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Domanda

Cosa significa amare il prossimo come se stessi?

Risposta


Un esperto di legge cercò di mettere alla prova il Signore Gesù chiedendogli di indicare quale fosse il comandamento più importante della Legge di Mosè. Con una dichiarazione magistrale, Gesù sintetizzò l’intera legge che Dio aveva dato a Mosè: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il primo e il più grande comandamento. E il secondo è simile al primo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti" (Matteo 22:37-40).

Quando leggiamo i Dieci Comandamenti in Esodo 20, ci rendiamo conto che essi si concentrano proprio su questi due aspetti. Certamente dobbiamo amare Dio sopra ogni cosa. Ma cosa significa amare il prossimo come noi stessi?

Gesù qui cita Levitico 19. Esaminiamo il contesto:

"Quando mieterai il raccolto della tua terra, non mieterai fino agli angoli del tuo campo, né raccoglierai le spighe cadute del tuo raccolto. Non spigolerai la tua vigna, né raccoglierai ogni acino della tua vigna; li lascerai per il povero e lo straniero: Io sono il Signore tuo Dio. Non ruberete, né commetterete inganni, né mentirete gli uni agli altri. E non giurerete falsamente nel mio nome, né profanerete il nome del vostro Dio: io sono il Signore. Non ingannerete il vostro prossimo, né lo deruberete. La paga di chi è assunto non rimarrà presso di voi tutta la notte fino al mattino. Non maledirai il sordo, né porrai ostacoli davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio: Io sono il Signore. Non commetterai ingiustizie nel giudizio. Non avrai preferenze per il povero, né onorerai la persona del potente. Giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Non diffonderai calunnie in mezzo al tuo popolo; né ti opporrai alla vita del tuo prossimo: Io sono il Signore. Non odierai tuo fratello nel tuo cuore. Rimprovererai certamente il tuo prossimo, e non ti caricherai di peccato a causa sua. Non ti vendicherai né serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso: "Io sono il Signore" (Levitico 19:9-18).

Si noti che amare il prossimo implica condividere con i poveri e gli stranieri; la compassione, l’assoluta onestà e giustizia nei nostri rapporti con gli altri; l’imparzialità; il rifiuto di partecipare a pettegolezzi o calunnie; l’assenza di malizia verso chiunque e il rifiuto di serbare rancore; la cura di non mettere mai a rischio la vita di un altro e di non vendicarsi mai per conto proprio. È anche interessante notare che, quando abbiamo un problema con qualcuno, dovremmo sforzarci di risolverlo rivolgendoci direttamente a lui o a lei. Giacomo chiama questa la "legge regale" (Giacomo 2:8). Il nostro Signore ci ha insegnato a fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi (Matteo 7:12).

È un dato di fatto che chiunque non abbia un rapporto personale con Dio attraverso il Signore Gesù Cristo morirà nei propri peccati e trascorrerà l’eternità all’inferno. Pertanto, è nostro dovere verso il prossimo condividere con amore la buona novella del Vangelo. I veri credenti sono stati perdonati, possiedono la vita eterna e godono di benedizioni per sempre grazie ad altri che hanno condiviso il Vangelo con loro. L’amore di Dio si manifesta in noi quando comunichiamo questo prezioso Vangelo e amiamo gli altri come siamo stati amati.

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