Domanda
Chi era Amy Carmichael?
Risposta
Amy Carmichael fu una missionaria in India nella prima metà del XX secolo. Oggi è nota soprattutto per il suo impegno a favore dei bambini indiani in situazione di vulnerabilità, per aver fondato la Dohnavur Fellowship e per i suoi numerosi scritti di grande influenza.
Amy Carmichael nacque a Millisle, nella contea di Down, in Irlanda, nel 1867. La sua famiglia, praticante, fece in modo che la giovane Amy crescesse nella conoscenza del Signore. Durante l’adolescenza, Amy sviluppò una profonda preoccupazione per le "Shawlies" di Belfast, ragazze povere che lavoravano nei mulini e indossavano scialli al posto dei cappelli, più costosi. Avviò per loro un corso di studio biblico, e l’opera si espanse, fino a richiedere un edificio in grado di ospitare 500 persone. Amy continuò a lavorare con le "Shawlies" a Belfast fino a quando, nel 1889, passò a svolgere un’opera simile a Manchester.
Amy Carmichael iniziò a partecipare agli incontri della Keswick Convention, dove ascoltò personaggi del calibro di D.L. Moody e Hudson Taylor, fondatore della China Inland Mission. Dopo aver ascoltato Taylor, Amy capì che Dio la stava chiamando alle missioni all’estero. Nel 1887, Amy Carmichael si recò in Giappone, ma dovette tornare a casa quindici mesi dopo a causa di una malattia. Dopo un periodo di convalescenza e dopo essersi candidata presso un nuovo consiglio missionario, Amy arrivò a Bangalore, in India, nel 1895. All’età di 28 anni, era all’inizio di una carriera missionaria rivoluzionaria e di grande impatto. Non si prese mai un periodo di congedo e non tornò mai a casa in Irlanda.
Amy Carmichael si stabilì nell’India meridionale, dove prestò servizio per un certo periodo insieme al missionario Thomas Walker e a sua moglie. Si dedicò all’apprendimento della lingua tamil, delle usanze indiane e del sistema delle caste. Fin dall’inizio, Amy andò contro il protocollo missionario tradizionale rifiutandosi di indossare abiti europei o di dormire in un letto, scegliendo invece di indossare sari e di dormire su una stuoia per terra, come le donne dei villaggi indiani a cui prestava servizio.
Nel marzo del 1901 una bambina di nome Preena ("Occhi di Perla") si presentò da Amy. Preena aveva 7 anni ed era appena fuggita da un vicino tempio indù, dove era stata trattenuta contro la sua volontà. Il sistema dei templi indù di quel tempo prevedeva la presenza di prostitute sacre, e Preena era stata venduta al tempio per essere addestrata alla prostituzione. Aveva già tentato di fuggire due volte in precedenza, ma era stata catturata entrambe le volte. Come punizione per i suoi tentativi di fuga, Preena veniva picchiata e le venivano marchiate le mani con ferri roventi.
Al suo terzo tentativo di sfuggire a quella miseria, Preena si ritrovò alla porta di Amy Carmichael. Fu un incontro voluto da Dio, e Amy lo interpretò proprio in questo modo. La giovane missionaria decise di salvare Preena nonostante le proteste del tempio indù locale. Alla fine, ad Amy fu permesso di tenere Preena con sé. Fu così che Amy Carmichael trovò quella che sarebbe diventata l’opera della sua vita. Nei successivi cinquant’anni si dedicò a salvare ragazze indesiderate, abbandonate e maltrattate come Preena, nonché i bambini nati dalle prostitute del tempio.
I Walker aiutarono Amy a trovare un luogo dove potesse prendersi cura delle ragazze che venivano a chiedere aiuto. Il nuovo luogo di ministero di Amy era Dohnavur, situato nel Tamil Nadu, a trenta miglia dalla punta meridionale dell’India. Iniziò così la Dohnavur Fellowship. I bambini continuavano ad arrivare e chiamavano Amy "Amma", la parola tamil che significa "madre".
Amy Carmichael viveva secondo il motto "Ama per vivere, vivi per amare". Si assicurò che Dohnavur fosse un luogo sicuro dove i bambini potessero conoscere l’amore di Gesù. Era un luogo felice, pieno di canti, di apprendimento e di preghiera. I bambini, vestiti con abiti dai colori vivaci, partecipavano alle faccende quotidiane e seguivano le loro lezioni.
Amy Carmichael insisteva nel raccontare la verità a chi era rimasto in patria riguardo al lavoro sul campo missionario, resistendo alla tentazione di edulcorare i fatti o di idealizzare la sua attività. La sua presentazione della verità senza veli prese forma nel suo libro Things As They Are: Mission Work in Southern India (Le cose come stanno: il lavoro missionario nell’India meridionale), pubblicato nel 1905. Molti in Inghilterra rimasero sconcertati dalla sua franchezza riguardo alle condizioni che doveva affrontare e dalle sue critiche agli sforzi missionari dell’epoca. Alcuni fecero pressione affinché Amy fosse richiamata dal campo missionario. Fortunatamente per i bambini dell’India meridionale, Amma rimase.
Amy Carmichael amava e rispettava la cultura indiana, purché non fosse in contrasto con i principi biblici. Tutti i membri della Dohnavur Fellowship indossavano abiti indiani, non europei, e ai bambini venivano dati nomi indiani. Amy percorreva spesso lunghe distanze per salvare anche un solo bambino dalla sofferenza. Nel 1904, Amma aveva 17 ragazze sotto la sua cura. Nel 1913, la Dohnavur Fellowship ne ospitava 130. Nel 1918, la comunità si ampliò ulteriormente, aggiungendo una casa per i ragazzini, la maggior parte dei quali erano figli di prostitute del tempio.
Nel corso della vita di Amy Carmichael, la Dohnavur Fellowship aiutò circa 2.000 bambini. Le strutture si ampliarono fino a includere asili nido, edifici scolastici, alloggi per ragazzi e ragazze, una Casa di Preghiera e un ospedale. Amy era fermamente convinta che non si dovesse chiedere denaro alle persone, preferendo affidarsi alla preghiera: "Se ci dedichiamo all’opera del Padre nostro, Egli si prenderà cura delle nostre necessità. Non c’è mancanza in chi teme il Signore, e non c’è bisogno di cercare aiuto" (Amy Carmichael, Nor Scrip, p. 92). La Comunità di Dohnavur non lanciò mai appelli per ottenere finanziamenti. In ogni circostanza, anche con così tante bocche da sfamare, il Signore provvedeva sempre.
Il ministero di Amy Carmichael, con le sue centinaia di bambini, illustra la verità delle parole di Gesù: "In verità vi dico: […] nessuno che abbia lasciato casa o genitori o fratelli o moglie o figli, per il regno di Dio, che non ne riceva molte volte tanto in questo tempo, e nell'età a venire la vita eterna" (Luca 18:29-30).
Nel 1932, Amy Carmichael rimase gravemente ferita in seguito a una caduta. Le ferite la costrinsero a letto per quasi 20 anni, fino alla sua morte. Dalla sua stanza, Amma continuò a occuparsi della famiglia di Dohnavur, scrivendo abbondantemente e ricevendo molti visitatori. Amy Carmichael morì nel 1951 all’età di 83 anni. È sepolta presso la Dohnavur Fellowship; secondo i desideri di Amy, una semplice vaschetta per uccelli segna la sua tomba.
Oggi, la Dohnavur Fellowship è ancora attiva e continua a realizzare la visione di Amy Carmichael di aiutare i bambini bisognosi. La proprietà si estende su oltre 400 acri, conta più di quindici asili nido e può ospitare circa 500 bambini contemporaneamente.
Amy Carmichael scrisse 35 libri, tra cui opere storiche, biografie e raccolte di poesie. Era tanto eloquente quanto prolifica. Oltre a Things As They Are, tra i suoi libri figurano Gold Cord, Raj: Brigand Chief, Lotus Buds, Toward Jerusalem e il classico testo devozionale If. Gli scritti di Amy sono ricchi di temi quali l’impegno, l’abbandono, l’amore e la vita spirituale più profonda. Ecco alcune citazioni di Amy Carmichael:
"Se c’è qualche riserbo nel mio donarmi a Colui che ha amato tanto da dare il Suo Figlio Unico per me, allora non so nulla dell’amore del Calvario" (If, p. 48).
"Se mi accontento di lenire leggermente una ferita, dicendo "Pace, pace", dove non c’è pace; se dimentico la parola struggente "L’amore sia senza ipocrisia" e smusso il filo della verità, dicendo non le cose giuste ma quelle che fanno piacere, allora non so nulla dell’amore del Calvario" (If, p. 25).
"Se bramo qualsiasi luogo sulla terra tranne la polvere ai piedi della Croce, allora non so nulla dell’amore del Calvario" (If, p. 68).
"La preghiera è come un bambino che conosce la strada per la casa del Padre e vi si reca direttamente... A volte ci sono ostacoli, e allora mi viene in mente una vecchia storia: "Quando era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione"" (Gold Cord, p. 358).
"Dire che il male sta rapidamente scomparendo non lo fa scomparire. Ma affascina il diavolo, che non è mai così contento come quando lui e le sue opere vengono sottovalutati o ignorati" (Gold Cord, p. 29).
"Non possiamo amarci troppo gli uni gli altri, poiché Egli ha detto: "Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi". Non possiamo fissare uno standard troppo alto, poiché non spetta a noi modificarlo a nostro piacimento: spetta al nostro Signore, ed Egli lo ha fissato in alto" (Kohila, p. 46).
"La preghiera è il cuore della nostra giornata. Togliete la preghiera, e la giornata crollerebbe, sarebbe priva di sostanza, una pagliuzza spazzata dal vento".
"Il nostro dovrebbe essere l’amore che non chiede "quanto poco", ma "quanto"; l’amore che riversa tutto se stesso e gioisce nel poter versare qualcosa sui piedi della persona amata; l’amore che ride dei limiti — anzi, non li vede, e se li vedesse non ne terrebbe conto" (Il missionario di Dio, p. 34).
"La cosa sorprendente è che chiunque legga la Bibbia ne parla con la stessa gioia. In ogni terra, in ogni lingua, è la stessa storia: dove quel Libro viene letto, non solo con gli occhi, ma con la mente e il cuore, la vita viene trasformata. Le persone afflitte trovano conforto, i peccatori vengono trasformati, i popoli che erano nelle tenebre camminano nella luce. Non è forse meraviglioso pensare che questo Libro, che è una forza così potente se gli viene data la possibilità di agire in un cuore sincero, sia oggi nelle nostre mani?" (Thou Givest . . . They Gather, p. 7).
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