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Domanda

Chi era Teofilo all'inizio del Vangelo di Luca e degli Atti degli Apostoli?

Risposta


Il fatto è che in realtà non sappiamo chi fosse Teofilo, ed è per questo che esistono diverse teorie su chi potesse essere. A prescindere dalla quantità di prove a sostegno o meno di ciascuna teoria, il fatto è che non sappiamo chi fosse Teofilo perché la Bibbia non ne rivela l’identità.

Il nome "Teofilo" significa letteralmente "amato da Dio", ma veicola anche l’idea di "amico di Dio". Ciò ha portato alcuni a credere che "Teofilo" sia solo un titolo generico che si applica a tutti i cristiani. Tuttavia, dal contesto del Vangelo di Luca e degli Atti, sembra chiaro che Luca stia scrivendo a un individuo specifico, anche se il suo messaggio è rivolto anche a tutti i cristiani di tutti i secoli. Sebbene sia il Vangelo di Luca che il libro degli Atti abbiano rilevanza per tutti i cristiani, essi furono probabilmente scritti per una persona specifica, alla quale Luca si rivolge chiamandola "Eccellentissimo Teofilo" (Luca 1:3).

Poiché sembra chiaro che Teofilo fosse una persona realmente esistita, esamineremo ciò che sappiamo di lui dalla Bibbia e poi discuteremo alcune delle numerose teorie su chi potesse essere. Innanzitutto, è importante notare che Luca si rivolge a lui chiamandolo "Eccellenissimo", un titolo spesso usato quando ci si riferisce a qualcuno di rango o di prestigio, come un funzionario romano. Paolo usò lo stesso termine rivolgendosi a Felice (Atti 23:26; Atti 24:2) e a Festo (Atti 26:25). Pertanto, una delle teorie più diffuse è che Teofilo fosse forse un ufficiale romano o un funzionario di alto rango nel governo romano.

Un’altra possibilità è che Teofilo fosse un uomo ricco e influente nella città di Antiochia. Esistono riferimenti del II secolo a un uomo di nome Teofilo che era "un grande signore" e un leader nella città di Antiochia ai tempi di Luca. Un uomo del genere corrisponderebbe alla descrizione, poiché molti studiosi ritengono che Teofilo potesse essere stato un ricco benefattore che sostenne Paolo e Luca nei loro viaggi missionari. Ciò spiegherebbe il desiderio di Luca di fornire un resoconto ordinato e dettagliato di quanto era accaduto.

Un’altra teoria su chi fosse Teofilo è che si trattasse del sommo sacerdote ebreo di nome Teofilo ben Anano. Teofilo ben Anano fu sommo sacerdote a Gerusalemme dal 37 al 41 d.C. Era figlio di Anna e cognato di Caifa. Sebbene meno diffusa, questa teoria sembra guadagnare consensi tra alcuni gruppi. Un’altra teoria ancora sostiene che il Teofilo a cui Luca si rivolgeva fosse un sommo sacerdote successivo di nome Mattatia ben Teofilo, che prestò servizio a Gerusalemme dal 65 al 66 d.C.

Un’altra teoria sull’identità di Teofilo è che si trattasse dell’avvocato romano che difese Paolo durante il suo processo a Roma. Coloro che sostengono questa teoria ritengono che lo scopo di Luca nello scrivere il Vangelo di Luca e gli Atti fosse quello di redigere una difesa del cristianesimo, in qualche modo simile a una memoria legale. Se questa teoria fosse corretta, gli scritti di Luca sarebbero stati concepiti per difendere Paolo in tribunale dalle accuse di insurrezione e, allo stesso tempo, per difendere il cristianesimo dall’accusa di essere una religione illegale e anti-romana.

Sebbene ciascuna di queste teorie abbia un fondamento plausibile, sembra più probabile che Teofilo fosse un gentile di alto rango o influente, al quale Luca volesse fornire un resoconto storico dettagliato di Cristo e della diffusione del Vangelo in tutto l’Impero Romano. Che questo Teofilo fosse un ricco parente di Cesare, un influente funzionario governativo, un ricco benefattore che sosteneva Paolo o l’avvocato romano di Paolo, in realtà non ha importanza. Non possiamo sapere con certezza chi fosse Teofilo, ma possiamo conoscere le intenzioni di Luca nello scrivere. La ragione da lui dichiarata per scrivere a Teofilo era "affinché tu possa avere certezza riguardo alle cose che ti sono state insegnate" (Luca 1:3-4). Luca scrisse un resoconto storico della vita, della morte e della risurrezione di Gesù Cristo e descrisse in dettaglio la diffusione del cristianesimo in tutto l’Impero Romano. La sua intenzione era quella di dare a Teofilo la certezza che le "cose che gli erano state insegnate" fossero davvero vere e attendibili.

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