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Domanda

Chi era Elisabeth Elliot?

Risposta


Elisabeth Elliot (1926-2015) è stata una missionaria cristiana, conferenziera e scrittrice. È diventata famosa dopo che suo marito, Jim Elliot, e altri quattro missionari furono uccisi dalla tribù degli Auca (oggi nota come tribù dei Waodani/Wourani/Hourani) in Ecuador.

Elisabeth Elliot (nata Howard) nacque il 21 dicembre 1926 a Bruxelles, in Belgio, dove i suoi genitori erano missionari. Tornarono negli Stati Uniti poco dopo la sua nascita ed Elisabeth crebbe in Pennsylvania, nel New Hampshire e nel New Jersey. Suo padre era redattore del *The Sunday School Times*.

Elisabeth si iscrisse al Wheaton College per studiare greco classico con l’obiettivo di diventare traduttrice della Bibbia. Fu lì che incontrò il suo futuro marito, Jim Elliot. I dettagli del loro corteggiamento sono raccontati nel suo libro *Passion and Purity*. Dopo alcuni anni di incertezza, si sposarono nel 1953 e partirono per il Sudamerica come missionari. La loro figlia Valerie nacque 10 mesi dopo.

Jim e altri quattro missionari si convinsero che dovevano portare il Vangelo a una tribù ostile e non ancora raggiunta dal Vangelo, che all’epoca veniva chiamata gli Aucas. (La parola "auca" è in realtà un termine dispregiativo ed è ormai caduta in disuso.) Dopo mesi di pianificazione e contatti preliminari con i Wourani, i cinque missionari atterrarono nel loro territorio a bordo di un aereo Piper monomotore. Nel giro di una settimana, l’8 gennaio 1956, furono attaccati e uccisi. Jim ed Elisabeth erano sposati da meno di tre anni. La rivista LIFE riportò la storia dei missionari nel numero del 30 gennaio 1956. LIFE pubblicò un articolo di approfondimento il 20 maggio 1957.

Elisabeth, sua figlia Valerie e Rachel Saint, sorella di uno degli altri missionari, rimasero in Ecuador alla ricerca di un’occasione per portare il Vangelo ai Wourani. In quel periodo Elisabeth raccontò anche la storia dei cinque martiri nel libro *Through Gates of Splendor*. In seguito curò e pubblicò i diari di Jim Elliot (Shadow of the Almighty). L’occasione per portare il Vangelo alla tribù che aveva ucciso suo marito si presentò quando una donna Wourani fuggì dalla violenza della tribù ed entrò in contatto con Elisabeth e Rachel. Dopo essersi convertita a Cristo, la donna indigena accettò di guidare le missionarie alla tribù, dove furono accolte in sicurezza nel 1958. Elisabeth, Valerie e Rachel vissero con la tribù per diversi anni. Tradussero il Vangelo secondo Marco nella lingua wourani e molti membri della tribù si convertirono. Elisabeth Elliot tornò negli Stati Uniti nel 1963, mentre Rachel continuò a lavorare con la tribù.

Dopo il ritorno negli Stati Uniti, Elisabeth sposò Addison Leitch, professore al Gordon-Conwell Theological Seminary di Wenham, nel Massachusetts, pur continuando a scrivere e a svolgere il ministero con il cognome Elliot. Leitch morì di cancro nel 1973, circa quattro anni dopo il matrimonio con Elisabeth.

Nel 1977, Elisabeth sposò il suo terzo marito, Lars Gren, cappellano ospedaliero. Elisabeth divenne scrittrice residente al Gordon-Conwell e anche docente a contratto. Ricoprì il ruolo di consulente stilistica per la New International Version. Continuò a scrivere (oltre 20 libri in totale) e a tenere conferenze in tutto il Paese. Dal 1988 al 2001 era possibile ascoltarla anche nel suo programma radiofonico quotidiano, "Gateway to Joy".

Diversi temi ricorrono nel ministero di Elisabeth: la purezza sessuale, la crescita attraverso la sofferenza, l’abbandono e l’obbedienza a Cristo, nonché i ruoli di genere secondo la Bibbia. Elisabeth si rifiutava di intervenire durante le funzioni della domenica mattina. (Il suo programma radiofonico era rivolto alle donne, sebbene lo ascoltassero anche molti uomini.)

Continuò a essere rigorosa e disciplinata nella sua vita personale e pubblica, fino a quando, nel 2004, dovette ritirarsi dal ministero pubblico a causa dell’insorgere della demenza. Morì il 15 giugno 2015, all’età di 88 anni. Il suo ministero continua a vivere nei suoi libri, che sono ancora popolari, e nelle repliche del suo programma radiofonico, che si possono ascoltare sul Bible Broadcasting Network.

Bibliografia selezionata di Elisabeth Elliot:

Through Gates of Splendor, 1957

Shadow of the Almighty: The Life and Testament of Jim Elliot, 1958

The Savage My Kinsman, 1960

Love Has a Price Tag, 1979

These Strange Ashes, 1979

Marriage Is a Gift, 1982

Passion and Purity: Learning to Bring Your Love Life Under Christ’s Control, 1984

A Chance to Die: The Life and Legacy of Amy Carmichael, 1987

A Path Through Suffering, 1990

Ed ecco alcune citazioni di Elisabeth Elliot:

"Non c’è nulla per cui valga la pena vivere, a meno che non valga la pena morire per esso."

"La fede non elimina le domande. Ma la fede sa dove portarle."

"Le prove più dure della fede non arrivano quando non vediamo nulla, ma quando vediamo una serie sbalorditiva di prove che sembrano dimostrare che la nostra fede è vana."

"Essere un seguace del Crocifisso significa, prima o poi, un incontro personale con la croce. E la croce comporta sempre una perdita."

"A volte la vita è così dura che puoi solo fare la cosa successiva. Qualunque essa sia, fai semplicemente la cosa successiva. Dio ti incontrerà lì."

"Dobbiamo adorare "in spirito e in verità". Non importa cosa proviamo. Dobbiamo adorare nonostante tutto."

"Affida tutto alle Mani che sono state ferite per te."

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