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Domanda

Che cos’è il Canto di Mosè (Deuteronomio 32:1-43)?

Risposta


Ci sono almeno tre canti scritti da Mosè. Uno fu intonato dopo l’attraversamento del Mar Rosso (Esodo 15), uno è riportato nel Salmo 90 e l’altro fu scritto negli ultimi giorni di vita di Mosè, in Deuteronomio 32.

Mentre la sua vita terrena volgeva al termine, Mosè portò a termine diversi aspetti del suo ministero, seguendo le istruzioni di Dio per mettere tutto in ordine. Dio disse a Mosè di scrivere un canto, comunemente chiamato "Il Canto di Mosè", e di insegnarlo al popolo (Deuteronomio 31:19, 30). Il Signore poi incaricò Giosuè, il successore di Mosè (versetto 23). Infine, Mosè mise per iscritto l’intera Legge così come l’aveva ricevuta da Dio (versetto 24) e la consegnò ai leviti affinché la custodissero insieme all’arca dell’alleanza (versetto 25).

Dio chiese agli Israeliti di imparare il Canto di Mosè in previsione della loro futura apostasia nella Terra Promessa. Dio sapeva che, nonostante le Sue benedizioni, Israele Gli avrebbe voltato le spalle per seguire altri dei, provocando così il giudizio divino. Quando ciò fosse accaduto, il canto che avevano imparato generazioni prima sarebbe "stato una testimonianza […] contro di loro […] Quando molte disgrazie e calamità si abbatteranno su di loro, questo canto testimonierà contro di loro" (Deuteronomio 31:19, 21). Il Canto di Mosè aveva sia uno scopo profetico (prevedeva l’allontanamento della nazione) sia uno scopo didattico (insegnava la fedeltà di Dio e le conseguenze del peccato).

Il canto che Mosè recitò al popolo occupa gran parte del capitolo 32. Deuteronomio 32:44 afferma che Giosuè aiutò Mosè nella recita di questo canto ispirato. Lo stesso giorno in cui Israele apprese il Canto di Mosè, Dio ordinò a Mosè di salire sul monte Nebo, dove Mosè sarebbe stato sepolto (versetti 48-50).

Il canto inizia con un invito universale all’ascolto, seguito dalla lode al Dio giusto, fedele e retto (Deuteronomio 32:1-4). In contrasto con la fedeltà di Dio c’è l’infedeltà di Israele (versetti 5-6). Il canto prosegue ripercorrendo la storia di Israele dal periodo della schiavitù in Egitto, attraverso il vagabondaggio nel deserto, fino al loro insediamento nella Terra Promessa (versetti 7-14). Il Canto di Mosè assume poi un carattere profetico: vengono predette la futura ingratitudine e l’idolatria di Israele, così come i giudizi di Dio per il loro peccato (versetti 15-31). Dio promette poi di vendicare Israele contro i suoi (e i Suoi) nemici, mostrando compassione verso il Suo popolo (versetti 32-42). Il canto si conclude con una nota gioiosa, poiché il castigo di Dio è passato, la giustizia è stata ristabilita e la terra d’Israele è stata purificata (versetto 43).

Un tema centrale del Canto di Mosè è la fedeltà di Dio. Egli viene chiamato "la Roccia" quattro volte nel canto (Deuteronomio 32:15, 18, 30-31). Anche quando il popolo di Dio insegue capricci e ripone fiducia in dei deboli, Dio rimane la sua fonte di salvezza salda e immutabile.

Le ultime parole del Canto di Mosè sono una promessa secondo cui Dio "farà espiazione per la sua terra e per il suo popolo" (Deuteronomio 32:43). Si tratta di una promessa significativa, poiché l’espiazione per il popolo di Dio non è altro che il sacrificio del Figlio stesso di Dio, Gesù Cristo (Colossesi 1:20).

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