Domanda
Cosa significa "conquistare anime" in Proverbi 11:30?
Risposta
Salomone, figlio di Davide e re d’Israele, scrisse i detti riportati in Proverbi 11. Il tema del capitolo riguarda la stoltezza di una vita senza Dio. L’opposto della stoltezza è vivere con saggezza secondo i principi morali di Dio. Desiderare e promuovere il benessere degli altri è una parte importante di uno stile di vita devoto. Proverbi 11:30 si concentra sull’amore per il prossimo quando afferma: "Il frutto del giusto è un albero di vita, e chi conquista anime è saggio" (NKJV).
L’idea di "conquistare anime" implica avere un rapporto amichevole e di aiuto con gli altri. La parola tradotta con "conquista" deriva da un verbo ebraico che significa "prendere" o "ricevere". Talvolta è usata in senso negativo per indicare il togliere la vita, come nell’uccidere qualcuno (1 Samuele 24:11; Giona 4:3). Tuttavia, in Proverbi 11:30, la parola implica che una persona bisognosa riceva aiuto da una persona giusta. La NIV traduce la frase: "chi è saggio salva vite", mentre la NLT dice: "chiunque conquista anime è saggio" (enfasi aggiunta).
Il termine "anime" (dalla parola ebraica nephesh) si riferisce a un essere vivente, non solo alla sua parte immateriale. Anche il Nuovo Testamento usa la parola "anima" (dal termine greco psyche) per indicare la vita di una persona nella sua interezza. Ad esempio, in Atti 27:37 si legge: "E noi eravamo in tutto sulla nave duecentosessantasei anime" (KJV, enfasi aggiunta). Altre traduzioni rendono il termine con "persone" (ESV, NKJV, NASB).
Secondo Proverbi 11:30, conquistare un’anima è il frutto, ovvero il risultato, di una vita retta. Il termine "frutto" è una metafora comune nelle Scritture per indicare gli esiti positivi di una vita santa, come il Frutto dello Spirito (Galati 5:22-23). In particolare, l’espressione "il frutto della giustizia" descrive ciò che produce uno stile di vita devoto.
L’"albero della vita", che si rifà all’albero storico del Giardino dell’Eden, è un simbolo comune di rinnovamento nei Proverbi. Ad esempio, in una personificazione della saggezza, Proverbi 3:18 dice: "Ella è un albero di vita per chi la afferra; chi la tiene salda sarà benedetto". Inoltre, Proverbi 13:12 dice: "Una speranza rimandata fa ammalare il cuore, ma un desiderio esaudito è un albero di vita".
In contrasto con la persona saggia che aiuta gli altri, lo stolto rende la vita più difficile a chi lo circonda. Il versetto che precede Proverbi 11:30 recita: "Chi porta la rovina alla propria famiglia erediterà solo vento, e lo stolto sarà servo del saggio". Non solo lo stolto fa del male a chi lo circonda, ma il fatto di non ricevere un’eredità e di diventare servo suggerisce che farà del male anche a se stesso. Il saggio, invece, aiuta gli altri oltre che se stesso.
In alcune tradizioni protestanti, si usano i termini "conquistare anime" o "conquista delle anime" come espressione sintetica per indicare l’evangelizzazione. Quando una persona risponde al Vangelo di Gesù Cristo, l’evangelista ha "conquistato" — nel senso di "salvato" — la sua anima dall’inferno. Questa era una pratica comune nei movimenti di risveglio del XIX secolo. Tuttavia, la Bibbia non usa tipicamente l’idea di "conquistare" per descrivere le persone che si pentono del peccato e ripongono la loro fede in Gesù (Marco 1:15), sebbene il Nuovo Testamento parli occasionalmente di "conquistare" le persone nel senso di influenzarle o guadagnarle (1 Corinzi 9:19, 22; 1 Pietro 3:1). Indipendentemente dal fatto che "conquistare anime" sia una buona descrizione della condivisione del Vangelo, l’evangelizzazione non è il significato di Proverbi 11:30.
Gesù disse ai suoi discepoli che i due comandamenti più importanti sono amare Dio e amare il prossimo (Matteo 22:37-39). Amare il prossimo alla maniera di Cristo deriva dal vivere una vita retta. I cristiani possono essere una benedizione per le persone che li circondano e, non solo, migliorare la loro vita, ma anche mostrare l’amore di Gesù nel farlo.
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