Domanda
Chi ha scritto il libro di Isaia? Chi è l'autore di Isaia?
Risposta
Il libro di Isaia è stato scritto dal profeta Isaia. Il libro è classificato come uno dei Profeti Maggiori dell'Antico Testamento o, nel Tanakh ebraico, come Profeta Tardivo. Il termine "maggiore" si riferisce alla lunghezza dei libri piuttosto che alle credenziali o all'importanza degli autori. Nel Tanakh, profeti come Isaia, Geremia ed Ezechiele sono definiti "Profeti Tardivi" per distinguerli dai Profeti Antichi come Samuele e Natan.
Isaia profetizzò durante il periodo del regno diviso sotto i regni di Uzzia, Iotam, Acaz ed Ezechia, re di Giuda. Probabilmente Isaia profetizzò tra il 739 e il 681 a.C., un periodo in cui sia il regno del nord che quello del sud si erano allontanati da Dio. Israele cadde sotto l’Assiria nel 722 a.C., e Giuda continuò il suo percorso di ribellione contro Dio. Purtroppo, gli avvertimenti di Isaia e degli altri profeti non cambiarono nulla, e Giuda cadde in seguito nelle mani di Babilonia. Il libro di Isaia contiene anche molte profezie messianiche, tra cui Isaia 7:14; 9:6-7; e 11:1-5. Il profeta morì probabilmente durante il regno di Manasse. La tradizione afferma che Isaia fu martirizzato.
Il libro di Isaia si apre con una frase che identifica l’autore: "La visione d'Isaia, figlio di Amots, che egli ebbe riguardo a Giuda e a Gerusalemme ai giorni di Uzziah, di Jotham, di Achaz e di Ezechia, re di Giuda" (1:1). Come per gli altri libri sia dei Profeti Maggiori che dei Profeti Minori, il libro di Isaia prese il nome dall’autore.
Alcuni studiosi moderni contestano la paternità tradizionale di Isaia, proponendo una visione di paternità multipla. Essi dividono il libro in tre sezioni (capitoli 1-39, 40-55 e 56-66) presumibilmente scritte da autori diversi in tempi diversi. Ai tre presunti autori vengono attribuiti i nomi di Proto-Isaia, Deutero-Isaia e Trito-Isaia (Primo, Secondo e Terzo Isaia). Non vi è alcun fondamento per tali affermazioni, se non alcune differenze stilistiche e il fatto che l’autore a volte parla di eventi futuri come se fossero già avvenuti. Un caso in cui il tempo passato viene usato per descrivere eventi futuri è chiamato “perfetto profetico”; un buon esempio è Isaia 53, dove si parla della sofferenza del Messia come se fosse già avvenuta. Il commentatore biblico Charles Swindoll spiega che la divisione artificiale di Isaia deriva da "un rifiuto accademico della profezia predittiva. Questa posizione non solo limita il potere di Dio di comunicare con il Suo popolo, ma ignora anche l’ampia varietà di affermazioni specifiche e predittive su Gesù Cristo sparse in tutto il libro" (https://insight.org/resources/bible/the-major-prophets/isaiah, consultato il 6/2/24).
A confutare l’affermazione di una paternità multipla è il fatto che il libro di Isaia è sempre esistito come un’unica raccolta. Inoltre, è sempre stato chiamato “Isaia”. La più antica copia esistente di Isaia, rinvenuta tra i Rotoli del Mar Morto, è datata intorno al 175 a.C. Quella copia di Isaia è un unico rotolo. Dall’inizio alla fine, è indiviso, e la transizione tra i capitoli 39 e 40 (una delle divisioni principali, secondo la teoria dei “tre Isaia”) è senza soluzione di continuità. Nulla in nessuna copia antica di Isaia suggerisce minimamente che gli scribi pensassero che il libro dovesse essere diviso in sezioni diverse o che avessero a che fare con autori diversi.
In sintesi, Isaia è l'autore del libro che porta il suo nome. Le ipotesi di una paternità multipla dovrebbero essere respinte. Il libro, uno dei più belli di tutta la Scrittura, rimane rilevante per i cristiani grazie alle sue profezie di ampio respiro, al suo monito sui pericoli del peccato e sulla certezza del giudizio, e alla sua presentazione della misericordia e della restaurazione di Dio.
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