Domanda
Che cos'è il sacerdotalismo?
Risposta
Il sacerdotalismo è la convinzione che i sacerdoti siano mediatori indispensabili tra Dio e l'uomo. Il termine "sacerdotale" deriva dal latino "sacerdos" (sacerdote) e significa letteralmente "rendere sacro". Le forme di culto cattoliche, ortodosse e anglicane sono di tipo sacerdotale.
Il sacerdotalismo sostiene che il sacerdozio costituisca una classe speciale di ecclesiastici e sia una parte indispensabile del culto. Le persone non possono avvicinarsi a Dio da sole, ma devono farlo tramite un sacerdote, sia che si tratti di confessare i propri peccati, di ricevere la comunione o di ottenere la grazia. Qualsiasi benedizione divina concessa a un individuo passa attraverso la Chiesa, ovvero attraverso il sacerdozio ordinato della Chiesa.
La legge dell'Antico Testamento sottoponeva gli ebrei a un sistema sacerdotale. Aronne e i suoi figli furono scelti da Dio per essere i primi sacerdoti a servire Israele (Esodo 28:1). I doveri sacerdotali includevano l'offerta di sacrifici per l'espiazione dei peccati (Ebrei 5:1); la rappresentanza della nazione davanti a Dio (Esodo 28:9-12); e l'insegnamento della Parola di Dio al popolo (Ezechiele 44:23).
Il sacerdozio dell'Antico Testamento era un'immagine del futuro ministero di Cristo, il quale adempie tutto ciò che il sacerdozio levitico aveva preannunciato. Il libro degli Ebrei, in particolare i capitoli 5-10, presenta Gesù Cristo come il Sommo Sacerdote perfetto e l'adempimento della legge dell'Antico Testamento. In Cristo, l'intero sistema legalistico dei sacrifici e dei rituali, compreso il sacerdozio, è reso obsoleto (Romani 10:4).
Il Nuovo Testamento non sostiene un sistema di culto sacerdotale. Come sottolinea Martin Lutero nel trattato La Messa privata e la consacrazione dei sacerdoti, lo Spirito Santo "nel Nuovo Testamento ha accuratamente evitato che il nome sacerdos, sacerdote o chierico, fosse attribuito anche solo a un apostolo o a varie altre cariche". In altre parole, la Bibbia non usa mai il termine sacerdote in riferimento alla guida della Chiesa; al contrario, la Bibbia insegna il sacerdozio universale di tutti i credenti.
Quando Gesù si offrì come sacrificio supremo per il peccato, Dio squarciò in due il velo del tempio, indicando così la via aperta verso la Sua presenza attraverso il corpo di Cristo (Ebrei 10:19-20). Gesù ricopre ora la carica di Sommo Sacerdote eterno, intercedendo costantemente per il Suo popolo (Ebrei 7:24-25).
Il sacerdotalismo allontana le persone da Dio, erigendo barriere umane là dove il Nuovo Testamento non ne pone alcuna. La Scrittura afferma chiaramente che "vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo" (1 Timoteo 2:5). Dal punto di vista biblico, ogni credente è un sacerdote che offre "sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo" (1 Pietro 2:5).
Il sacerdotalismo sostiene che il sacerdozio costituisca una classe speciale di ecclesiastici e sia una parte indispensabile del culto. Le persone non possono avvicinarsi a Dio da sole, ma devono farlo tramite un sacerdote, sia che si tratti di confessare i propri peccati, di ricevere la comunione o di ottenere la grazia. Qualsiasi benedizione divina concessa a un individuo passa attraverso la Chiesa, ovvero attraverso il sacerdozio ordinato della Chiesa.
La legge dell'Antico Testamento sottoponeva gli ebrei a un sistema sacerdotale. Aronne e i suoi figli furono scelti da Dio per essere i primi sacerdoti a servire Israele (Esodo 28:1). I doveri sacerdotali includevano l'offerta di sacrifici per l'espiazione dei peccati (Ebrei 5:1); la rappresentanza della nazione davanti a Dio (Esodo 28:9-12); e l'insegnamento della Parola di Dio al popolo (Ezechiele 44:23).
Il sacerdozio dell'Antico Testamento era un'immagine del futuro ministero di Cristo, il quale adempie tutto ciò che il sacerdozio levitico aveva preannunciato. Il libro degli Ebrei, in particolare i capitoli 5-10, presenta Gesù Cristo come il Sommo Sacerdote perfetto e l'adempimento della legge dell'Antico Testamento. In Cristo, l'intero sistema legalistico dei sacrifici e dei rituali, compreso il sacerdozio, è reso obsoleto (Romani 10:4).
Il Nuovo Testamento non sostiene un sistema di culto sacerdotale. Come sottolinea Martin Lutero nel trattato La Messa privata e la consacrazione dei sacerdoti, lo Spirito Santo "nel Nuovo Testamento ha accuratamente evitato che il nome sacerdos, sacerdote o chierico, fosse attribuito anche solo a un apostolo o a varie altre cariche". In altre parole, la Bibbia non usa mai il termine sacerdote in riferimento alla guida della Chiesa; al contrario, la Bibbia insegna il sacerdozio universale di tutti i credenti.
Quando Gesù si offrì come sacrificio supremo per il peccato, Dio squarciò in due il velo del tempio, indicando così la via aperta verso la Sua presenza attraverso il corpo di Cristo (Ebrei 10:19-20). Gesù ricopre ora la carica di Sommo Sacerdote eterno, intercedendo costantemente per il Suo popolo (Ebrei 7:24-25).
Il sacerdotalismo allontana le persone da Dio, erigendo barriere umane là dove il Nuovo Testamento non ne pone alcuna. La Scrittura afferma chiaramente che "vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo" (1 Timoteo 2:5). Dal punto di vista biblico, ogni credente è un sacerdote che offre "sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo" (1 Pietro 2:5).