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Domanda

Chi era John Knox?

Risposta


John Knox (1514 circa–1572) fu il riformatore scozzese che fondò la Chiesa presbiteriana e gettò le basi teologiche per la Rivoluzione americana.

John Knox nacque in Scozia e sembra abbia frequentato l’Università di St. Andrews. È possibile che sia stato ordinato sacerdote nella Chiesa cattolica romana. Qualunque siano i dettagli della sua giovinezza, nel 1544 Knox lavorava come precettore privato. In quel periodo conobbe il riformatore George Wishart e sviluppò un atteggiamento ostile nei confronti della Messa romana. Considerando la Messa una forma di idolatria, Knox si impegnò a fondo nel movimento riformista scozzese.

Nel 1547, Knox predicava a St. Andrews. Quando i francesi (che erano alleati cattolici della Scozia) attaccarono un castello scozzese per sedare una rivolta protestante in corso in quel luogo, Knox fu catturato e trascorse poi diciannove mesi come schiavo in Francia. Dopo la sua liberazione, Knox tornò in Scozia e iniziò i suoi attacchi contro la Messa cattolica, scrivendo il suo trattato A Vindication That the Mass Is Idolatry (Una difesa del fatto che la Messa è idolatria). La sua opera in Scozia fu tuttavia sospesa quando la cattolica Maria Tudor salì al trono d’Inghilterra. La sua incoronazione e il suo regno come "Maria la Sanguinaria" costrinsero Knox a lasciare l’Inghilterra, spingendolo in Europa, dove si recò a Ginevra e incontrò Giovanni Calvino, che lo istruì ulteriormente nella teologia riformata. Knox alla fine lasciò Ginevra per guidare la chiesa dei rifugiati inglesi a Francoforte, in Germania.

Knox tornò in Scozia nel 1555, solo per essere costretto ad andarsene a causa delle persecuzioni l’anno successivo. Tornato a Ginevra, Knox accettò la chiamata a guidare la chiesa inglese locale. In quel periodo, Knox diede il suo contributo più famoso alla Riforma. Fino a Knox, e per qualche tempo anche dopo, i riformatori credevano che un cristiano dovesse sempre vivere in sottomissione alle autorità secolari. Partendo da Romani 13, ragionavano che il re (o la regina) fosse stato istituito da Dio e, pertanto, dovesse essere obbedito. Anche i monarchi malvagi dovevano essere obbediti, purché i loro comandi non violassero la Scrittura. Per Knox, questa obbedienza incondizionata era inaccettabile.

La sua esperienza e la sua testimonianza della persecuzione, insieme alla sua visione dell’idolatria, portarono Knox a dissentire dalla visione prevalente della sottomissione al trono. Concentrandosi sull’Antico Testamento, Knox giunse a una conclusione diversa. Al centro della posizione di Knox c’erano i profeti e la loro insistenza nel purificare la nazione di Israele dall’idolatria. Per Knox, le implicazioni erano ovvie: proprio come i cristiani non potevano obbedire a leggi malvagie, non dovevano sottomettersi a governanti malvagi. Nella sua mente la Messa cattolica era idolatria e, pertanto, il cattolico era un idolatra. Qualsiasi monarca cattolico — come la regina Maria I — era, quindi, un sovrano idolatra e malvagio. I cristiani non dovevano sottomettersi a tali sovrani, ma opporsi a loro.

Tornato in Scozia nel 1559, Knox guidò il partito riformista scozzese. Continuò a promuovere la Riforma e radunò truppe per sostenere tale obiettivo. Negli ultimi tredici anni della sua vita, Knox lottò con passione per la riforma in Scozia e si oppose alla Chiesa cattolica e ai sovrani cattolici. Nonostante il duro lavoro di Knox, il suo obiettivo non fu realizzato se non dopo la sua morte, avvenuta nel 1572.

Knox è ricordato come un riformatore focoso che era o amato o odiato. Ma la sua eredità più grande potrebbe non essere stata la Riforma scozzese. Sostenendo la ribellione, anche violenta se necessario, contro i governanti malvagi, Knox pose le fondamenta su cui altri avrebbero poi costruito. Il suo pensiero sul rapporto tra Dio, il Sovrano e il Suddito, sebbene estremo per l’epoca, fu fondamentale per ciò che sarebbe poi diventata la Rivoluzione americana. Senza John Knox e la sua influenza su personaggi successivi come Thomas Jefferson e Patrick Henry, forse la Rivoluzione americana non avrebbe mai avuto luogo. Lo storico di Oxford Jonathan Clark ha osservato che il diritto di rivolta basato su principi, come descritto nella Dichiarazione d’Indipendenza americana, si fonda sul lavoro di tre uomini: Teodoro di Beza, John Ponet e John Knox.

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