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Domanda

Chi era Martyn Lloyd-Jones?

Risposta


David Martyn Lloyd-Jones (1899-1981) era un giovane medico britannico brillante e di successo che abbandonò la professione medica per diventare uno dei predicatori, scrittori e teologi più dotati del XX secolo. Svolse il suo ministero per 30 anni presso la Westminster Congregational Chapel di Londra, dove molti membri del governo britannico e personalità di spicco della società partecipavano alle funzioni. Pur non avendo una formazione teologica formale, Lloyd-Jones teneva sermoni avvincenti che attiravano migliaia di persone e lo consacrarono come uno dei "più grandi esegeti della Bibbia nel mondo anglofono" (Henry, C. F. H., "Martyn Lloyd-Jones: Da Buckingham a Westminster", Christianity Today, 1980, p. 155).

David Martyn Lloyd-Jones era uno dei tre figli maschi nati da genitori gallesi a Cardiff, nel Regno Unito. All’età di sei anni, la famiglia si trasferì nel Cardiganshire, dove i suoi genitori si unirono alla locale chiesa metodista calvinista. La famiglia si trasferì nuovamente nel 1914 a Londra per gestire un’azienda lattiero-casearia. Nel 1916, David Martyn iniziò a studiare medicina al St. Bartholomew’s Hospital di Londra insieme ad altri 81 studenti, tra cui la sua futura moglie, Bethan Phillips.

All’età di 22 anni, l’intelligenza di Lloyd-Jones gli valse un posto come medico interno junior presso il rinomato Sir Thomas Horder, medico della famiglia reale. Nel giro di due anni, fu promosso a assistente clinico capo di Horder. Conseguì la laurea in medicina presso l’Università di Londra nel 1923 e divenne membro del Royal College of Physicians, continuando a lavorare al St. Bartholomew’s Hospital fino al 1926.

All’inizio del 1927, Martyn Lloyd-Jones sposò Bethan Phillips. La coppia avrebbe poi avuto due figlie, Elizabeth e Ann. Già da qualche tempo, l’emergente medico aveva iniziato a percepire un cambiamento. Vedeva nei suoi pazienti un bisogno profondo: una malattia dell’anima che la medicina ordinaria non riusciva a curare. Sebbene Lloyd-Jones fosse stato attivo in chiesa, fino a quel momento la sua fede aveva avuto un ruolo secondario. Ora, mentre rifletteva su queste preoccupazioni, giunse a comprendere il proprio bisogno di Dio e del Suo dono della vita eterna attraverso il sacrificio di Gesù Cristo sulla croce. Lloyd-Jones nacque di nuovo e si dedicò al ministero cristiano.

Martyn fu ordinato nel 1927 e, insieme a Bethan, tornò nel Galles meridionale per occuparsi di una piccola congregazione a Port Talbot. In breve tempo, Martyn attirò l’attenzione di G. Campbell Morgan, che nel 1938 lo chiamò per affiancarlo e, in seguito, per diventare suo co-pastore alla Westminster Chapel di Londra. Dopo il pensionamento di Morgan nel 1943, Lloyd-Jones divenne l’unico pastore della Westminster Chapel fino al suo pensionamento ufficiale nel marzo 1968.

Martyn Lloyd-Jones guidò fedelmente la congregazione londinese per tre decenni, compresi i difficili anni della Seconda guerra mondiale. Secondo lui, trasmettere il messaggio di Dio richiedeva tre elementi essenziali: il messaggio doveva essere biblico, informativo e incentrato su Cristo. Considerava la predicazione "la vocazione più alta, più grande e più gloriosa" (Douglas, J., "Lloyd-Jones, David Martyn", Who’s Who in Christian History, a cura di Douglas e Philip Comfort, Tyndale House, 1992, p. 428).

L’attitudine di Lloyd-Jones all’esegesi biblica portò la Westminster Chapel in prima linea tra i pulpiti evangelici in Inghilterra. Predicava "sermoni di 45 minuti la domenica mattina" rivolti ai credenti e "esposizioni di un’ora la sera" rivolte ai non credenti. "I suoi studi biblici del venerdì sera […] attiravano 1.200 persone. Insegnava senza interruzioni per un’ora, e molti ascoltatori avrebbero voluto che continuasse più a lungo" (Henry, op. cit.). Lloyd-Jones era famoso per tenere lunghe serie di prediche versetto per versetto, come quella sull’Epistola agli Efesini, che comprendeva 260 sermoni, iniziata nell’ottobre 1954 e protrattasi fino al luglio 1962. Trascorse dodici anni a predicare sull’Epistola ai Romani.

Lettore vorace, Lloyd-Jones leggeva l’intera Bibbia ogni anno e divorava volumi delle principali opere di grandi predicatori e teologi quali John Owens, George Whitefield, Jonathan Edwards, Charles Hodge, Charles Spurgeon, J. C. Ryle e B. B. Warfield. Gli storici lo descrivono come un convinto calvinista e un evangelico conservatore, intransigente nella sua teologia riformata.

Nel 1966, Martyn Lloyd-Jones tenne un discorso sull’unità cristiana all’Assemblea dell’Associazione Nazionale degli Evangelici a Londra. Esortò gli evangelici ad abbandonare le denominazioni tradizionali teologicamente liberali che avevano pericolosamente compromesso la loro testimonianza. Questo confronto scatenò una controversia tra lui e i leader anglicani, tra cui il suo amico John Stott.

Come ministro, Martyn Lloyd-Jones era profondamente devoto a Dio, alla sua famiglia e alla guida della sua congregazione. Il suo senso dell’umorismo era disarmante e il suo intenso desiderio di rinnovamento spirituale all’interno delle chiese evangeliche era galvanizzante. Lloyd-Jones era anche un pastore per gli altri pastori, offrendo consigli e incoraggiamento e predicando nelle loro chiese. Dal 1943 al 1967 presiedette la Westminster Ministers’ Fraternal, un incontro mensile di ministri evangelici di tutte le denominazioni. Negli anni ’60, gli incontri riunivano fino a 400 pastori.

Martyn Lloyd-Jones contribuì inoltre a fondare e guidare l’Inter-Varsity Fellowship (in seguito nota come Universities and Colleges Christian Fellowship), l’Evangelical Library di Londra, il Banner of Truth Trust, il London Theological Seminary, la Christian Medical Fellowship e l’International Fellowship of Evangelical Students. Tuttavia, i suoi contributi più notevoli furono nella predicazione, nell’insegnamento e nell’evangelizzazione. La sua autorevole esposizione e applicazione delle Scritture erano radicalmente distintive.

Quando la malattia lo costrinse a ritirarsi dal pulpito nel 1968, Martyn Lloyd-Jones si dedicò con tutto se stesso alla revisione delle trascrizioni dei suoi sermoni per la pubblicazione e alla stesura di numerosi libri. Tra le sue opere più influenti figurano Truth Unchanged, Unchanging (1951), From Fear to Faith (1953), Conversions: Psychological and Spiritual (1959), Sermon on the Mount (due volumi, 1959-1960) e Spiritual Depression: Its Causes and Cures (1964).

Martyn Lloyd-Jones morì a Londra il 1° marzo 1981. Pochi giorni prima aveva scritto alla moglie e alle figlie: "Non pregate per la mia guarigione. Non trattenetemi dalla gloria" (Rusten S., con Michael, E., The Complete Book of When & Where in the Bible and throughout History, Michael E Rusten, 2005, p. 480).

Ecco alcune citazioni significative di Martyn Lloyd-Jones:

"Il compito della chiesa e della predicazione non è quello di presentarci idee nuove e interessanti, ma piuttosto di continuare a ricordarci certe verità fondamentali ed eterne." (Sermoni espositivi su 2 Pietro)

"Invece di borbottare in questo modo depresso e infelice… ricorda a te stesso chi è Dio, che cos’è Dio, cosa ha fatto Dio e cosa Dio si è impegnato a fare." (Spiritual Depression: Its Causes and Cures)

"La preghiera è senza alcun dubbio l’attività più elevata dell’anima umana. L’uomo raggiunge la sua massima grandezza e il suo apice quando, in ginocchio, si trova faccia a faccia con Dio." (Studi sul Discorso della Montagna)

"A volte penso che l’essenza stessa dell’intera posizione cristiana e il segreto di una vita spirituale di successo consistano proprio nel rendersi conto di due cose... Devo avere una fiducia completa e assoluta in Dio e nessuna fiducia in me stesso." (Reflections: A Treasury of Daily Readings)

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