Domanda
Quale influenza ebbe Giulio Cesare sulla storia biblica?
Risposta
Giulio Cesare non è menzionato nella Bibbia, né visse durante i periodi descritti in essa, essendo morto nel 44 a.C. Tuttavia, Giulio Cesare diede il via alla transizione dalla Repubblica romana all’Impero romano, guidato da un imperatore/dittatore forte. I Cesari che gli succedettero svolsero un ruolo significativo nella persecuzione della Chiesa primitiva. Sarà utile un breve riassunto della storia romana e della carriera di Giulio Cesare:
Per centinaia di anni, Roma era stata una repubblica, guidata dal Senato composto da rappresentanti del popolo appartenenti alla classe alta. A quei tempi, erano spesso le città (non i paesi) a detenere il potere maggiore, e la città di Roma aveva conquistato gran parte del mondo conosciuto. (Sarebbe come se Washington, D.C., fosse una città indipendente che avesse gradualmente acquisito un potere economico e militare sufficiente a conquistare l’intero continente americano.) Le popolazioni che vivevano all’interno dell’Impero Romano erano popoli conquistati, soggetti a una potenza straniera, ovvero la città di Roma. Uno dei segreti del potere di Roma era costituito dalle sue potenti legioni e dai generali che le comandavano.
Giulio Cesare era un generale ambizioso con molte vittorie al suo attivo. Era anche un politico che cercava di trasformare la propria popolarità in potere reale. A quel tempo c’erano altri due generali/politici in posizioni simili: Pompeo e Crasso. Con la morte di Crasso, Pompeo si schierò con il Senato, che ordinò a Giulio di ritirarsi e tornare a Roma da solo. Giulio, rendendosi conto che ciò lo avrebbe reso vulnerabile, tornò a Roma con la sua XIII Legione, e scoppiò la guerra civile. Una volta che tutto si fu sistemato, Giulio Cesare aveva il pieno controllo di Roma. Sebbene all’epoca non fosse stato ufficialmente nominato imperatore, gli storici successivi lo considerano il primo imperatore romano, e il cognome "Cesare" divenne il titolo dell’imperatore, in quanto successore di Giulio Cesare.
Giulio Cesare fu assassinato il 15 marzo del 44 a.C. da un gruppo di senatori guidati da Bruto e Cassio (due personaggi ben noti a chi ha studiato il "Giulio Cesare" di Shakespeare). Scoppiò una nuova fase della guerra civile. Le forze dell’amico di Giulio, Marco Antonio, e del suo pronipote Ottaviano sconfissero le truppe fedeli a Bruto e Cassio presso Filippi. Antonio aveva intenzione di impadronirsi del potere, ma Giulio aveva adottato e designato Ottaviano come suo successore, poiché, secondo la legge romana, non aveva figli legittimi in vita. Le forze fedeli a Ottaviano sconfissero quelle di Antonio (e della sua compagna, Cleopatra) ad Azio, lasciando Ottaviano come unica potenza militare. Tuttavia, doveva ancora conquistarsi il sostegno politico e popolare, cosa che fece con grande determinazione. Nel corso della sua vita, a Ottaviano furono concessi sempre più poteri. Nel 27 a.C. gli fu conferito il titolo di Augusto e, sebbene il suo potere fosse soggetto a numerosi limiti giuridici, politici e costituzionali, egli era a tutti gli effetti un dittatore. I Cesari che succedettero ad Augusto divennero sempre più dispotici. Alcuni di loro, tra cui Cesare Augusto, sono menzionati nel Nuovo Testamento.
È proprio l’erede diretto di Giulio Cesare ad essere menzionato nel famoso racconto della Natività: "In quei giorni Cesare Augusto emanò un decreto per fare un censimento di tutto il mondo romano" (Luca 2:1).
Ad Augusto succedette il suo figliastro adottivo Tiberio, menzionato in Luca 3:1. Giovanni Battista iniziò il suo ministero nel tredicesimo anno del regno di Tiberio.
A Tiberio succedette Caligola, che non è menzionato nel Nuovo Testamento. Caligola era il pronipote di Augusto da parte di padre e il nipote di Tiberio da parte di madre.
A Caligola succedette Claudio Cesare, zio di Tiberio. Claudio è menzionato in Atti 18:2. Priscilla e Aquila lasciarono l’Italia perché l’imperatore Claudio aveva espulso tutti gli ebrei da Roma.
L’ultimo imperatore che poteva vantare una qualche parentela con Giulio Cesare fu Nerone, il quale non è menzionato per nome nel Nuovo Testamento, ma era l’imperatore al potere quando Paolo presentò il suo appello a Cesare (Atti 25:10-11). Da fonti extra-bibliche sappiamo dell’intensa persecuzione dei cristiani da parte di Nerone.
Sebbene Giulio Cesare non sia menzionato nelle Scritture e non abbia vissuto in nessuna delle epoche trattate dalla narrazione biblica, la sua ambizione mise in moto gli eventi che trasformarono la Repubblica romana nell’Impero romano. L’intero Nuovo Testamento è permeato dal contesto storico e culturale dell’Impero romano, a partire da Giulio Cesare e dai suoi successori. La Chiesa del Nuovo Testamento prese posizione contro il culto che circondava l’imperatore romano, spesso considerato una divinità o una quasi-divinità. La confessione cristiana fondamentale "Gesù è il Signore" è una confutazione del credo centrale dell’Impero Romano: "Cesare è il Signore". Sebbene Augusto portasse il titolo di "figlio del divinizzato" (un riferimento a Giulio), fu proprio durante il regno di Augusto che il vero Figlio di Dio nacque effettivamente sulla terra. Tiberio, in quanto imperatore, era il capo della religione romana, ma la Parola di Dio lo aggirò e giunse a un umile profeta di nome Giovanni, che predicava nel deserto. E, infine, furono proprio gli imperatori romani con aspirazioni di divinità a essere spesso i più accaniti persecutori dei cristiani nella Chiesa primitiva. Fu l’ambizione di Giulio Cesare a spianare la strada affinché un solo uomo (il Cesare) governasse l’Impero Romano con pugno di ferro e interpretasse la fedeltà cristiana a Gesù come Signore come un atto di tradimento.
Giulio Cesare fu un precursore e un modello per molti Cesari che lo seguirono, e l’impatto che ebbe sul mondo romano influenzò profondamente la Chiesa e la diffusione del Vangelo.
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