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Domanda

Chi ha scritto la Lettera ai Filippesi? Chi è l’autore della Lettera ai Filippesi?

Risposta


La Lettera ai Filippesi fu scritta alla chiesa di Filippi dall’apostolo Paolo, autore di gran parte del Nuovo Testamento. L'apostolo iniziò la lettera con un saluto tipico del I secolo: "Paolo e Timoteo, servi di Gesù Cristo, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi: grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo" (Filippesi 1:1-2). Il saluto fornisce una prova interna del fatto che Paolo abbia scritto la lettera. Timoteo era con lui. Filippesi è una delle quattro Lettere dalla prigione, insieme a Efesini, Colossesi e Filemone.

Paolo svolse il suo ministero a Filippi e condusse molti alla fede in Cristo, tra cui una donna d’affari di nome Lidia (Atti 16:13-15) e il carceriere di Filippi (16:22-34). Lui e Sila avevano sofferto molto durante il loro soggiorno lì nel secondo viaggio missionario. Paolo aveva uno stretto legame con la chiesa (Filippesi 1:7-8). Il suo tono in tutta la lettera trasuda apprezzamento e affetto, simile a quello di un genitore orgoglioso che incoraggia il proprio figlio (vedi Filippesi 2:12). A differenza delle epistole a Corinto e alla Galazia, Paolo non scrisse la Lettera ai Filippesi in risposta a una crisi, e la gioia è uno dei temi della lettera, che le è valsa il soprannome di "Epistola della gioia".

Le prove interne suggeriscono fortemente che Paolo abbia scritto questa lettera mentre era in custodia (Filippesi 1:7, 13-14), probabilmente durante la sua detenzione a Roma (4:22). Scrisse anche Colossesi, Efesini e Filemone mentre era in carcere. La Lettera ai Filippesi fu consegnata da Epafrodito, collaboratore di Paolo (2,25), sebbene ci fosse stato un ritardo a causa della malattia di Epafrodito (2,26-27). La prigionia di Paolo a Roma risale all’incirca al 61 e al 62 d.C., quando scrisse la lettera.

La paternità paolina della Lettera ai Filippesi è indiscussa, ma alcuni studiosi contestano l’unità della lettera, proponendo invece un’ipotesi a tre lettere. I sostenitori di questa ipotesi teorizzano che la Lettera ai Filippesi sia una lettera composita contenente più di una corrispondenza. Essi citano un brusco cambiamento di tono o di focus (ad esempio tra 3,1-11 e 3,12-4,1). Inoltre, citano l'affermazione "per me certo non è gravoso scrivervi le stesse cose" (3:1) come indizio del fatto che Paolo si riferisse a una lettera diversa.

Tuttavia, queste obiezioni all'unità della Lettera ai Filippesi possono essere facilmente spiegate. È possibile che qualcuno cambi tono e focus in una lettera, specialmente in una lettera così personale come quella ai Filippesi, proprio come facciamo noi nei messaggi, nelle telefonate e nelle e-mail. L’affermazione in Filippesi 3:1 può servire più che altro come enfasi, cosa che si può fare all’interno di una lettera. È anche possibile che Paolo alluda ad altre lettere (andate perdute) che scrisse alla chiesa di Filippi.

La lettera di Paolo ai Filippesi contribuisce alla nostra comprensione di cosa significhi vivere come seguaci di Gesù. Ci sono molti passaggi spesso citati in questa epistola, che insegna che la vera esperienza cristiana è il manifestarsi della vita, della natura e della mente di Cristo che vive in noi (Filippesi 1:6, 11; 2:5, 13). Il culmine glorioso del libro è 2:5-11, che mette in evidenza l'umiliazione e l'esaltazione del nostro Signore Gesù Cristo.

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