Domanda
Chi era la donna che si trovava a Babilonia, menzionata in 1 Pietro 5:13?
Risposta
Pietro, scrivendo ai cristiani che erano stati dispersi a causa delle persecuzioni, conclude la sua prima epistola con queste parole: "Quella che è a Babilonia, eletta insieme a voi, vi manda i suoi saluti, così come mio figlio Marco. Salutatevi gli uni gli altri con un bacio d’amore. Pace a tutti voi che siete in Cristo" (1 Pietro 5:13-14).
In questo passo, Pietro trasmette un saluto ai credenti sparsi per tutta l’Asia Minore da parte della chiesa con cui si trovava in quel momento. Egli si riferisce alla chiesa come a "colei che è a Babilonia". Il messaggio fondamentale è che un gruppo di credenti invia i propri saluti a un altro gruppo che si trova in un luogo diverso. L’uso del genere femminile è interessante. Il riferimento di Pietro alla chiesa come "lei" è in linea con altri passaggi quali Efesini 5:25-27; 2 Corinzi 11:2 e Apocalisse 19:7-9. Una metafora biblica per la chiesa è quella della sposa di Cristo.
È interessante anche il riferimento di Pietro a "Babilonia". Molto probabilmente si tratta di un riferimento a Roma, dove Pietro stava trascorrendo l’ultima parte del suo ministero. Egli chiama Roma "Babilonia" per un paio di ragioni: 1) "Babilonia" era un nome in codice, e Pietro lo usò per evitare ulteriori persecuzioni nei confronti dei credenti a Roma; 2) Gli imperi di Babilonia e di Roma erano simili sotto molti aspetti. La loro idolatria, la loro sfida a Dio e il loro odio verso il popolo di Dio erano ben noti (cfr. Abacuc 2:4-19; 2 Re 25:1-21).
Dalla Genesi all’Apocalisse, Babilonia è un simbolo del male e della sfida. Babilonia nacque dalla ribellione (Genesi 11) e continuerà a ribellarsi fino alla fine, durante il tempo dell’Anticristo (Apocalisse 17). Ma Dio giudicherà Babilonia e tutto il male che essa rappresenta: "La grande città di Babilonia sarà abbattuta, per non essere mai più ritrovata" (Apocalisse 18:21).
Nel frattempo, la chiesa "in Babilonia" dimora in territorio nemico. Come scrisse Giovanni: "Sappiamo che siamo figli di Dio e che il mondo intero giace nel potere del maligno" (1 Giovanni 5:19). Nel mondo romano, la Chiesa affrontò una dura persecuzione e molti morirono per la loro fede. Come i cristiani dell’antica Roma, la Chiesa di oggi deve affrontare idolatria dilagante, scetticismo, malvagità e aperta ostilità. Molte delle istituzioni culturali odierne discriminano i cristiani in un modo o nell’altro.
Ma trovarsi "a Babilonia" offre ai credenti l’opportunità di fare la differenza ogni giorno. Possiamo scegliere di non conformarci al mondo, ma di essere trasformati in Cristo (Romani 12:2). Cerchiamo di "condurre una vita pura e innocente come figli di Dio, risplendendo come luci brillanti in un mondo pieno di persone disoneste e perverse" (Filippesi 2:15, NLT). In questo modo possiamo contribuire a portare la luce della verità alle persone bisognose di Babilonia.
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Chi era la donna che si trovava a Babilonia, menzionata in 1 Pietro 5:13?