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Domanda

Chi era John Stott?

Risposta


John Robert Walmsley Stott (1921-2011) è stato un predicatore anglicano della Chiesa d’Inghilterra, studioso della Bibbia, autore e figura di spicco nel movimento per il rinnovamento del Cristianesimo evangelico nella Chiesa britannica e in tutto il mondo. Il suo impegno internazionale nell’evangelizzazione globale collaborativa gli valse un posto nella lista del 2005 delle 100 persone più influenti al mondo stilata dalla rivista Time. Forse il tratto più distintivo del suo ministero era il suo eccezionale dono per la predicazione espositiva.

Stott nacque a Londra, in Inghilterra, da Sir Arnold Stott, un illustre medico di Harley Street, e da Lady Emily "Lily" Stott, una cristiana devota di educazione luterana. Il padre di John era agnostico, ma sua madre crebbe lui e le sue sorelle insegnando loro a leggere la Bibbia, a pregare e a frequentare la scuola domenicale presso la vicina chiesa anglicana di All Souls, a Langham Place, nel West End di Londra. Da ragazzo, Stott imparò a suonare il violoncello e, come suo padre, sviluppò una passione per il mondo naturale. Era un appassionato birdwatcher, che nel corso della sua vita osservò e fotografò migliaia di uccelli.

All’età di otto anni, Stott fu mandato in collegio all’Oakley Hall nel Gloucestershire, in Inghilterra, dove era il ragazzo più giovane tra gli allievi. Nel 1935 ottenne una borsa di studio per la rinomata Rugby School. I genitori di Stott, desiderosi che il figlio intraprendesse la carriera diplomatica, finanziarono i suoi viaggi estivi in Germania e in Francia, dove affinò la sua innata attitudine per le lingue.

Da adolescente, Stott ricevette la cresima nella Chiesa anglicana, ma rimase spiritualmente lontano da Dio fino a un incontro determinante con Eric Nash (meglio conosciuto come "Bash"). L’evangelizzatore conservatore e responsabile dei campi giovanili della Chiesa d’Inghilterra era venuto a parlare ai ragazzi dell’Unione Cristiana della Rugby School. Dopo aver ascoltato il messaggio di Nash e aver parlato in privato con lui del Vangelo, quella notte, da solo nella sua stanza del dormitorio, Stott aprì il suo cuore per accogliere Gesù Cristo come Salvatore. Anni dopo, ricordò come quel singolo passo, semplice e privo di emotività, avesse per sempre "cambiato l’intera direzione, il corso e la qualità della mia vita" (https://gracequotes.org/author-quote/john-stott/, consultato il 10/04/23).

Nash continuò a fare da mentore a Stott, influenzando in modo significativo la sua crescita e la sua comprensione come cristiano. Nash era praticamente un padre surrogato per Stott, il quale all’età di 17 anni iniziò a sentire la chiamata all’ordinazione nella Chiesa d’Inghilterra, una vocazione a cui suo padre si opponeva fermamente. Quando Stott decise di intraprendere la formazione teologica al Trinity College di Cambridge come pacifista, il divario tra padre e figlio si ampliò. All’epoca, il padre di Stott prestava servizio come generale di divisione nel Servizio medico dell’esercito. Sir Arnold rifiutò di parlare con suo figlio per due anni. In seguito, il giovane Stott giunse ad accettare la legittimità della guerra giusta.

Dopo aver completato gli studi teologici al Ridley Hall, Stott fu ordinato nel 1945 e tornò a Londra per prestare servizio come assistente parroco nella chiesa in cui era cresciuto: All Souls, a Langham Place. Cinque anni dopo, all’età di 28 anni, fu nominato parroco. Continuò a guidare quella stessa chiesa fino al 1975, quando divenne parroco emerito, carica che mantenne per il resto della sua vita. Una volta ritiratosi dai compiti pastorali, Stott continuò a dedicarsi con rigore a un ministero in continua espansione.

I risultati raggiunti da Stott furono numerosi. Si tenne impegnato predicando, viaggiando, formando, conducendo ministeri universitari e scrivendo libri, articoli e saggi. Stott si impegnò a riconoscere la centralità e l’autorità suprema delle Scritture in ogni aspetto della sua vita e del suo pensiero. Alla congregazione di cui era pastore sottolineava cinque priorità: la preghiera, la predicazione espositiva, l’evangelizzazione, il discepolato e la formazione dei leader laici.

Stott incoraggiava e preparava i membri della chiesa ad adempiere attivamente al Grande Mandato attraverso una formazione settimanale all’evangelizzazione. Organizzava mensilmente "servizi di evangelizzazione con ospiti" seguiti da corsi di discepolato per i nuovi credenti. Il suo zelo nel vedere i membri della sua chiesa crescere nella maturità spirituale si estese rapidamente ai campus universitari e alle congregazioni di tutta la Gran Bretagna. Stott fondò il London Institute for Contemporary Christianity nel 1982 e diverse altre iniziative nel Regno Unito, lavorando con ardore per ridurre al minimo il divario tra gli evangelici e il mondo intellettuale. Tra le iniziative nazionali di Stott figurano anche le seguenti:

• La fondazione della Evangelical Fellowship of the Anglican Communion

• La presidenza del Consiglio evangelico della Chiesa d’Inghilterra e dell’Assemblea nazionale degli evangelici

• La presidenza della Scripture Union del Regno Unito e dell’Alleanza evangelica

• La presidenza della Universities and Colleges Christian Fellowship

• Il ruolo di cappellano onorario della regina Elisabetta II per oltre 30 anni

Grazie ai programmi di missione nei campus universitari promossi da Stott, la sua fama si diffuse in ogni parte del mondo. Nel 1974, Stott svolse un ruolo teologico di primo piano al Congresso Internazionale sull’Evangelizzazione Mondiale, patrocinato dalla Billy Graham Evangelistic Association a Losanna, in Svizzera. Nel suo discorso di apertura, Stott definì la natura dell’evangelizzazione biblica in cinque aree chiave: missione, evangelizzazione, dialogo, salvezza e conversione.

Stott fu la forza trainante del Patto di Losanna (1974), una concisa dichiarazione di fede e di principi cristiani che avrebbe avuto un impatto significativo sui credenti evangelici di ogni continente. La sua visione e le sue idee strategiche sulla missione furono ulteriormente sviluppate nel suo libro di grande diffusione Christian Mission in the Modern World (1975).

Nel 1989, Stott partecipò a un secondo congresso internazionale a Manila, guidando ancora una volta un gruppo di lavoro nella stesura del Manifesto di Manila, un documento che esortava "l’intera Chiesa a portare il Vangelo nella sua interezza al mondo intero" (Greenman, J. P., "Stott, John Robert Walmsley", Biographical Dictionary of Evangelicals, a cura di T. Larsen, D. W. Bebbington, M. A. Noll e S. Carter, InterVarsity Press, 2003, p. 639).

Stott ha scritto più di 50 libri che sono stati tradotti in almeno 65 lingue, tra cui i classici cristiani moderni Basic Christianity (1958) e The Cross of Christ (1986). Forse la sua eredità più importante è stata la fondazione della Langham Partnership International (nota negli Stati Uniti come John Stott Ministries), che eroga borse di studio per la formazione avanzata e l’equipaggiamento di giovani leader cristiani in più di 100 paesi. Stott istituì il Langham Trust originale donando i diritti d’autore dei suoi libri per finanziare materiali didattici, libri di testo e biblioteche teologiche per i beneficiari delle borse di studio. John Stott suscitò anche alcune polemiche quando presentò una difesa dell’annichilazionismo in Evangelical Essentials: A Liberal Evangelical Dialogue (InterVarsity, 1988, pp. 312-320).

Stott rimase celibe per tutta la vita. Stette per sposarsi due volte tra i venti e i trent’anni, ma non sentì mai la piena certezza di Dio. Cominciò a credere che Dio volesse che rimanesse celibe. "Con il senno di poi", disse Stott, "credo di sapere perché. Non avrei mai potuto viaggiare o scrivere così tanto come ho fatto se avessi avuto le responsabilità di una moglie e di una famiglia" (https://g3min.org/consider-staying-single/, consultato il 10/04/23). Stott morì nel luglio 2011 all’età di 90 anni.

Il teologo anglicano irlandese Alister McGrath ha riconosciuto in Stott un modello di riferimento per la giovane generazione di evangelici in Inghilterra (Greenman, op. cit., p. 639). Lo storico David Edwards ha suggerito che Stott fosse "il sacerdote più influente della Chiesa d’Inghilterra" del XX secolo, a parte William Temple (https://johnstott.org/life/#national, consultato il 10/04/23). E forse il più grande evangelizzatore della storia moderna, il compianto Billy Graham, descrisse Stott come "il pastore più rispettato al mondo oggi" (ibid., consultato il 10/04/23).

Ecco alcune frasi significative di John Stott:

"Prima di poter iniziare a vedere la croce come qualcosa fatto per noi, dobbiamo vederla come qualcosa fatto da noi".

"Ogni cristiano dovrebbe essere al tempo stesso conservatore e radicale; conservatore nel preservare la fede e radicale nell’applicarla."

"La preghiera non è uno strumento conveniente per imporre la nostra volontà a Dio, o per piegare la Sua volontà alla nostra, ma il modo prescritto per subordinare la nostra volontà alla Sua."

"La Sua autorità sulla terra ci permette di osare andare verso tutte le nazioni. La Sua autorità in cielo ci dà la nostra unica speranza di successo. E la Sua presenza con noi non ci lascia altra scelta."

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