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Domanda

Cosa significa che chiunque odia il proprio fratello è un omicida (1 Giovanni 3:15)?

Risposta


Nella sua prima lettera, l’apostolo Giovanni fa un’affermazione sorprendente che collega l’odio all’omicidio: "Chiunque odia il proprio fratello è un omicida, e voi sapete che in un omicida non dimora la vita eterna" (ESV).

È importante esaminare il contesto che porta all’affermazione di Giovanni, secondo cui una persona piena di odio è un omicida:

Questo infatti è il messaggio che avete udito fin dal principio: dobbiamo amarci gli uni gli altri. Non siate come Caino, che apparteneva al maligno e uccise suo fratello. E perché lo uccise? Perché le sue opere erano malvagie, mentre quelle di suo fratello erano giuste. Non vi meravigliate, fratelli e sorelle, se il mondo vi odia. Sappiamo di essere passati dalla morte alla vita, perché ci amiamo gli uni gli altri. Chi non ama rimane nella morte. Chi odia un fratello o una sorella è un omicida, e voi sapete che nessun omicida ha la vita eterna che dimora in lui. (1 Giovanni 3:11-15)

Giovanni inizia la sua riflessione sull’amore e sull’odio ricordando il comandamento di Gesù: "Un comandamento nuovo vi do: amatevi gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se vi amate gli uni gli altri" (Giovanni 13:34-35). Secondo Gesù (e Giovanni), una caratteristica distintiva dei seguaci di Cristo è che si amano gli uni gli altri: cercano attivamente il bene gli uni degli altri, anche se ciò richiede un sacrificio da parte loro.

In 1 Giovanni 3:12, Giovanni contrappone l’amore cristiano all’odio che Caino mostrò verso suo fratello (vedere Genesi 4:1-8). Quell’odio si basava semplicemente sul fatto che Abele perseguiva la giustizia mentre Caino praticava il peccato. Fu l’odio a spingere Caino ad uccidere suo fratello. Di particolare rilievo è l’affermazione di Giovanni secondo cui Caino "apparteneva al maligno" (1 Giovanni 3:11). Caino non era un figlio di Dio; spiritualmente parlando, era un figlio del serpente (cfr. Genesi 3:14-15).

Passando dalla storia di Caino, Giovanni ricorda ai suoi lettori che non c’è nulla di nuovo sotto il sole: "Non stupitevi, fratelli e sorelle, se il mondo vi odia" (1 Giovanni 3:13). Fin dai tempi della Genesi esiste una divisione tra i figli di Dio e il mondo. I figli di Dio sono passati dalla morte alla vita; infatti, una delle prove della loro salvezza è che si amano gli uni gli altri (versetto 14). Chiunque non ami i figli di Dio non è ancora passato dalla morte alla vita e quindi "rimane nella morte" (1 Giovanni 3:14).

Odiare un fratello o una sorella significa, agli occhi di Dio, commettere il peccato di omicidio, proprio come Caino. E, proprio come Caino, chi odia non può affermare di essere un figlio di Dio. Non è nato di nuovo e non ha la vita eterna (1 Giovanni 3:15; cfr. Galati 5:21). Il collegamento tra odio e omicidio ha origine nel Discorso della Montagna di Gesù, dove il Signore insegnò: "Avete udito che fu detto agli antichi: "Non uccidere; chiunque uccide sarà sottoposto a giudizio". Ma io vi dico che chiunque si adiri contro un fratello o una sorella sarà sottoposto al giudizio" (Matteo 5:21-22).

Il proverbio consiglia: "Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, perché da esso dipende il corso della tua vita" (Proverbi 4:23, NLT). I peccati nascosti nel cuore, compreso l’odio, sono spesso considerati meno gravi dei peccati manifesti e visibili. Ma la Scrittura dice che Dio vede il cuore e che ogni peccato è un’offesa alla Sua santità. La lussuria nel cuore porta all’adulterio; l’odio nel cuore, all’omicidio; la cupidigia nel cuore, al furto. Anche il peccato nel cuore rende una persona peccatrice.

Gesù ci ha amati al punto da dare la Sua vita per noi, "e noi dovremmo dare la nostra vita per i nostri fratelli e le nostre sorelle" (1 Giovanni 3:16). Un presunto seguace di Cristo che odia il proprio fratello o la propria sorella mostra l’opposto dell’amore cristiano e sacrificale. "Chiunque afferma di vivere in lui deve vivere come ha fatto Gesù" (1 Giovanni 2:6).

Dio è amore (1 Giovanni 4:8); cioè, l’amore è fondamentale alla Sua natura. Se siamo veramente figli di Dio, avremo ereditato da Lui questa caratteristica. L’apostolo Giovanni presenta questa verità come un netto contrasto tra luce e tenebre:

Chiunque affermi di essere nella luce ma odi un fratello o una sorella è ancora nelle tenebre. Chiunque ami il proprio fratello e la propria sorella vive nella luce, e non c’è nulla in lui che possa farlo inciampare. Ma chiunque odia un fratello o una sorella è nelle tenebre e cammina nelle tenebre. Non sa dove va, perché le tenebre lo hanno accecato. (1 Giovanni 2:9-11)

Chiunque odia il proprio fratello è un omicida, perché l’odio è la radice e la causa dell’omicidio. I credenti sono chiamati a manifestare l’amore di Dio. "Cari amici, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore viene da Dio. Chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non conosce Dio, perché Dio è amore" (1 Giovanni 4:7-8).

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