Domanda
Che cos’è la Chiave di Davide?
Risposta
La Chiave di Davide è un’espressione che si trova nell’Apocalisse e in Isaia. Una chiave indica il controllo o l’autorità; pertanto, possedere la Chiave di Davide conferirebbe il controllo sul dominio di Davide, ovvero Gerusalemme, la Città di Davide e il regno d’Israele. Il fatto che, in Apocalisse 3:7, Gesù possieda questa chiave dimostra che Egli è l’adempimento dell’Alleanza davidica, il sovrano della Nuova Gerusalemme e il Signore del regno dei cieli.
Tuttavia, il passo dell’Apocalisse è stato utilizzato in modo improprio da diverse sette che, in ultima analisi, discendono dal Movimento dell’Identità Cristiana attraverso l’Armstrongismo. La Chiesa di Dio di Filadelfia, un gruppo scissionista della Chiesa di Dio Universale, produce un programma televisivo intitolato "La Chiave di Davide".
Uso scritturale
Il riferimento più diretto alla "Chiave di Davide" si trova in Apocalisse 3:7: "All’angelo della chiesa di Filadelfia scrivi: queste sono le parole di colui che è santo e verace, che detiene la chiave di Davide". Il riferimento nell’Antico Testamento si trova in Isaia 22:22. Lì il profeta dice al segretario di palazzo Sebna che sarà sostituito da Eliakim, poiché Dio "porrà sulla sua spalla la chiave della casa di Davide" (Isaia 22:22). Chi detiene le chiavi ha l’autorità. Pertanto, la "chiave di Davide" implica il controllo del regno di Davide, che era stato promesso al Messia sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento (Isaia 9:7; Luca 1:32).
Uso cultuale
Il programma televisivo intitolato "Key of David" è condotto da Gerald Flurry, autore di un libro dallo stesso titolo. Flurry è fondatore e pastore della Chiesa di Dio di Filadelfia. Le sue interpretazioni delle Scritture includono la distorsione di molte profezie bibliche e l’interpretazione di molti altri passaggi come segretamente profetici. Flurry nutre un interesse particolare per Apocalisse 3:7-13, la lettera alla chiesa di Filadelfia (l’antica città situata nell’odierna Turchia). Flurry sostiene che la "chiave di Davide" detenuta da Cristo sia "la comprensione profonda che Egli vuole che tutti noi abbiamo" (Key of David, p. 10), la quale condurrà a speciali "posizioni di autorità" (p. 11) nella Nuova Gerusalemme. Flurry sostiene che la lettera sia una visione di ciò che i cristiani del nostro tempo devono fare, ma che "solo una piccola percentuale" (p. 8) comprenderà questa grande visione, si qualificherà per ricevere l’autorità speciale e condividerà il trono di Davide con Gesù.
Un altro elemento fondamentale delle credenze di Flurry è l’affermazione secondo cui la Gran Bretagna e gli Stati Uniti d’America (intesi come i loro cittadini caucasici e anglosassoni) discendono dalle tribù "smarcite" di Israele. In quanto israeliti (dice lui), siamo particolarmente qualificati per detenere l’autorità nel Regno e creare l’Israele spirituale. Questa credenza nell’anglo-israelismo non ha alcun fondamento nei fatti.
Conclusione
Paolo disse a Timoteo di evitare "miti e genealogie infinite. Queste generano controversie anziché l’opera di Dio — che è per fede" (1 Timoteo 1:4). Non esiste alcuna "conoscenza speciale" al di là del Vangelo stesso che possa favorire la salvezza. Qualsiasi pretesa che vada oltre la fede nell’opera di Gesù strappa il cuore della buona novella: che il giusto vivrà per fede (Romani 1:17). Non servono grandi visioni, conoscenze speciali o discendenze ebraiche, ma solo la fede in Cristo.
English
Che cos’è la Chiave di Davide?