Domanda
Chi era Ambrosiaster?
Risposta
Ambrosiaster, o Pseudo-Ambrogio, è il nome attribuito all’autore sconosciuto dei Commentaria in Epistolas Beati Pauli, uno dei primi commentari agli scritti dell’apostolo Paolo. L’opera era stata attribuita a sant’Ambrogio, vescovo di Milano, morto nel 397; tuttavia, nel 1527, l’illustre studioso, teologo e filosofo Desiderio Erasmo mise in dubbio la paternità di Ambrogio, e il suo ponderato verdetto è stato da allora ampiamente accettato dagli studiosi. Poiché l’attribuzione del commento è avvolta dal dubbio, si utilizza il nome Ambrosiaster, o Pseudo-Ambrogio.
Il vero Ambrogio (da distinguere da Ambrosiaster) era Aurelio Ambrogio, noto anche come Ambrogio di Milano. Fu vescovo di Milano nel IV secolo. Prima di diventare un eminente teologo, Ambrogio ricoprì una carica nel governo romano come prefetto consolare. Da giovane studiò diritto, letteratura e retorica. La sua reputazione di oratore di grande talento spinse Agostino, che all’epoca era un non credente, ad andare ad ascoltarlo. Come vescovo di Milano, Ambrogio era stimato per la sua generosità verso i poveri, la sua opposizione all’eresia ariana e la sua rigorosa adesione a una condotta etica. Ma oggi Ambrogio è probabilmente più conosciuto per il ruolo che ebbe nella conversione di Agostino al Cristianesimo.
Il manoscritto attribuito ad Ambrosiaster non offre alcun indizio riguardo al suo autore. Le prove interne suggeriscono che il commento sia stato scritto durante il pontificato di Damasco (366-384 d.C.). Le citazioni bibliche sono antecedenti alla Vulgata latina; inoltre, i riferimenti a scrittori ecclesiastici quali Tertulliano, Cipriano e Vittorino avvalorano anch’essi la datazione tra la metà e la fine del IV secolo. Ad aggiungere ulteriore confusione alla questione della paternità dell’opera, Agostino attribuì alcune parti del commento alla Lettera di Paolo ai Romani a Sant’Ilario.
Considerato uno dei più illustri studiosi domenicani del suo tempo, Sisto Senensis, o Sisto da Siena, descrisse i Commentaria in Epistolas Beati Pauli come "brevi nelle parole, ma profondi nel contenuto". Come accennato in precedenza, i riferimenti biblici nell’opera di Ambrosiaster sono antecedenti alla Vulgata latina; pertanto, il commento ha svolto un ruolo importante nella critica testuale. A prescindere dalla paternità, i Commentaria furono elogiati da studiosi quali Agostino e Girolamo per la qualità della loro esegesi.
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