7 Cosa posso fare quando sono sotto attacco spirituale?

Cosa posso fare quando sono sotto attacco spirituale?


Domanda: "Cosa posso fare quando sono sotto attacco spirituale?"

Risposta:
La prima cosa da fare quando crediamo di essere sotto attacco spirituale è stabilire, nel modo migliore possibile, se quello che stiamo vivendo è veramente un attacco spirituale opera di forze demoniache o se è semplicemente il risultato del fatto di vivere in un mondo maledetto dal peccato. Alcuni attribuiscono ogni peccato, ogni conflitto e ogni problema ai demoni che credono debbano essere scacciati. L'apostolo Paolo esorta i Cristiani a muovere guerra al peccato che è in loro (Romani 6) e a muovere guerra al maligno (Efesini 6:10-18). Indipendentemente dal fatto di essere davvero sotto un attacco spirituale opera di forze demoniache, oppure dal fatto di combattere il maligno che è in noi o che abita il mondo, il piano di battaglia è comunque lo stesso.

Il segreto del piano di battaglia si trova in Efesini 6:10-18. Paolo comincia col dire che dobbiamo fortificarci nel Signore e nella Sua potenza, non nella nostra potenza, che non può nulla contro il diavolo e le sue forze. Dopodiché, ci esorta a vestirci con l'armatura di Dio, che è l'unico modo per prendere posizione contro gli attacchi spirituali. Con la nostra forza e potenza, non abbiamo alcuna possibilità di sconfiggere gli "spiriti malvagi nei luoghi celesti" (v. 12). Solo la "completa armatura di Dio" ci equipaggerà per far fronte agli attacchi spirituali. Possiamo fortificarci solo nella potenza del Signore; è l'armatura di Dio che ci protegge, e la nostra battaglia è contro le forze spirituali della malvagità che sono nel mondo.

In Efesini 6:13-18 Paolo ci fornisce una descrizione dell'armatura spirituale che Dio ci dà e la buona notizia è che queste cose sono immediatamente disponibili per tutti quelli che appartengono a Cristo. Dobbiamo stare saldi con la cintura della verità, vestire la corazza della giustizia, calzare il Vangelo della pace, impugnare lo scudo della fede, indossare l'elmo della salvezza e brandire la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio. Ci viene anche detto di pregare "in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito …" (Efesini 6:18). Cosa rappresentano nella guerra spirituale queste componenti dell'armatura spirituale? Dobbiamo dichiarare la verità contro le bugie di Satana. Dobbiamo confidare nel fatto che siamo dichiarati giusti in virtù del sacrificio di Cristo per noi. Dobbiamo proclamare il Vangelo indipendentemente dall'opposizione che riceviamo. Non dobbiamo vacillare nella fede, per quanto feroci possano essere gli attacchi che subiamo. La nostra suprema difesa è la certezza della salvezza, una certezza che nessuna forza spirituale può portarci via. La nostra arma di offesa è la Parola di Dio, non le nostre opinioni e sensazioni. Infine, dobbiamo seguire l'esempio di Gesù nel riconoscere che alcune vittorie spirituali sono possibili solo per mezzo della preghiera.

Gesù è il nostro esempio supremo in fatto di difesa dagli attacchi spirituali. Consideriamo, per esempio, il modo in cui Egli affrontò gli attacchi diretti di Satana quando fu tentato da lui nel deserto (Matteo 4:1-11). A ogni tentazione fu data la stessa risposta: le parole "sta scritto" e una citazione delle Scritture. Gesù sapeva che la Parola del Dio vivente era l'arma più potente contro le tentazioni del diavolo. Se Gesù stesso usò la Parola per contrastare il diavolo, oseremo noi essere da meno?

L'esempio per eccellenza di come non affrontare una battaglia spirituale ce lo offrono i sette figli di Sceva, un sacerdote giudeo, che andavano in giro a scacciare spiriti maligni tentando di invocare il nome del Signore Gesù su quelli che erano posseduti dai demoni. Un giorno lo spirito maligno rispose loro: "Io conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?». Quindi l'uomo che aveva lo spirito maligno si avventò su di loro e, sopraffattili, fece loro tal violenza che fuggirono da quella casa, nudi e feriti" (Atti 19:15-16). I sette figli di Sceva stavano usando il nome di Gesù, ma poiché non avevano una relazione con Lui, le loro parole erano prive di qualsiasi potenza o autorità. Essi non facevano affidamento su di Lui come loro Signore e Salvatore e non utilizzavano la Parola di Dio nella loro guerra spirituale. Di conseguenza, ricevettero un'umiliante batosta. Che il loro cattivo esempio ci serva da lezione, affinché possiamo condurre la guerra spirituale come ci ordina la Bibbia.

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