Domanda
Chi era Jonathan Edwards?
Risposta
Jonathan Edwards (1703-1758) fu un pastore e teologo, considerato da molti la più grande mente teologica che il Nuovo Mondo abbia mai prodotto. La sua predicazione, che contribuì a dare il via al Primo Grande Risveglio, poneva l’accento sul peccato dell’uomo, sul giudizio di Dio, sulla sovranità di Dio, sulla necessità della conversione personale e sulla giustificazione per fede.
Edwards nacque a East Windsor, nel Connecticut. Fin dalla più tenera età rifletteva profondamente sulla dottrina teologica. All’età di 13 anni, Edwards entrò a Yale e si laureò come primo della classe all’età di 17 anni. Ottenne la licenza per predicare all’età di 20 anni. Nel 1727 fu ordinato nella Chiesa Congregazionalista e iniziò a servire a Northampton, nel Massachusetts, insieme a suo nonno, il grande predicatore del risveglio Solomon Stoddard. Circa due anni dopo, Stoddard morì ed Edwards assunse la piena guida della chiesa.
Edwards era addolorato per la condizione spirituale della chiesa e della comunità. Molti professavano esternamente la fede e partecipavano alla vita della chiesa, ma non davano alcuna prova di una conversione autentica. Gli abitanti di Northampton erano in generale indifferenti alle questioni spirituali. La disciplina ecclesiastica si era allentata e i criteri di ammissione alla comunità ecclesiale erano diventati molto poco rigorosi.
Edwards iniziò a predicare contro questo letargo spirituale. La sua prima serie di sermoni a Northampton riguardò la giustificazione per sola fede, poiché temeva che molti fossero giunti a fare affidamento sulla propria bontà per la salvezza. A detta di molti, Edwards non era un oratore di grande effetto. Di solito leggeva i suoi sermoni con pochissima vivacità, con il viso vicino al manoscritto poiché aveva una vista debole (e, secondo quanto riferito, anche una calligrafia poco leggibile). Ma la sua sincerità e il contenuto dei messaggi furono utilizzati da Dio per provocare un risveglio spirituale. Sotto l’influenza di Edwards, ebbe luogo il risveglio noto come il Grande Risveglio. Edwards descrisse gli effetti locali di quel risveglio nel suo saggio del 1736 intitolato A Faithful Narrative of the Surprising Work of God (Una fedele narrazione dell’opera sorprendente di Dio).
L’8 luglio 1741, Edwards tenne il suo sermone più famoso, "I peccatori nelle mani di un Dio adirato". Si narra che durante il sermone le persone fossero sopraffatte dal senso di colpa, e che i membri della congregazione urlassero, gemessero e tremassero per il timore di Dio.
Nonostante i suoi straordinari risultati spirituali, Jonathan Edwards fu allontanato dalla sua chiesa nel 1750 quando tentò di limitare la comunione a coloro che davano qualche prova di conversione. Si trasferì in una piccola chiesa a Stockbridge, nel Massachusetts, dove prestò servizio come pastore e come missionario presso gli indiani Hausatonnoc. Nel 1758 Edwards divenne presidente del College of New Jersey (che sarebbe poi diventato la Princeton University), ma morì per complicazioni dovute a una vaccinazione contro il vaiolo circa un mese dopo.
L’influenza di Edwards continua a vivere attraverso i suoi sermoni e altri scritti, sia teologici che storici (molti dei quali sono ancora facilmente reperibili sia online che in formato cartaceo). Era profondamente interessato al modo in cui lo Spirito agiva per suscitare un risveglio spirituale, e registrava e analizzava attentamente l’attività religiosa nella sua zona. Si impegnò al massimo per distinguere dove Dio agisse realmente e dove invece il fervore religioso fosse frutto di emotività. Fu inoltre un convinto difensore del calvinismo e delle dottrine della Riforma. Lo storico Philip Schaff lo ha definito il "Calvino americano".
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