settings icon
share icon
Domanda

Cosa significa che Gesù non si affidò a loro (Giovanni 2:24)?

Risposta


In Giovanni 2:24, l’apostolo Giovanni scrive: "Ma Gesù non si affidava a loro, perché conosceva tutti gli uomini". La parola "ma" segnala un contrasto tra i versetti 23 e 24. Nel versetto 23, molte persone credevano in Gesù grazie ai segni e ai miracoli che Egli aveva compiuto durante la festa della Pasqua a Gerusalemme. Ma Gesù, sapendo cosa c’era nei loro cuori, non si affidò a loro. Egli "non si affidò", come recita la NKJV.

Il termine greco tradotto con "affidarsi" in Giovanni 2:24 rispecchia il termine usato per "credevano" in Giovanni 2:23: entrambe le parole sono forme di pisteuó, che significa "credere" o "fidarsi". La gente "si fidava" di Gesù in una certa misura, grazie ai miracoli, ma Gesù non "si fidava" di loro. Questo gioco di parole comunica un’importante verità spirituale: esistono diversi tipi di "fede", e il tipo che Gesù desidera implica un impegno incondizionato.

Gesù non si affidò a loro "perché conosceva tutti gli uomini [e comprendeva la superficialità e la volubilità della natura umana]" (Giovanni 2:24, AMP). Qui, il termine "conoscere" indica che Gesù ha una conoscenza completa di ogni persona. Egli è onnisciente (cfr. Giovanni 1:48). "Nessuno aveva bisogno di parlargli della natura umana, poiché egli sapeva ciò che c’era nel cuore di ciascuno" (Giovanni 2:25, NLT; cfr. 1 Samuele 16:7; Geremia 17:10). Questo passo rivela la natura divina di Gesù (cfr. Giovanni 1:1-2, 14) e la Sua unità con il Padre (cfr. Giovanni 10:30).

La conoscenza che Gesù aveva dei cuori delle persone Lo portava a mantenersi distante da loro, senza prendere posizione. Agiva con cautela in loro presenza perché sapeva che la loro "fede" non era affidabile. Essa si basava sull’entusiasmo di assistere ai miracoli e non rappresentava un vero cambiamento del cuore.

Le parole di Gesù dovrebbero spingerci a esaminare noi stessi. Come dice l’apostolo Paolo: "Esaminate voi stessi, per vedere se siete nella fede. Mettetevi alla prova. O forse non vi rendete conto di questo riguardo a voi stessi, cioè che Gesù Cristo è in voi? — a meno che, naturalmente, non siate venuti meno alla prova!" (2 Corinzi 13:5, ESV). La nostra "fede" è autentica, o si basa su un sentimento fugace? Il desiderio di ottenere qualcosa da Lui, forse, l’emozione dei segni e dei miracoli, la comunione che la chiesa offre, la sensazione di essere vicini a Dio? Dipendiamo pienamente da Lui e ci siamo arresi a Lui? Gesù esige impegno dai Suoi discepoli:

"Chiunque voglia essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la propria croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. A che serve a qualcuno guadagnare il mondo intero, se poi perde o rinuncia a se stesso? (Luca 9:23-25).

Coloro che cercavano il brivoro, ai quali Gesù rifiutò di affidarsi, erano entusiasti dei segni e dei miracoli, ma non avevano alcun desiderio di prendere la propria croce e seguirLo.

Il commento di Matthew Henry su Giovanni 2:24 suona vero: "Il nostro Signore conosceva tutti gli uomini, la loro natura, le loro inclinazioni, i loro affetti, i loro disegni, in un modo in cui noi non conosciamo nessun uomo, nemmeno noi stessi. […] Egli sa chi sono veramente i Suoi, conosce la loro rettitudine e conosce le loro debolezze. Noi sappiamo ciò che gli uomini fanno; Cristo sa ciò che è in loro, egli scruta il cuore. Guardatevi da una fede morta o da una professione di fede formale: non ci si deve fidare dei professanti carnali e vuoti, e per quanto gli uomini possano ingannare gli altri o se stessi, non possono ingannare il Dio che scruta i cuori" (Commentario conciso sull’intera Bibbia).

English



Torna alla home page italiana

Cosa significa che Gesù non si affidò a loro (Giovanni 2:24)?
Condividi questa pagina: Facebook icon Twitter icon Pinterest icon Email icon
© Copyright Got Questions Ministries