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Domanda

Che cos’era il sacrificio di ringraziamento (Todah)?

Risposta


Il sacrificio di ringraziamento, chiamato anche offerta di Todah, era una parte importante del culto dell’Antico Testamento. Nella sua essenza, era una dichiarazione pubblica del fatto che Dio aveva mostrato misericordia, aveva salvato il Suo popolo e meritava la loro lode riconoscente.

La parola ebraica todah significa "ringraziamento" o "lode rivolta a Dio". Il termine ricorre spesso nei Salmi come invito all’adorazione. Ma in Levitico 7:11-15, Todah descrive un tipo specifico di offerta di pace:

"Se offrite la vostra offerta di pace come espressione di ringraziamento, il consueto sacrificio animale deve essere accompagnato da vari tipi di pane senza lievito: focacce sottili condite con olio d’oliva, ostie spalmate d’olio e focacce preparate con farina di prima scelta mescolata a olio d’oliva. Questa offerta di pace di ringraziamento deve essere accompagnata anche da pagnotte di pane lievitato. Di ogni tipo di pane ne va offerto uno come dono al Signore" (versetti 7:12-14, NLT).

A differenza dell’olocausto, che veniva interamente bruciato, il sacrificio di ringraziamento era un’offerta condivisa: una parte era destinata a Dio, una parte al sacerdote e una parte veniva consumata dal fedele insieme alla sua comunità. Pertanto, il sacrificio di ringraziamento dell’Antico Testamento era una celebrazione comunitaria della liberazione operata da Dio.

Le focacce senza lievito, le ostie senza lievito e il pane lievitato simboleggiavano sia la purezza che l’abbondanza. Il pane doveva essere consumato lo stesso giorno in cui veniva offerto, senza lasciare nulla (Levitico 7:15), a sottolineare l’immediatezza. Il popolo di Dio non dovrebbe mai rimandare il rendere grazie. La loro gratitudine testimoniava pubblicamente che il Signore li aveva salvati, e il pasto condiviso rafforzava la verità secondo cui il ringraziamento doveva essere espresso in comunità piuttosto che tenuto privato.

Una persona poteva portare un sacrificio di ringraziamento dopo aver sperimentato l’aiuto di Dio, come una guarigione, una protezione o una preghiera esaudita. Il salmista comandò a Israele: "Offri a Dio un sacrificio di ringraziamento e adempi i tuoi voti all’Altissimo" (Salmo 50:14, ESV). Anche altri passaggi dell’Antico Testamento collegano il ringraziamento alla fedele obbedienza a Dio. (cfr. Salmo 50:23; 56:12; 61:8; 116:17-18; Giona 2:9). Il Salmo 107 offre esempi di persone liberate dal pericolo, dalla prigionia, dalla fame, dalla sete, dalla malattia, dalle tempeste e dal peccato. Ripetutamente, il salmista li esorta a "offrire sacrifici di ringraziamento e proclamare le Sue opere con grida di gioia" (versetto 22, HCSB).

La Todah aveva anche una dimensione profetica. La tradizione ebraica insegnava che questo sacrificio sarebbe durato fino all’era del Messia e oltre, per tutta l’eternità, poiché non era radicato nell’espiazione del peccato, ma nella lode per la redenzione (Hahn, S., "Lord’s Supper, Theological Issues", *The Lexham Bible Dictionary*, a cura di Barry, J. D., et al., Lexham Press, 2016). Questa aspettativa preparò la strada al suo adempimento in Gesù Cristo. Secondo *The Lexham Bible Dictionary*, gli ebrei di lingua greca traducevano spesso il termine ebraico *todah* con *eucharisteō*, il che aiuta a spiegare perché le azioni di Gesù durante l’Ultima Cena trovarono così forte risonanza tra i credenti ebrei.

In Luca 22:17 e 19, quando Gesù istituì la Comunione o la Cena del Signore, "rese grazie" (eucharisteō in greco). La Chiesa primitiva interpretò immediatamente questo pasto come una celebrazione condivisa di ringraziamento per l’opera salvifica di Cristo. In questo modo, la todah raggiunge il suo significato più pieno nell’adorazione che la Chiesa rivolge al Salvatore risorto, Gesù Cristo.

In definitiva, il sacrificio di ringraziamento indicava Gesù. Il suo sacrificio perfetto, compiuto "una volta per tutte", adempie lo scopo di tutte le offerte dell’Antico Testamento (Ebrei 10:10; vedi anche Ebrei 7:27; 9:12-14). Sotto la Nuova Alleanza, Gesù è il centro di ogni adorazione. Dio non richiede più sacrifici né offerte. Poiché Gesù ha portato a compimento il sistema sacrificale, il ringraziamento fa ora parte della nostra adorazione spirituale quotidiana, anziché essere un’offerta rituale. L’autore della Lettera agli Ebrei collega la "Todah" all’adorazione cristiana: "Per mezzo di Gesù, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: il frutto delle labbra che professano apertamente il suo nome. E non dimenticate di fare il bene e di condividere con gli altri, poiché di tali sacrifici Dio si compiace" (Ebrei 13:15-16).

Anche l’apostolo Paolo insegna che la gratitudine è fondamentale nella vita cristiana. In 1 Tessalonicesi 5:18, esorta i credenti a "rendere grazie in ogni circostanza". In Colossesi 3:17, afferma che tutto ciò che facciamo e diciamo dovrebbe essere offerto a Dio con gratitudine per mezzo di Gesù Cristo. Per i credenti di oggi, il sacrificio di ringraziamento non è solo un atto religioso di adorazione. È uno stile di vita (Romani 12:1; Efesini 5:20; Filippesi 4:6).

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