Domanda
Che cos'è la Bibbia ortodossa?
Risposta
L'espressione "Bibbia ortodossa" si riferisce in genere alla raccolta delle Sacre Scritture utilizzata dalla Chiesa ortodossa orientale. Pur avendo molto in comune con le Bibbie utilizzate dai protestanti e dai cattolici romani — specialmente nel Nuovo Testamento — essa differisce per il numero e la selezione dei libri inclusi nell'Antico Testamento. Queste differenze derivano da sviluppi storici e tradizioni teologiche che si sono gradualmente discostati da quelli del Cristianesimo occidentale.
La Chiesa ortodossa orientale riconosce gli stessi 27 libri del Nuovo Testamento riconosciuti sia dai protestanti che dai cattolici. Questi includono i quattro Vangeli, il libro degli Atti, le Epistole e l'Apocalisse. Questi scritti furono confermati dai primi concili ecclesiastici e sono universalmente accettati in quasi tutte le tradizioni cristiane. La Chiesa ortodossa considera questi libri del Nuovo Testamento come ispirati da Dio e autorevoli per la fede e la pratica.
Ciò che distingue la Bibbia ortodossa è il suo canone dell’Antico Testamento. Esso include diversi libri che non si trovano nella Bibbia ebraica o nell’Antico Testamento protestante. Questi scritti aggiuntivi sono spesso indicati come libri “deuterocanonici” o, nella tradizione ortodossa, “Anagignoskomena”, un termine greco che significa “cose che vengono lette”. Tra questi vi sono Tobia, Giuditta, la Sapienza di Salomone, Siracide (noto anche come Ecclesiastico), Baruch e 1-4 Maccabei. A seconda della particolare tradizione ortodossa — come quella greca, russa o etiope — possono esserci lievi variazioni nei libri inclusi.
Questi testi aggiuntivi facevano parte della Septuaginta, una traduzione greca delle Scritture ebraiche ampiamente utilizzata nei primi secoli della Chiesa. La Chiesa ortodossa tiene in grande considerazione la Septuaginta, in parte perché era la versione dell’Antico Testamento più spesso citata da Gesù e dagli apostoli nel Nuovo Testamento. Infatti, molte citazioni dell’Antico Testamento nel Nuovo Testamento sono più vicine alla Septuaginta che al successivo Testo Masoretico ebraico.
Durante la Riforma, i leader protestanti respinsero i libri deuterocanonici, scegliendo invece di affermare il canone ebraico dell’Antico Testamento. Questa decisione si basava su passaggi come Romani 3:2, che afferma che agli ebrei furono affidati gli oracoli di Dio. Dal punto di vista protestante, le Scritture ebraiche rappresentano il canone autorevole dell’Antico Testamento, e i libri aggiuntivi presenti nella Septuaginta non erano considerati di ispirazione divina.
In sintesi, mentre la Bibbia ortodossa contiene lo stesso Nuovo Testamento delle altre Bibbie cristiane, il suo Antico Testamento include libri aggiuntivi basati sulla tradizione della Septuaginta. Sebbene questi scritti possano avere un valore storico e morale, esistono forti ragioni teologiche e bibliche per considerarli al di fuori dell’ambito della Scrittura ispirata. Come insegna 2 Timoteo 3:16-17, "Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia", e il canone della Scrittura deve essere definito da ciò che Dio ha veramente ispirato.
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Che cos'è la Bibbia ortodossa?