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Domanda

Che cos’è il Mandylion?

Risposta


Secondo una leggenda extra-biblica della Chiesa ortodossa orientale, il Mandylion è un pezzo di stoffa sul quale si ritiene sia impressa un’immagine miracolosa del volto di Gesù Cristo. Il Mandylion è considerato la "prima icona" dai cristiani ortodossi. Il termine "icona" significa semplicemente "immagine"; "Mandylion", scritto anche "Mandilion", deriva da una parola greca che significa "asciugamano" o "tovagliolo" e da una parola del francese medioevale che significa "piccolo mantello".

La leggenda del sacro Mandylion, chiamato anche Immagine di Edessa, si è progressivamente sviluppata nel corso dei secoli. Ha origine dagli scritti dell’antico storico cristiano Eusebio di Cesarea (circa 260-340 d.C.), autore della *Historia Ecclesiastica* ("Storia della Chiesa"). Sebbene Eusebio non abbia mai menzionato l’esistenza di un vero e proprio telo o di un’immagine fisica, riportò tuttavia una storia che, col passare del tempo, si arricchì di dettagli e diede vita alla venerata reliquia.

Eusebio affermò che, mentre Gesù svolgeva il suo ministero sulla terra, il re Abgar V di Edessa (nell’odierna Turchia) venne a conoscenza dei poteri miracolosi di guarigione di Cristo e giunse alla conclusione che Gesù dovesse essere Dio o il Figlio di Dio. Il re scrisse una lettera a Gesù, supplicando il Signore di venire a guarirlo dalla lebbra. Si dice che il messaggio scritto da Cristo in risposta lodasse la fede di Abgar, ma rifiutasse l’invito. Gesù promise invece di inviare uno dei Suoi discepoli in un secondo momento, dopo aver completato la Sua missione terrena ed essere asceso al cielo. (Eusebio affermò di aver trovato la lettera di Cristo negli archivi di Edessa e di averla poi tradotta.)

Tra la fine del IV secolo e l’inizio del V secolo, la storia si sviluppò ulteriormente attraverso la Dottrina di Addai. Questo testo siriaco descrive come il re Abgar entrò in contatto con Gesù. L’insegnamento di Addai (tradotto come "Taddeo") differiva dal racconto di Eusebio in quanto Gesù fornì una risposta orale (anziché una lettera) intesa a convertire e guarire il re. La superstizione continuò a crescere. Una leggenda narrava che esistesse un’immagine di Gesù Cristo associata alla Lettera del re Abgar. Inizialmente si diceva che il dipinto fosse stato realizzato da un pittore di corte di Edessa che aveva effettivamente visto Cristo, oppure che Gesù stesso ne avesse dipinto il ritratto. In seguito, la storia assunse il dettaglio miracoloso secondo cui il ritratto sarebbe apparso da solo e che fosse stata proprio quell’immagine a guarire il re Abgar. Il monaco Giovanni Damasceno fornì dettagli ancora più fantastici, affermando che Gesù avesse premuto il proprio volto su un panno, facendo apparire l’immagine. Questa immagine di Gesù, chiamata Immagine di Edessa o Santo Volto di Edessa, è il Mandylion della Chiesa ortodossa orientale. Si dice che il re conservasse il ritratto nel proprio palazzo reale.

Intrecciata alla tradizione progressivamente arricchita del Mandylion vi è la leggenda di Veronica, la donna che presumibilmente porse il proprio velo a Gesù mentre questi le passava accanto diretto alla crocifissione. Secondo la leggenda, quando il Signore le restituì il velo, l’immagine del Suo volto vi era miracolosamente impressa.

Il Mandylion andò perduto per secoli, ma si dice che sia riapparso nel 525 d.C., in seguito a un’alluvione che colpì Edessa. Secondo lo storico di corte Procopio di Cesarea, durante i lavori di riparazione delle chiuse della città, gli operai scoprirono un telo nascosto nelle mura di una delle porte. Sul tessuto era impresso il volto di un uomo. Nel corso del X secolo, la reliquia fu trasferita a Costantinopoli, dove rimase fino all’assedio della città nel 1204, durante la Quarta Crociata. Si ritiene che un frammento del Mandylion sia stato acquisito da Luigi IX di Francia nel 1241 e conservato a Parigi fino a quando non scomparve nuovamente durante la Rivoluzione francese.

Già nel VI secolo, la storia del Mandylion, che si era evoluta nel corso dei secoli, fu adottata dalla Chiesa ortodossa orientale non come una leggenda, né come un oggetto realizzato da mani umane, ma come un’immagine soprannaturale e storicamente autentica di Gesù Cristo. Nel mese di agosto, la Chiesa ortodossa orientale celebra una festa dedicata al Mandylion che commemora il trasferimento dell’icona "Non fatta da mani" da Edessa a Costantinopoli.

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