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Domanda

Che cos’è il Textus Receptus?

Risposta


Il Textus Receptus (dal latino "Testo Accettato") è un Nuovo Testamento greco che ha fornito la base testuale per le traduzioni in lingua volgare del periodo della Riforma. Si trattava di un testo stampato, non di un manoscritto copiato a mano, creato nel XV secolo per soddisfare l’esigenza di un Nuovo Testamento greco testualmente accurato. Mentre il messaggio cristiano veniva diffuso all’estero, i libri del Nuovo Testamento non solo furono portati con sé, ma anche tradotti nelle lingue dei popoli a cui il messaggio era destinato. Nel corso della trasmissione del testo, le copie venivano realizzate principalmente da fedeli che non erano esperti nell’arte della trascrizione; pertanto, non sempre si prestava la dovuta attenzione alla correttezza delle riproduzioni. Con il moltiplicarsi delle copie nelle diverse lingue, divenne evidente che le varie versioni presentavano numerose differenze e discrepanze. Infine, fu chiaro che era necessario che qualcuno mettesse in atto la critica testuale.

È superfluo sottolineare che l’invenzione della stampa a caratteri mobili a metà del XV secolo ha rivoluzionato il mondo della letteratura. La prima Bibbia stampata nel 1456 fu la Vulgata latina, nota anche come Bibbia di Gutenberg. Gli studiosi della Bibbia dell’epoca prestavano scarsa attenzione al testo greco del Nuovo Testamento; la Vulgata latina era la loro Bibbia.

Successivamente, verso la fine del XV secolo, la lingua greca, rimasta sconosciuta per centinaia di anni, fu riscoperta in Occidente, ossia nell’area geografica della Chiesa latina. Con la riscoperta del greco e la sua affermazione come lingua del popolo, la traduzione latina della Vulgata fu sottoposta a un esame critico rispetto all’originale greco. Gli studiosi individuarono numerosi errori di traduzione o sviste evidenti nella Vulgata. Tale constatazione offrì un motivo solenne per stampare il Nuovo Testamento nella sua lingua originale, il greco.

Erasmo, teologo olandese del XV secolo, mosse da un lodevole desiderio di anticipare la stampa di un altro Nuovo Testamento greco allora in preparazione in Spagna, raccolse con sollecitudine tutti i manoscritti greci copiati a mano che riuscì a reperire. Ne trovò cinque o sei, per lo più risalenti al XII secolo. Lavorando con la massima sollecitudine, il Dottore non trascrisse integralmente i codici, ma si limitò a prendere appunti direttamente sui fogli e a inviarli agli stampatori. L’intero Nuovo Testamento fu impresso in circa sei-otto mesi e pubblicato nel 1516. Nonostante alcune imperfezioni, l’opera divenne un best seller e la prima edizione andò presto esaurita; una seconda edizione, con alcuni errori corretti, fu pubblicata nel 1519.

Erasmo pubblicò altre due edizioni nel 1527 e nel 1535. Colpito dalle critiche secondo cui la sua opera conteneva numerosi errori testuali, nelle edizioni successive incorporò letture tratte dal Nuovo Testamento greco pubblicato in Spagna. Il testo greco di Erasmo divenne lo standard nel campo e altri editori e stampatori continuarono il lavoro dopo la sua morte, avvenuta nel 1536. Nel 1633 fu pubblicata un'altra edizione. Nella prefazione dell’editore, redatta in latino, leggiamo queste parole: "Textum ergo habes, nunc ab omnibus receptum", che possono essere tradotte: "[il lettore] ora ha il testo che è stato accettato da tutti". Da quella nota editoriale deriva l’espressione "Testo Accettato". Il Textus Receptus divenne il testo greco di riferimento del Nuovo Testamento per i successivi duecentocinquanta anni; solo con la pubblicazione del Nuovo Testamento greco di Westcott e Hort nel 1881 il Textus Receptus perse tale primato.

Il Textus Receptus perse il suo ruolo preminente come base dell’interpretazione testuale biblica a causa dell’avvento della critica testuale. Studiosi influenti aprirono la strada all’accettazione di un testo critico. Il lavoro di Westcott e Hort portò alla definitiva destituzione del Textus Receptus e all’affermazione del principio di un testo critico. Tuttavia, il Textus Receptus non è un testo "cattivo" o fuorviante, né dal punto di vista teologico né da quello pratico. Tecnicamente, tuttavia, esso si discosta in modo significativo dal testo originale. Ci vollero circa tre secoli perché gli studiosi riuscissero a sostituire questo testo, compilato frettolosamente, con un’edizione critica che si dimostrasse più vicina agli autografi del Nuovo Testamento.

Molti considerano la versione della Bibbia di Re Giacomo come il capolavoro delle Bibbie inglesi. Anche all'inizio del XVII secolo, il testo greco utilizzato per preparare la KJV era il Textus Receptus. Sia Lutero che Tyndale tradussero le Scritture nelle loro lingue vernacolari utilizzando lo stesso testo greco di base. Lutero utilizzò la seconda edizione del Nuovo Testamento di Erasmo, mentre Tyndale utilizzò la terza edizione.

Indipendentemente dalla propria posizione sul Textus Receptus, è evidente che esso ha avuto una grande influenza sulla conservazione della Parola ispirata da Dio nel corso dei secoli. La critica testuale delle Scritture si rivela così importante che ogni studioso e ogni studente della Parola di Dio deve farne uso, per adempiere al mandato biblico: "Studiati di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non ha da vergognarsi, che esponga rettamente la parola della verità" (2 Timoteo 2:15).

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