Domanda
Qual è il significato di "degenerato"/"degenerazione"?
Risposta
L'aggettivo "degenerato" è definito come "che ha subito un declino o un deterioramento fisico, mentale o morale". La degenerazione, quindi, è lo stato o la condizione di essere degenerato. La parola "degenerato" si trova in diverse traduzioni di Geremia 2:21, tra cui la NKJV, la NASB e l'ESV. Il concetto di degenerazione è presente anche in molti altri passaggi.
Nel Giardino dell’Eden, Adamo ed Eva caddero da uno stato perfetto di innocenza in uno stato assoluto di disobbedienza. Affondarono moralmente; cioè, divennero degenerati. Genesi 3 racconta gli eventi che portarono alla caduta, segnando l’introduzione del peccato nel mondo e le conseguenze che ne derivarono.
Le conseguenze della disobbedienza di Adamo riecheggiano in tutta la Scrittura. In Romani 5:12, ad esempio, l’apostolo Paolo articola l’impatto di vasta portata del peccato: "Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato". L'ingresso del peccato nel mondo ha dato inizio al processo di degenerazione, per cui "tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3:23).
La comprensione biblica della degenerazione è in linea con la dottrina della depravazione totale. Questa dottrina sostiene che la caduta abbia corrotto ogni aspetto della natura umana (intelletto, volontà, emozioni e corpo). Geremia 17:9 descrive vividamente lo stato del cuore non rigenerato: "Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?" Questo versetto sottolinea l’impatto pervasivo del peccato, rendendo il cuore bisognoso di una cura divina (cfr. Geremia 31:33; Romani 5:5).
Sebbene la narrazione biblica dipinga un quadro cupo della degenerazione umana, essa indica anche la speranza della redenzione attraverso Gesù Cristo. In Romani 5:19, Paolo contrappone la disobbedienza di Adamo all’obbedienza di Cristo: "Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l'ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti".
Il rimedio alla degenerazione risiede esclusivamente nell’opera compiuta da Cristo. La sua perfetta obbedienza, la sua morte sacrificale e sostitutiva e la sua risurrezione vittoriosa riconciliamo l’umanità decaduta con Dio. In Efesini 2:8-9, Paolo scrive che la salvezza è interamente un atto di Dio: "Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori".
La salvezza è un atto istantaneo della grazia di Dio. Tuttavia, il viaggio non finisce qui. I credenti devono continuare a essere santificati e trasformati a immagine di Cristo (Romani 8:29). In Filippesi 2:12-13, Paolo esorta i credenti a "[compire] la vostra salvezza con timore e tremore, poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l'operare, per il suo beneplacito".
Il processo di santificazione è uno sforzo cooperativo tra i credenti e lo Spirito Santo per vincere il potere del peccato e diventare più simili a Cristo. Ciò avviene attraverso la preghiera costante, la lettura e la meditazione delle Scritture e la comunione cristiana.
La degenerazione dell’umanità funge da sfondo su cui risplende la brillantezza della grazia e della misericordia di Dio. La caduta dell’uomo richiede l’intervento divino. Mentre i credenti navigano nella tensione tra il fatto della degenerazione e la speranza della redenzione, lo Spirito Santo opera in noi per produrre opere buone che sono gradite a Dio. La degenerazione, quindi, non è l'ultima parola, e il nostro stato degenerato non è la nostra condizione finale. È semplicemente un preludio a cose più grandi che verranno, quando Dio restaurerà, trasformerà e renderà nuove tutte le cose (Apocalisse 21:5).
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