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Domanda

In che modo le cattive compagnie corrompono il buon carattere (1 Corinzi 15:33)?

Risposta


Nella sua prima lettera ai Corinzi, l’apostolo Paolo scrisse dei falsi maestri che si erano infiltrati nella chiesa di Corinto insegnando che la risurrezione di Gesù Cristo non era vera. Queste persone consideravano solo la loro esistenza fisica e negavano la vita dopo la morte o la risurrezione (1 Corinzi 15:32). Di conseguenza, la loro visione morale della vita influenzò il resto dei credenti di Corinto.

Paolo ci sta dicendo che, frequentando i falsi maestri, ne saremo influenzati negativamente. La verità è che i falsi insegnamenti non conducono alla santità. Pertanto, è fondamentale prestare attenzione alle persone con cui instauriamo relazioni, specialmente a quelle al di fuori della chiesa, poiché i non credenti possono indurre anche i cristiani più saldi a vacillare nella fede e influire negativamente sul loro cammino con Cristo e sulla loro testimonianza al mondo. Ecco perché Paolo ci dice: "Non lasciatevi sviare".

In realtà, questa era la seconda volta che Paolo metteva in guardia i Corinzi dal lasciarsi ingannare (1 Corinzi 6:9). Li esortava a non adottare lo stile di vita delle persone corrotte — quelle che non erediteranno il regno di Dio. Paolo sapeva quanto fosse facile per le persone lasciarsi influenzare da tali insegnamenti negativi. Se non si interviene fin dall’inizio, si rischia di iniziare a considerare normali tali idee e comportamenti perversi. Per questo motivo, Paolo cita un proverbio del poeta greco Menandro: "Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi" (1 Corinzi 15:33). Senza dubbio questo proverbio era ben noto tra i Greci di quell’epoca.

Il punto che Paolo sottolinea qui è pertinente per tutte le persone di ogni epoca. Quando frequentiamo o proviamo piacere nella compagnia di persone con una morale mondana, corriamo il rischio di imitare i loro comportamenti, il loro linguaggio e le loro abitudini. In breve tempo non apparteniamo più a Cristo, ma al mondo con la sua negazione dell’autorità assoluta, il suo rifiuto della Bibbia come Parola di Dio e la sua ideologia della moralità relativa. Ciò è particolarmente rilevante per i giovani, che in genere sono facilmente influenzabili dai propri coetanei. I giovani cercano disperatamente l’approvazione degli altri. Sono talmente spinti dal bisogno di essere accettati che la saggezza divina nel prendere decisioni può andare a farsi benedire di fronte alla pressione dei coetanei. Pertanto, è fondamentale che i genitori, specialmente quelli di adolescenti, stiano in guardia contro l’influenza delle cattive compagnie.

Allora, cosa dobbiamo fare? Paolo ci fornisce la risposta proprio alla fine del capitolo 15: "Perciò, miei cari fratelli, state saldi. Non lasciatevi smuovere da nulla. Dedicatevi sempre pienamente all’opera del Signore, perché sapete che la vostra fatica nel Signore non è vana" (1 Corinzi 15:58). Come genitori, restiamo saldi contro le influenze empie che potrebbero corrompere i nostri figli. Come cristiani, restiamo saldi contro coloro che vorrebbero corrompere il nostro cammino con Cristo. Come membri della chiesa, restiamo saldi contro i falsi insegnamenti e le presentazioni edulcorate del Vangelo che sviano gli altri. In ogni cosa, siamo "pieni di autocontrollo e vigili", perché il nostro "nemico, il diavolo, va in giro come un leone ruggente in cerca di qualcuno da divorare" (1 Pietro 5:8).

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