Domanda
Cosa significa la parola "testamento"?
Risposta
La parola "testamento" deriva da un termine greco che significa "patto". In ebraico, significa "accordo", "patto" o "contratto". Gli studiosi della Bibbia hanno utilizzato il termine "testamento" in quattro contesti distinti ma che si sovrappongono nelle Scritture:
Un patto
Quando la parola "testamento" è usata nella Bibbia, il più delle volte si riferisce a un patto, come quello che Dio stipulò con Israele sul Monte Sinai quando li stabilì come Suo popolo e diede loro le Sue leggi (Esodo 19:3-6; 20:1-17; 24). È in questo contesto che si spiegano i termini "Antico Testamento" e "Nuovo Testamento".
La Bibbia è divisa in due parti, chiamate testamenti. L’Antico Testamento contiene tutti gli scritti associati all’accordo di alleanza che Dio stipulò con Israele ai tempi di Mosè (Esodo 24:8). Circa 1.000 anni dopo Mosè, il profeta Geremia annunciò la promessa di Dio di stipulare una nuova alleanza con il Suo popolo (Geremia 31:31-34). Quel nuovo patto si dispiega negli scritti del Nuovo Testamento, che riguarda l’accordo che Dio ha stipulato con l’umanità tramite Gesù Cristo (Matteo 26:28; 1 Corinzi 11:23-25; Ebrei 8:6-8).
La Scrittura insegna che la nuova alleanza ha un sacerdote perfetto, Gesù Cristo (Ebrei 7:24-25, 27); e un sacrificio perfetto, il corpo e il sangue di Cristo (Ebrei 9:11-14; 10:12), rendendo la nuova alleanza di gran lunga superiore alla vecchia. L’antica alleanza è obsoleta (Ebrei 8:13), ma la nuova alleanza è completa ed eterna (Ebrei 9:15; 13:20).
Un testamento
In Galati 3:15-17, la parola "testamento" si riferisce a un accordo per la disposizione dei beni di una persona dopo la morte. Paolo paragona l’alleanza che Dio ha stretto con Abramo a un testamento legalmente vincolante in cui una persona stabilisce delle promesse a un erede.
Una benedizione
Un altro contesto in cui la parola "testamento" ricorre nella Scrittura è quello della benedizione offerta da un padre ai propri figli, in particolare la benedizione del figlio primogenito. Come un testamento, questa benedizione viene solitamente impartita quando il padre è anziano e prossimo alla morte, come nella benedizione di Isacco su Giacobbe (Genesi 27:1-46) e nella benedizione di Giacobbe ai suoi dodici figli e a due dei suoi nipoti (Genesi 48-49).
Un genere letterario
La parola testamento, quando usata nel senso di benedizione o esortazione morale impartita come ultime parole di una persona famosa o di una figura esemplare, si è sviluppata in un genere letterario a sé stante, familiare alla letteratura ebraica. Inizialmente, il genere ruotava attorno alle benedizioni parentali dei patriarchi e degli eroi di Israele, come nella benedizione finale di Mosè sul popolo (Deuteronomio 33:1-29).
Da lì, il genere del testamento si è sviluppato in presentazioni stilistiche che permettevano agli eroi storici del passato di Israele di offrire insegnamenti, saggezza e commenti sugli eventi attuali. Diversi scritti extra-biblici contengono raccolte di questi testamenti, tra cui il Testamento dei Dodici Patriarchi, il Testamento di Levi, il Testamento di Abramo e il Testamento di Mosè.
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