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Domanda

Che cos’era la Riforma radicale?

Risposta


Durante la Riforma protestante, figure come Martin Lutero, Giovanni Calvino e Ulrich Zwingli cercarono di ribaltare le modifiche apportate dal Cattolicesimo alla dottrina cristiana e di porre fine a pratiche abusive come la vendita delle indulgenze. Per secoli, alcuni gruppi all’interno del Cristianesimo occidentale si erano opposti alla deriva eretica della Chiesa romana e avevano cercato di correggerla. Tra questi c’erano gli anabattisti, un insieme informale di cristiani riformisti all’interno della Chiesa che si opponevano fermamente a dottrine quali il battesimo dei neonati e una Chiesa centralizzata. Man mano che la Riforma proseguiva, gruppi come gli anabattisti consideravano insufficienti le misure adottate da Lutero, Calvino e Zwingli. Essi premevano per una separazione ancora più drastica dal Cattolicesimo: non solo una Riforma, ma una "Riforma radicale".

I riformatori radicali erano in disaccordo con i riformatori tradizionali su diverse questioni chiave. Una di queste era la dottrina del battesimo dei neonati, un’innovazione cattolica mantenuta da denominazioni come il luteranesimo. Il nome "anabattista" si riferisce all’essere "battezzati di nuovo", e i riformatori radicali insistevano affinché il Cristianesimo tornasse alla sua concezione originaria del battesimo riservato esclusivamente ai credenti.

La Riforma radicale si oppose inoltre ai riformatori tradizionali riguardo al rapporto tra Chiesa e Stato. La maggior parte dei principali riformatori riteneva che Chiesa e Stato fossero intrecciati e che fosse opportuno ricorrere alla politica e alla legge per attuare sia la riforma ecclesiastica che quella sociale. Per questo motivo, il percorso di Calvino, Lutero e Zwingli viene talvolta definito "Riforma magistrale". Parallelamente, la maggior parte dei riformatori continuava a sostenere una struttura ecclesiastica altamente centralizzata. I riformatori radicali, d’altra parte, ritenevano che la Chiesa e lo Stato dovessero essere separati e che ogni singola chiesa fosse responsabile solo nei confronti di Cristo e delle Scritture, non di alcuna istituzione umana.

Le credenze dottrinali della Riforma radicale precedevano l’opera di uomini come Martin Lutero e Giovanni Calvino. Sebbene gli anabattisti non facessero letteralmente parte di una denominazione separata prima della Riforma, il loro disaccordo con i riformatori magistrali li spinse proprio in quella direzione. In definitiva, queste differenze portarono alcuni cristiani desiderosi di cambiamento a dissociarsi sia dal Cattolicesimo romano sia dalla maggioranza dei riformatori protestanti.

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