Domanda
Chi era Isaac Watts?
Risposta
Isaac Watts (1674-1748) fu un famoso autore di inni, pastore e logico. I suoi genitori erano nonconformisti, ovvero si erano separati dalla Chiesa anglicana d’Inghilterra. Il padre di Watts fu spesso incarcerato a causa delle sue convinzioni. Fin da giovane, Isaac Watts dimostrò la sua intelligenza. All’età di 13 anni conosceva già cinque lingue ed era abile nella composizione di poesie. Dopo aver frequentato un college nonconformista, lavorò per un certo periodo come precettore prima di diventare pastore della Mark Lane Independent Chapel di Londra dal 1698 al 1712.
Isaac Watts scrisse numerosi libri su argomenti teologici e opere dedicate alla ragione e alla logica, tra cui Logic, Or the Right Use of Reason in the Enquiry After Truth (Logica, ovvero il giusto uso della ragione nella ricerca della verità), utilizzato per molti anni come testo di riferimento all’Università di Oxford. Watts è noto soprattutto per i suoi inni, tra cui "When I Survey the Wondrous Cross" (Quando contemplo la croce meravigliosa), basato su Galati 6:14 e definito "il più grande inno in lingua inglese" dal poeta e critico Matthew Arnold. Alcuni degli inni di Watts erano parafrasi dei salmi biblici, come "Joy to the World", tratto dal Salmo 98; "Jesus Shall Reign", una parafrasi del Salmo 72; e "O God, Our Help in Ages Past", tratto dal Salmo 90. Tra i suoi altri inni figurano "At the Cross", "Alas! and Did My Savior Bleed" e "We’re Marching to Zion". Nel 1715 Watts realizzò anche un innario per bambini, intitolato Divine and Moral Songs for Children.
Gli inni pionieristici di Isaac Watts erano popolari in Inghilterra, ma non erano esenti da polemiche. A quei tempi, le chiese cantavano solitamente versi metrici tratti dal libro dei Salmi, e alcuni respingevano gli inni di Watts in quanto di composizione umana e non di ispirazione divina. I suoi inni presero piede in America durante il Grande Risveglio, poiché George Whitfield e Jonathan Edwards li utilizzarono nei loro ministeri.
Isaac Watts scrisse tra i 600 e i 750 inni, e molti sono ancora oggi utilizzati nelle varie denominazioni protestanti. Negli ultimi anni della sua vita, Watts soffrì di problemi di salute e alcune delle sue posizioni teologiche causarono confusione. Alcuni dei suoi trattati teologici contenevano visioni non ortodosse sulla personalità di Cristo e dello Spirito Santo. Ad esempio, nella sua opera The Glory of Christ as the God-Man (La gloria di Cristo come Dio-Uomo), Watts sosteneva che l’anima umana di Gesù preesistesse alla Sua incarnazione (p. 153). Jonathan Edwards scrisse una dettagliata confutazione dell’insegnamento di Watts (The "Miscellanies", voci 1153-1360), sebbene continuasse a utilizzare gli inni di Watts nella sua chiesa.
I cristiani hanno apprezzato gli inni di Isaac Watts nel culto sin da quando furono scritti, e tali inni continuano a indirizzare le persone verso Cristo e a rafforzare la fede. Lo stesso Watts commenta l’importanza del canto nel culto: "Mentre cantiamo le lodi di Dio nella Sua chiesa, siamo impegnati in quella parte del culto che, tra tutte le altre, è la più affine al cielo" (da Hymns and Spiritual Songs).
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