Domanda
Cosa sono i Cinque Articoli della Remonstrance?
Risposta
I Cinque Articoli della Remonstrance sono cinque punti della teologia arminiana redatti nel 1610 dai seguaci di Jacobus Arminius (1560-1609) per illustrare il loro dissenso rispetto a cinque dottrine fondamentali del calvinismo. I Cinque Articoli della Remonstrance furono fonte di numerose controversie nei primi anni della Chiesa Riformata Olandese dei Paesi Bassi.
Remonstranti è il nome formale dato agli aderenti ad Arminio (Jakob Hermandszoon in olandese) che protestarono presso lo Stato d'Olanda in opposizione ai loro rivali calvinisti. Il termine remonstrare significa "fare una protesta energica e di rimprovero".
Dopo la morte di Arminio nel 1609, i credenti che condividevano le sue convinzioni si riunirono nel gennaio 1610 per mettere per iscritto le loro opinioni su tutte le dottrine controverse. Un documento in forma di rimostranza fu redatto da Jan Uytenbogaert, un leader dei Remonstranti e amico intimo di Arminio. Fu firmato da più di quaranta seguaci di Arminio.
I cinque articoli furono tratti dall’opera di Arminio nella sua Declaratio Sententiae (1608). Essi definivano brevemente la dottrina dei Remonstranti e stabilivano l’agenda per le controversie che ne sarebbero seguite. Con poche modifiche, i Cinque Articoli di Rimostranza (noti anche come i Cinque Articoli dell'Arminianesimo) furono nuovamente firmati e presentati nel luglio 1610 allo Stato d'Olanda come appello per una maggiore tolleranza teologica.
I Cinque Articoli di Rimostranza respingevano con forza le posizioni calviniste, dichiarando che non erano contenute nella Parola di Dio né nel Catechismo di Heidelberg. Il Sinodo di Dort del 1619 giudicò i cinque articoli poco edificanti, pericolosi e non adatti alla predicazione al popolo cristiano. I punti di protesta sono i seguenti:
Predestinazione condizionale: Arminio insegnava che Dio elegge gli individui alla salvezza in base alla Sua prescienza di coloro che, per grazia dello Spirito Santo, credono in Gesù Cristo e perseverano nella fede. Questa dottrina è talvolta chiamata “elezione condizionale”. In breve, la salvezza di una persona è condizionata dalla sua scelta di Dio. Questo primo articolo confutava la dottrina calvinista dell’elezione incondizionata, secondo cui Dio elegge gli individui alla salvezza basandosi esclusivamente sulla Sua volontà e non su alcuna qualità intrinseca dell’individuo o su alcuna scelta da lui o lei compiuta.
Espiazione universale e illimitata: la teologia arminiana insegna che Gesù Cristo morì per pagare il prezzo dei peccati di ogni persona al mondo. La Sua grazia salvifica è estesa a tutti, ma la Sua morte espiatoria diventa efficace solo in coloro che credono in Lui e Lo accolgono mediante la fede. I calvinisti credono nell’espiazione limitata, secondo cui la morte di Cristo ha coperto solo i peccati degli eletti.
Depravazione totale, o privazione: la posizione arminiana classica è che "l’uomo non possiede di per sé la grazia salvifica". La salvezza è per grazia sola. Gli esseri umani sono incapaci di esercitare la fede salvifica al di fuori della grazia di Dio. Questa visione non si discostava in modo significativo dalla posizione calvinista della depravazione totale.
La grazia è necessaria ma resistibile: l’Arminianesimo rifiuta la credenza calvinista nella grazia irresistibile, insegnando invece che le persone hanno il libero arbitrio di resistere alla grazia di Dio e di rifiutare la Sua chiamata alla salvezza. La dottrina calvinista della grazia irresistibile sostiene che, quando Dio chiama una persona alla salvezza, questa sarà inevitabilmente salvata.
La possibilità di cadere dalla grazia: in questo quinto articolo, i rimostranti non respinsero del tutto l’idea della sicurezza eterna, ma ammettevano la necessità di ulteriori studi, sebbene essa fosse stata successivamente adottata come dottrina consolidata. I calvinisti credono fermamente nella perseveranza dei santi, il che significa che una persona eletta da Dio continuerà nella fede e non rinnegherà permanentemente Cristo né si allontanerà da Lui. I rimostranti affermavano che i credenti hanno il potere di vivere una vita vittoriosa, ma ammettevano anche la possibilità che una persona potesse esercitare il proprio libero arbitrio per allontanarsi da Cristo e perdere la salvezza.
Il conflitto causato dai Cinque Articoli di Rimostranza si intensificò con una contro-rimostranza in cui le opinioni dei Rimostranti furono duramente attaccate. Alla fine, sotto il principe Maurizio d'Orange al Sinodo Nazionale di Dordrecht nel 1618-1619, i Cinque Articoli di Rimostranza furono ufficialmente condannati dai Canoni di Dordrecht, e i Rimostranti furono denunciati come eretici.
Per il decennio successivo circa, ai Remonstranti fu proibito di celebrare funzioni religiose nei Paesi Bassi. Coloro che non si conformavano venivano perseguitati, imprigionati o banditi. Con l’arrivo del principe Federico Enrico dopo la morte del principe Maurizio nel 1625, la situazione dei Remonstranti iniziò a migliorare. Ora potevano costruire chiese nei Paesi Bassi e riaccogliere i loro predicatori banditi. Tuttavia, furono solo tollerati e non riconosciuti ufficialmente come comunità ecclesiale indipendente fino a dopo la rivoluzione del 1795, quando nei Paesi Bassi avvenne la separazione tra Chiesa e Stato.
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Cosa sono i Cinque Articoli della Remonstrance?