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Domanda

Chi sono coloro che lavorano in mezzo a voi, di cui si parla in 1 Tessalonicesi 5:12?

Risposta


La prima lettera dell’apostolo Paolo ai Tessalonicesi fu scritta a una chiesa giovane e in crescita, che viveva in un contesto di pesanti persecuzioni e di immaturità spirituale. Questi nuovi credenti si erano "allontanati dagli idoli per servire il Dio vivente e vero" (1 Tessalonicesi 1:9, NLT), ma stavano ancora imparando come funziona una chiesa sana. Probabilmente i loro leader spirituali erano alle prime armi nei loro ruoli e la chiesa stava ancora stabilendo modelli di ordine, rispetto e cura reciproca. In questo contesto, Paolo esorta i Tessalonicesi a "rispettare coloro che lavorano tra voi, che vi presiedono nel Signore e vi ammoniscono, e a tenerli in grande stima nell’amore per via del loro lavoro" (1 Tessalonicesi 5:12-13, ESV).

In 1 Tessalonicesi 5:12, "coloro che si affaticano tra voi" si riferisce a persone con compiti di leadership nella chiesa di Tessalonica. In questa fase iniziale dello sviluppo della chiesa, non esistevano cariche ministeriali formali né procedure di autorizzazione, quindi il riferimento di Paolo comprende tutti coloro che ricoprono posizioni di supervisione spirituale.

Paolo descrive queste persone utilizzando tre espressioni interconnesse che ne caratterizzano l’identità e le responsabilità di guida:

Essi "lavorano tra di voi"

Il verbo greco (kopiōntas) tradotto con "lavorano" in 1 Tessalonicesi 5:12 significa lavorare fino all’estrema fatica o stanchezza. Si riferisce a sforzi intensi e costanti. Questi leader non erano figure di facciata; erano lavoratori diligenti che si dedicavano con tutto se stessi all’insegnamento, alla guida, al servizio, alla preghiera e alla cura del gregge. Paolo usa la stessa parola per descrivere il proprio ministero: "Infatti ho lavorato più duramente di qualsiasi altro apostolo; tuttavia non ero io, ma Dio che operava attraverso di me per mezzo della sua grazia" (1 Corinzi 15:10, NLT). Il ministero non è un lavoro occasionale; è un’opera di sacrificio (cfr. 1 Corinzi 15:58; 2 Corinzi 11:23-28; Filippesi 2:17; Colossesi 1:24-29).

Essi sono "sopra di voi nel Signore"

Paolo identifica "coloro che faticano tra voi" come supervisori spirituali. I termini greci tradotti con "sopra di voi" si riferiscono a coloro che hanno l’autorità di guidare e di essere responsabili. La loro autorità non è politica né personale, ma "nel Signore", il che significa che è radicata nel disegno di Cristo per la Sua chiesa. Questi sono gli anziani della chiesa, ai quali Paolo diede questa istruzione: "Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge di cui lo Spirito Santo vi ha costituiti sorveglianti. Siate pastori della chiesa di Dio, che egli ha acquistato con il proprio sangue" (Atti 20:28).

L’apostolo Pietro diede direttive simili agli anziani: "Prendetevi cura del gregge che Dio vi ha affidato. Vegliateci su di buon grado, non con riluttanza — non per trarne vantaggio, ma perché desiderosi di servire Dio. Non esercitate il potere sui fedeli affidati alle vostre cure, ma guidateli con il vostro buon esempio" (1 Pietro 5:2-3, NLT; cfr. anche Ebrei 13:17). Coloro "che si affaticano tra voi" erano i dirigenti della chiesa di Tessalonica, ai quali era stata affidata una responsabilità spirituale e l’obbligo di rendere conto a Dio.

Essi "vi esortano"

"Esortare" in 1 Tessalonicesi 5:12 significa istruire, avvertire, consigliare e correggere il comportamento altrui con amore e verità. Non si tratta di una critica severa, ma di una guida premurosa volta a proteggere i credenti dal peccato e dall’errore. Paolo usa spesso questa parola per descrivere una disciplina amorevole volta a formare discepoli spiritualmente saggi e maturi (cfr. 1 Corinzi 4:14; Colossesi 1:28; 3:16; 1 Tessalonicesi 5:14). L’ammonimento è un atto pastorale radicato nella Scrittura, motivato dall’amore e finalizzato alla maturità spirituale.

Poiché la chiesa era giovane, alcuni credenti potrebbero aver faticato a rispettare o ad apprezzare i propri leader. Paolo ordina alla congregazione di "tenerli in grande stima nell’amore a causa del loro lavoro". Come membri del corpo di Cristo, siamo chiamati a riconoscere i nostri leader, a rendere omaggio a coloro che si adoperano tra noi, ad apprezzare il loro duro lavoro e a rispondere in modo appropriato alla loro guida (vedi 1 Corinzi 16:15-16; 1 Timoteo 5:17; Ebrei 13:17; 1 Pietro 5:5).

Stimare i nostri leader spirituali non significa elevarli al di sopra della congregazione, ma coltivare un rapporto sano e amorevole tra i pastori di Dio e le Sue pecore. Li onoriamo non in base alla loro personalità o alla loro posizione, ma per la loro opera nella Parola, la loro guida spirituale e i loro ammonimenti fedeli e amorevoli.

Rispettando coloro che operano in mezzo a noi, obbediamo al disegno di Dio per la Sua chiesa. Quando i leader operano fedelmente e le congregazioni rispondono secondo la Scrittura, la chiesa diventa un luogo di crescita spirituale, unità e pace. Paolo conclude questa sezione con un comando semplice ma potente: "Vivete in pace gli uni con gli altri" (1 Tessalonicesi 5:13). La pace fiorisce dove la leadership è onorata, i suoi insegnamenti sono accolti e l’amore governa le relazioni.

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