Domanda
Che cos’è il Cristianesimo copto e in cosa credono i cristiani copti?
Risposta
"Copto" significa "egiziano" e i cristiani che vivono in Egitto si identificano come cristiani copti. Come denominazione, hanno avuto origine nella città di Alessandria, una delle città più devote, rispettate e fiorenti durante il periodo apostolico. Con orgoglio, i cristiani copti riconoscono e proclamano Giovanni Marco (autore del Vangelo secondo Marco) come loro fondatore e primo vescovo, in un periodo compreso tra il 42 e il 62 d.C. La Chiesa copta fu infatti coinvolta nella primissima grande scissione all’interno della Chiesa, ben prima che esistesse qualcosa come il Cattolicesimo "romano", e ben prima dello scisma tra Oriente e Occidente.
Prima del "Grande" Scisma tra Oriente e Occidente del 1054 d.C., i copti erano stati separati dal resto della Chiesa dal Concilio di Calcedonia nel 451 d.C. Il concilio si riunì per discutere dell’Incarnazione di Cristo e dichiarò che Cristo era "una sola ipostasi in due nature" (cioè, una sola persona che condivide due nature distinte). Da quel momento in poi, questa divenne la dottrina ortodossa standard per le Chiese ortodosse orientali, cattoliche romane e protestanti. La concezione copta è che Cristo sia una natura proveniente da due nature: "il Logos incarnato". Secondo questa concezione, Cristo proviene da due nature — piena umanità e piena divinità — e non è in esse. Alcuni membri della Chiesa copta ortodossa ritengono che la loro posizione sia stata fraintesa al Concilio di Calcedonia e si impegnano a fondo per evitare di essere considerati monofisiti (che negano le due nature di Cristo), ma piuttosto "miafisiti" (che credono in un’unica natura composita/unita derivante da due). Alcuni ritengono che forse il concilio abbia compreso correttamente la posizione della Chiesa, ma abbia voluto emarginarla a causa del suo rifiuto di partecipare alla politica o a causa della rivalità tra i vescovi di Alessandria e di Roma. Ancora oggi, il 95 per cento dei cristiani di Alessandria appartiene alla Chiesa copta ortodossa.
La tradizione narra che quando Giovanni Marco giunse in Egitto in un viaggio missionario, la forma di religione copta di quel tempo era un culto incentrato su Dio, ma focalizzato sulle piramidi. Tuttavia, Giovanni Marco e il messaggio evangelico furono ben accolti dal popolo copto, poiché anche questi credevano nella "vita eterna". Il popolo copto, sotto il dominio romano e l’influenza sociale di quest’ultimo, era composto da greci, ebrei ed egiziani; pertanto, il Cristianesimo dovette tenere conto dei diversi contesti culturali, linguistici e religiosi nell’evangelizzazione e nell’istituzione della propria Chiesa. I cristiani copti avevano originariamente solide basi teologiche, e le altre chiese nelle città di tutto l’Impero Romano li guardavano con grande ammirazione e rispetto, seguendo volentieri la loro guida nell’unità e nella comunanza dottrinale.
È interessante notare che, quando i copti erano sotto il dominio dell’Impero Romano, subirono gravi persecuzioni e la morte a causa della loro fede incrollabile e della loro fede in Cristo. Fino all’Editto di Milano del 313 d.C., i cristiani copti furono perseguitati da diversi imperatori romani, tra cui Decio, Valeriano e Diocleziano. In seguito, furono perseguitati dai sovrani bizantini. Intorno al 641 d.C. ebbe inizio un’altra tribolazione con la conquista araba dell’Egitto, che inizialmente liberò la Chiesa copta dalla persecuzione bizantina. Quella che sembrava essere la loro libertà si trasformò ancora una volta in schiavitù. La forza sociale e il controllo degli arabi costrinsero i copti a subire un profondo cambiamento linguistico e culturale, oltre a dover confrontarsi con la fede Islamica. Purtroppo, nel corso dei secoli, il Cristianesimo perse terreno e la maggior parte dei copti si convertì all’Islam.
Oggi, ad Alessandria rimane una piccola popolazione di cristiani copti, ma la maggior parte si trova altrove. Le stime sull’attuale popolazione della Chiesa copta variano da 10 a 60 milioni di membri in tutto il mondo. Dal punto di vista teologico, il Cristianesimo copto è molto simile al Cattolicesimo romano e all’ortodossia orientale. I copti si professano autentici seguaci di Gesù Cristo e parte della Sua Chiesa universale. Tuttavia, come nel Cattolicesimo, tendono a porre l’accento sulle opere meritorie per la salvezza e sui rituali liturgici, piuttosto che sulla salvezza attraverso un rapporto personale con Gesù Cristo.
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Che cos’è il Cristianesimo copto e in cosa credono i cristiani copti?