Domanda
Che cos’è il sinergismo in relazione alla salvezza?
Risposta
Il termine "sinergismo" deriva dalla combinazione dei termini greci che significano "cooperare" ed "energia". Insieme, significano “una forza combinata”. Quando applicato alla salvezza, il termine sinergismo implica che la salvezza si realizza attraverso l’azione combinata di Dio e dell’uomo. Ciò contrasta con il termine monergismo, che deriva dai termini greci che significano “uno” ed “energia” e significa “una singola forza”. Il monergismo suggerisce che Dio sia interamente, completamente ed esclusivamente responsabile della salvezza di ogni persona.
Il sinergismo è talvolta dedotto da alcuni passaggi della Scrittura. Di particolare importanza sono Matteo 23:37, dove Gesù lamenta che Gerusalemme "non era disposta" a venire a Lui; e Giovanni 5:40, dove Gesù accusa i capi ebrei dicendo: "Voi rifiutate di venire a me per avere la vita". Queste affermazioni indicano che, in un certo senso, una persona può essere ritenuta responsabile di resistere allo Spirito Santo o di rifiutare la salvezza. Guardando a questi versetti — e solo a questi versetti — sembrerebbe che la salvezza sia compiuta da una forza combinata: un syn-ergon. Dio e l’uomo devono lavorare insieme affinché uno sia salvato.
Allo stesso modo, 1 Timoteo 2:3-4 e 2 Pietro 3:9 sembrerebbero indicare che Dio almeno "permette" che alcuni vadano perduti, nonostante il Suo desiderio che "tutti" siano salvati. L'idea che la salvezza sia un invito – qualcosa da accettare o rifiutare – è prevalente nel Nuovo Testamento. Vedi anche Apocalisse 22:17, Giovanni 4:10, Giovanni 6:44, 1 Pietro 2:7 e Matteo 22:1-14.
Quindi, alla luce di questi passi delle Scritture, l’idea della responsabilità umana nella salvezza non può essere del tutto scartata. Dio non salva nessuno al di fuori della fede in Cristo, quindi un individuo deve "cooperare" esercitando la fede. La domanda allora diventa: da dove viene la fede?
Una forma rigorosa di monergismo afferma che la fede è interamente dono di Dio, parte della grazia che Egli ci concede (vedi Efesini 2:8-9). Dio ci sceglie, ci rigenera, ci dona la fede per credere in Cristo e ci sigilla. Una forma più flessibile di monergismo suggerisce che la fede dipenda dalla volontà dell’uomo, ma che l’uomo sia incapace di esercitare la fede finché non gli viene concessa la grazia da Dio. I teologi chiamano questo "grazia preveniente", che libera la volontà di un peccatore depravato di scegliere se (o meno) riporre la propria fede in Cristo. Poiché la fede è resa possibile da Dio, non è un’opera meritoria da parte dell’uomo. La fede riceve la grazia, ma la fede non è causale. Adottando questa visione, alcune forme di arminianesimo possono ancora affermare di essere monergistiche.
Qualsiasi forma di sinergismo, secondo cui Dio compie una parte dell’opera di salvezza mentre l’umanità ne compie il resto, è falsa. Se una persona deve raccogliere la fede, essere battezzata, unirsi a una chiesa, perseverare nelle buone opere, ecc., allora si tratta di sinergismo ed è chiaramente non biblico. Nessuna opera o merito umano può essere aggiunto alla grazia di Dio senza distruggere la grazia (Romani 11:6).
Il pelagianesimo e il semi-pelagianesimo sono forme di sinergismo. Il pelagianesimo considera l'umanità fondamentalmente buona e pone l'accento sulla libertà umana e sulla forza di volontà piuttosto che sulla grazia di Dio. Secondo il pelagianesimo, tutti possediamo un potere intrinseco di scegliere la santità per noi stessi, senza alcun intervento della grazia di Dio. Il semi-pelagianesimo ammette che siamo peccatori, ma non totalmente. Secondo il semipelagianesimo, siamo solo contaminati dal peccato e possiamo comunque cooperare con la grazia di Dio e scegliere di cercare Cristo da soli. La Bibbia confuta il pelagianesimo e il semipelagianesimo: prima di ricevere la grazia di Dio che ci salva, siamo "morti" nei nostri peccati (Efesini 2:1). Senza la grazia, siamo senza speranza.
Il sinergismo è non biblico perché parte da una persona che ha almeno una scintilla di vita spirituale; la Scrittura dice che siamo morti nel peccato (Colossesi 2:13). Il sinergismo dice che siamo in grado di fare un passo verso Dio a prescindere dalla grazia; la Scrittura dice che "non c’è nessuno che capisca; non c’è nessuno che cerchi Dio" (Romani 3:11). Il sinergismo sostiene che possiamo incontrare Dio a metà strada; la Scrittura ci descrive come pecore che hanno bisogno di essere radunate, prigionieri che hanno bisogno di libertà e ciechi che hanno bisogno di un miracolo (Matteo 9:36; Luca 4:18).
Per quanto una singola idea possa tentare di descrivere la salvezza, il monergismo è l’unica opzione biblicamente valida. La salvezza è opera di Dio, puro e semplice. "La salvezza appartiene al Signore" (Salmo 3:8, ESV; cfr. Giona 2:9; Apocalisse 7:10). Il sinergismo nega la grazia di Dio e cerca di attribuire all’umanità una parte del merito.
Il sinergismo è talvolta dedotto da alcuni passaggi della Scrittura. Di particolare importanza sono Matteo 23:37, dove Gesù lamenta che Gerusalemme "non era disposta" a venire a Lui; e Giovanni 5:40, dove Gesù accusa i capi ebrei dicendo: "Voi rifiutate di venire a me per avere la vita". Queste affermazioni indicano che, in un certo senso, una persona può essere ritenuta responsabile di resistere allo Spirito Santo o di rifiutare la salvezza. Guardando a questi versetti — e solo a questi versetti — sembrerebbe che la salvezza sia compiuta da una forza combinata: un syn-ergon. Dio e l’uomo devono lavorare insieme affinché uno sia salvato.
Allo stesso modo, 1 Timoteo 2:3-4 e 2 Pietro 3:9 sembrerebbero indicare che Dio almeno "permette" che alcuni vadano perduti, nonostante il Suo desiderio che "tutti" siano salvati. L'idea che la salvezza sia un invito – qualcosa da accettare o rifiutare – è prevalente nel Nuovo Testamento. Vedi anche Apocalisse 22:17, Giovanni 4:10, Giovanni 6:44, 1 Pietro 2:7 e Matteo 22:1-14.
Quindi, alla luce di questi passi delle Scritture, l’idea della responsabilità umana nella salvezza non può essere del tutto scartata. Dio non salva nessuno al di fuori della fede in Cristo, quindi un individuo deve "cooperare" esercitando la fede. La domanda allora diventa: da dove viene la fede?
Una forma rigorosa di monergismo afferma che la fede è interamente dono di Dio, parte della grazia che Egli ci concede (vedi Efesini 2:8-9). Dio ci sceglie, ci rigenera, ci dona la fede per credere in Cristo e ci sigilla. Una forma più flessibile di monergismo suggerisce che la fede dipenda dalla volontà dell’uomo, ma che l’uomo sia incapace di esercitare la fede finché non gli viene concessa la grazia da Dio. I teologi chiamano questo "grazia preveniente", che libera la volontà di un peccatore depravato di scegliere se (o meno) riporre la propria fede in Cristo. Poiché la fede è resa possibile da Dio, non è un’opera meritoria da parte dell’uomo. La fede riceve la grazia, ma la fede non è causale. Adottando questa visione, alcune forme di arminianesimo possono ancora affermare di essere monergistiche.
Qualsiasi forma di sinergismo, secondo cui Dio compie una parte dell’opera di salvezza mentre l’umanità ne compie il resto, è falsa. Se una persona deve raccogliere la fede, essere battezzata, unirsi a una chiesa, perseverare nelle buone opere, ecc., allora si tratta di sinergismo ed è chiaramente non biblico. Nessuna opera o merito umano può essere aggiunto alla grazia di Dio senza distruggere la grazia (Romani 11:6).
Il pelagianesimo e il semi-pelagianesimo sono forme di sinergismo. Il pelagianesimo considera l'umanità fondamentalmente buona e pone l'accento sulla libertà umana e sulla forza di volontà piuttosto che sulla grazia di Dio. Secondo il pelagianesimo, tutti possediamo un potere intrinseco di scegliere la santità per noi stessi, senza alcun intervento della grazia di Dio. Il semi-pelagianesimo ammette che siamo peccatori, ma non totalmente. Secondo il semipelagianesimo, siamo solo contaminati dal peccato e possiamo comunque cooperare con la grazia di Dio e scegliere di cercare Cristo da soli. La Bibbia confuta il pelagianesimo e il semipelagianesimo: prima di ricevere la grazia di Dio che ci salva, siamo "morti" nei nostri peccati (Efesini 2:1). Senza la grazia, siamo senza speranza.
Il sinergismo è non biblico perché parte da una persona che ha almeno una scintilla di vita spirituale; la Scrittura dice che siamo morti nel peccato (Colossesi 2:13). Il sinergismo dice che siamo in grado di fare un passo verso Dio a prescindere dalla grazia; la Scrittura dice che "non c’è nessuno che capisca; non c’è nessuno che cerchi Dio" (Romani 3:11). Il sinergismo sostiene che possiamo incontrare Dio a metà strada; la Scrittura ci descrive come pecore che hanno bisogno di essere radunate, prigionieri che hanno bisogno di libertà e ciechi che hanno bisogno di un miracolo (Matteo 9:36; Luca 4:18).
Per quanto una singola idea possa tentare di descrivere la salvezza, il monergismo è l’unica opzione biblicamente valida. La salvezza è opera di Dio, puro e semplice. "La salvezza appartiene al Signore" (Salmo 3:8, ESV; cfr. Giona 2:9; Apocalisse 7:10). Il sinergismo nega la grazia di Dio e cerca di attribuire all’umanità una parte del merito.