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Domanda

Che cos’è un’inclusio?

Risposta


L’inclusio è una tecnica letteraria che consiste nel ripetere una parola chiave, una frase, gruppi di parole simili o temi all’inizio e alla fine di una sezione di testo. Il linguaggio ripetuto forma una sorta di cornice, come dei fermalibri, o una sorta di spazio di riflessione, come una busta. L’inclusio incornicia parole e idee, delineandole in un’unità. Le inclusio ricorrono frequentemente nelle Scritture per creare unità letterarie sia lunghe che brevi. L'inclusio è talvolta chiamata "racchiudimento".

La parola inclusio è un termine latino che significa "confinamento, racchiudimento". La tecnica letteraria che utilizza l'inclusio in modo strategico comunica ai lettori che tutto ciò che è racchiuso o inserito tra le parentesi di apertura e chiusura di parole ripetute o temi paralleli sostiene l'idea centrale o il messaggio del brano. Le inclusio aiutano a illustrare l'unità, la correlazione e l'associazione di poche righe di prosa, di più strofe di una poesia o persino di un intero libro.

Le inclusioni a riga intera, in cui un'intera riga di testo viene ripetuta alla lettera, sono spesso usate nella poesia biblica per identificare un importante concetto teologico sviluppato in tutto il salmo. Ad esempio, il Salmo 8 inizia e finisce con questa riga che loda la grandezza di Dio: "Quanto è magnifico il tuo nome su tutta la terra, o Eterno, Signor nostro" (versetti 1, 9). Il corpo del salmo riflette sulle opere e sulle vie di Dio che incutono timore reverenziale, elevando i pensieri dell’adoratore lontano da sé stesso e verso la grandezza di Dio.

In ogni riga del Salmo 103, Davide incoraggia tutto il suo essere a lodare il Signore. L’idea è racchiusa in questo ritornello ripetuto: "Benedici, anima mia, l'Eterno" (Salmo 103:1, 22). Il Salmo 118 si apre e si chiude con un’inclusio che riassume lo scopo liturgico dell’inno come invito sacerdotale all’adorazione: "Celebrate l'Eterno perché egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno" (versetti 1, 29).

Le inclusioni a riga intera compaiono talvolta nella prosa biblica, come nel libro dell’Ecclesiaste. Il tema "tutto è vanità" viene introdotto nella parentesi iniziale di Ecclesiaste 1:1-3. L’idea si sviluppa nel corso del libro e culmina nella parentesi finale di Ecclesiaste 12:8.

Inclusioni a ripetizione parziale di parole e temi uguali o simili si trovano in tutta la Bibbia. Un esempio è in Geremia 30-33. L’inclusione rivela un tema unificante di "ripristino della fortuna" che emerge tra i versetti iniziali e finali di Geremia 30:3 e 33:26. La preghiera di Ezechia (Isaia 37:14-20) contiene una doppia inclusio: "tu sei DIO, tu solo" e "tutti i regni della terra" nel versetto 16 corrispondono a "tu solo sei l'Eterno" e "tutti i regni della terra" nel versetto 20. Il preambolo del libro dei Proverbi racchiude lo scopo e il tema principali del libro in un’inclusio che avverte i lettori che i proverbi di Salomone sono "per conoscere sapienza e ammaestramento" (cfr. Proverbi 1:1-7).

L’evangelista Matteo impiega un’inclusio per illustrare la presenza perpetua di "Dio con noi" (cfr. Matteo 1:23; cfr. Matteo 28:20). Luca usa un’inclusio per inquadrare il ministero pubblico di Gesù. In Luca 4:18-20, Gesù dichiara la Sua missione e poi avvia il Suo ministero. Più tardi, alla fine del Suo ministero pubblico, Gesù formula un’altra dichiarazione di missione: "Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto" (Luca 19:10).

L’apostolo Giovanni usa l’inclusio per sintetizzare e sviluppare i suoi insegnamenti sulla natura di Cristo. Gesù come Figlio di Dio è il tema di Giovanni 5-10. I punti di partenza e di arrivo compaiono in Giovanni 5:18 e Giovanni 10:33-36, mettendo in risalto l’affermazione di Gesù di essere il Figlio di Dio, che è uguale a Dio e quindi divino.

Il chiasmo (talvolta chiamato chiasmus) è un altro espediente letterario che prevede una serie strutturata di inclusioni in cui le parentesi di apertura e chiusura di parole o temi sono presentate in ordine opposto o invertito, come segue: (A [B {C — C} B] A). Un eccellente esempio di chiasmo si trova nella preghiera di Giona (Giona 1:17-2:10). Il chiasmo a quattro livelli definisce i limiti dell'unità letteraria e sottolinea il costante coinvolgimento redentore di Dio:

Inclusio A (Giona 1:17-2:1) — Dio provvede un grande pesce che inghiottisca Giona

Inclusio B (Giona 2:2) — Giona prega Dio dallo Sheol, un grido di aiuto

Inclusio C (Giona 2:3-4) — Sebbene allontanato dalla vista di Dio, Giona guarda al Suo santo tempio

Inclusio D (Giona 2:5-6b) — Dio fa scendere Giona nell’abisso

Inclusio D (Giona 2:6c) — Dio fa risalire Giona dalla fossa

Inclusio C (Giona 2:7) — Sebbene la sua vita stia scemando, Giona continua a guardare al santo tempio di Dio

Inclusio B (Giona 2:8-9) — Giona prega Dio dal tempio, un grido di lode e di ringraziamento

Inclusio A (Giona 2:10) — Dio ordina al grande pesce di rigettare Giona sulla terraferma

Questi sono solo alcuni esempi di inclusioni nella Scrittura. Questo espediente narrativo è stato utilizzato sin dagli albori della narrazione (vedi Genesi 39:2-3; cfr. Genesi 39:21-23), consentendo a oratori, scrittori e compositori di tornare al tema iniziale e rafforzare il messaggio racchiudendolo ordinatamente in una cornice.

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