di battaglia.
Un esempio meno significativo della questione descrittiva contro quella prescrittiva riguarda il modo in cui il Nuovo Testamento descrive i primi cristiani che si riunivano nelle case (Atti 2:46; 20:20; Romani 16:5; 1 Corinzi 16:19; Colossesi 4:15). Alcuni interpretano tali riferimenti come un imperativo secondo cui i cristiani di oggi dovrebbero riunirsi esclusivamente nelle case, considerando illegittima l’assemblea in un edificio ecclesiastico. Si tratta, tuttavia, di una conclusione errata. Nessuno di questi passi prescrive che i credenti si radunino solo nelle dimore private; anzi, il Nuovo Testamento non ordina mai esplicitamente di riunirsi in casa. La Scrittura descrive questo comportamento, ma non lo impone. Pertanto, celebrare l’assemblea domestica è lecito, ma non è comandato né necessariamente preferibile.
Un altro esempio dell’importanza dei passaggi descrittivi rispetto a quelli prescrittivi riguarda la questione della frequenza con cui dovrebbe essere celebrata la Santa Cena. Dalle Scritture appare che i primi cristiani celebravano la Cena del Signore settimanalmente (Atti 2:42; 20:7; 1 Corinzi 11:20-25). Tuttavia, nessuno di questi passaggi, pur descrivendo la celebrazione settimanale, prescrive espressamente che essa debba avvenire con tale cadenza. La Cena del Signore può essere celebrata settimanalmente? Certamente. La Cena del Signore deve essere celebrata settimanalmente? No.
Il dono delle lingue è un ambito in cui è importante distinguere i passaggi descrittivi da quelli prescrittivi. Il libro degli Atti ci offre diversi esempi di persone che parlano in lingue, come ad esempio in Atti 2:4: "Tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi". Alcuni interpretano questo e altri passaggi che descrivono le lingue come prescrittivi, ma si tratta di un'interpretazione errata. La Scrittura descrive alcune circostanze in cui credenti pieni di Spirito Santo parlavano in lingue, ma tali descrizioni non devono essere confuse con comandi diretti a far sì che ciò si verifichi. La Bibbia ci esorta certamente a essere pieni di Spirito Santo (Efesini 5:18), ma in nessun punto afferma che il parlare in lingue accompagna sempre il riempimento, né impone a nessuno di parlare in lingue.
Come regola generale, gran parte di quanto si narra nel libro degli Atti degli Apostoli ha carattere descrittivo, mentre buona parte di quanto si afferma nelle Epistole del Nuovo Testamento ha carattere prescrittivo. Gli Atti raccontano la storia della Chiesa primitiva, mentre le Epistole offrono istruzioni per la vita cristiana. Naturalmente esistono delle eccezioni: il libro degli Atti talvolta prescrive, e le Epistole a volte descrivono.
Se un versetto o un passo biblico si limita a descrivere qualcosa, senza esprimere alcun giudizio positivo o negativo su tale realtà, allora esso va ritenuto descrittivo e non deve essere considerato un comando da osservare. Soltanto quando la Scrittura istruisce (prescrive) specificamente i credenti del Nuovo Testamento a compiere un’azione, dobbiamo riconoscerlo come un comando a cui obbedire.
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Che cosa è, in un contesto biblico, un passo descrittivo piuttosto che prescrittivo?