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Domanda: "Cristo è morto per tutti i peccati, tranne che per il peccato di mancanza di fede? Se è morto per tutti i peccati, perché alcuni vanno ancora all’inferno per mancanza di fede?"

Risposta:
“Egli è l’espiazione per i nostri peccati; e non solo per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1Giovanni 2:2). Quando la Bibbia dice che Cristo è stato il sacrificio per tutti i peccati, non vuol dire che tutti i peccati sono stati automaticamente perdonati. Vuol dire semplicemente che l’offerta per assicurare il perdono a tutto il mondo è stata fatta; che poi questa offerta si traduca effettivamente nel perdono di ogni singolo individuo è un’altra questione, perché l’offerta deve essere accettata tramite fede. La strada per tornare a Dio è stata preparata da Cristo; la domanda ora è: ci avvarremo di questa opportunità?

Cristo è morto per tutti i peccati, il Suo sacrificio è stato interamente sufficiente a pagare per i peccati di tutto il mondo. Ma il perdono avviene solo quando un individuo si pente e crede (si veda Marco 1:15). Se non accettiamo (per fede) l’offerta di Dio in Cristo, rimaniamo nei nostri peccati. Coloro che muoiono senza fede muoiono con tutto il loro peccato; i bugiardi, gli assassini, gli adulteri, ecc. senza la fede non sono perdonati (Apocalisse 21:8). Chi confida in Cristo per la propria salvezza non muore nel peccato; muore in Cristo, e i suoi peccati sono perdonati. Siamo giustificati per fede (Romani 5:1); senza fede, siamo condannati (Giovanni 3:18). Il perdono si riceve attraverso la fede in Cristo e viene accompagnato dalla promessa di un’eternità in cielo; senza fede non siamo perdonati e siamo relegati a un’eternità all’inferno.

Nella Bibbia, credere – o avere fede – è qualcosa di più del semplice pensare che qualcosa sia vero. La fede ha più a che fare con la fiducia e l’adesione personale, che sono atti intenzionali della propria volontà. Quindi, nelle Scritture, il peccato di mancanza di fede non è la semplice ignoranza, ma piuttosto il rifiuto volontario del dono gratuito di Dio: quello di perdonare i peccati, compreso il peccato di incredulità.

Quando Dio offre di perdonare i peccati di qualcuno se costui crede, la logica suggerisce che la risposta di quest’ultimo non può essere: “No, mi rifiuto di credere in Te, ma perdona lo stesso i miei peccati”. Il perdono è un’offerta condizionata: se la condizione richiesta è soddisfatta (la fede), allora si verifica il risultato promesso (il perdono). La fede in Cristo è il modo in cui le persone giustamente rispondono all’offerta di salvezza di Dio.

La Bibbia parla molto della necessità di scegliere la fede in Cristo e delle conseguenze della mancanza di fede. Cristo desiderava raccogliere a Sé i peccatori di Gerusalemme, ma essi rimasero nel loro peccato; la condanna di Gesù pone la responsabilità direttamente su di loro: “Non avete voluto!” (Luca 13:34). La loro mancanza di fede li ha tenuti lontano da Cristo, la loro unica salvezza.

Per quanto riguarda la necessità di credere, la logica è la seguente: “Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è [NdT = esiste], e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6).

Per quanto riguarda la mancanza di fede come atto di volontà o una scelta deliberata: “Sebbene avesse fatto tanti segni davanti a loro, non credevano in lui” (Giovanni 12:37).

Per quanto riguarda il motivo per cui non ci sono scuse per la mancanza di fede: “Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, perché Dio lo ha loro manifestato. Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili” (Romani 1:18-20).

Per quanto riguarda i danni spirituali della mancanza di fede: “Quale frutto dunque avevate allora dalle cose delle quali ora vi vergognate? Poiché la loro fine è la morte”. (Romani 6:21) “Abbiamo invece rinunciato alle vie segrete e vergognose”; [ma] “il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono, affinché non risplenda loro la luce dell’evangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio.” (2Corinzi 4:2,4).

Per quanto riguarda la giustizia della punizione per la mancanza di fede: “Ora il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie” (Giovanni 3:19).

Infine, per essere sicuri di sapere che cosa deve credere un vero credente per essere perdonato, ecco un riassunto:

La Bibbia dice chiaramente che l’unico modo per entrare nel paradiso perfetto di Dio è essere perfetti (puri e senza peccato) come Dio stesso (Matteo 5:20, 48; Luca 18:18-22). Anche se si pecca una sola volta in tutta la vita, si infrange tutta la legge di Dio, così come la rottura di un anello di una catena rompe l’intera catena (Giacomo 2:10). La giustizia perfetta di Dio implica che ogni peccato deve essere punito. Questa pena è la morte, che consiste nella separazione eterna da Dio all’inferno (Esodo 32:33).

Nessun essere umano può soddisfare lo standard perfetto di Dio, quindi senza un Salvatore soprannaturale che ci salvi, siamo tutti peccatori perduti (Atti 15:10; Romani 3:9-23). Dio ti ama e vuole salvarti dall’inferno (Giovanni 3:16; 2 Pietro 3:9). Così ha mandato il Suo Figlio perfetto a prendere su di Sé la tua punizione – la Sua vita al posto della tua – pagando completamente il tuo debito verso Dio, morendo sulla croce e liberandoti per sempre dalla giusta punizione di Dio. Ogni tuo peccato – passato, presente e futuro – è perdonato se scegli di accettare questo dono di perdono per fede (credendo e avendo fiducia che Dio mantenga la Sua promessa), quando ti penti (ti allontani) dai tuoi peccati (Luca 24:47; Atti 11:18; 2 Corinzi 7:10) e Gli chiedi di salvarti (Gioele 2:32; Atti 2:21). Il sangue di Gesù copre i tuoi peccati e Dio ti vede perfetto come il Suo stesso Figlio (Isaia 53:4-6; 2 Corinzi 5:21).

Nel momento in cui accetti per fede il dono gratuito di Dio, sei trasformato: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove”. (2Corinzi 5:17). Diventi figlio amato di Dio (1 Giovanni 3:1), una relazione eterna che non potrà mai essere spezzata (Romani 8:38-39; Efesini 1:13-14). Dio, come Padre, Figlio e Spirito, abita in te: prende la sua “dimora” in te (Giovanni 14:17,23). Ora puoi capire perché il Vangelo di Cristo è chiamato “Buona Notizia” (Luca 2:10; Atti 5:42,14:15)! Accettando questo dono, accetti di appartenere a Dio (1Corinzi 6:19-20). Non appartieni a te stesso perché Lui ti ha comprato (riscattato) con il prezioso sangue di Suo Figlio (1Pietro 1:18-19).

Questo incredibile dono gratuito di salvezza eterna non può essere guadagnato con nessuna buona azione (Giovanni 3:16; Romani 3:21-25; Efesini 2:8-9). Infatti, cercare di guadagnarselo con i propri sforzi (come se si potesse soddisfare Dio abbastanza da guadagnarsi la Sua approvazione) è severamente condannato dalla Bibbia (Galati 1:6-9). Questa è la differenza tra il cristianesimo e praticamente tutte le altre religioni del mondo. Queste ultime sono piene di regole inventate dall’uomo su ciò che le persone devono o non devono fare nel tentativo disperato di conquistare il favore di Dio e ottenere la vita eterna per le proprie anime.

La tua salvezza è gratuita, un dono inestimabile di Dio, un dono che vale più del mondo intero (Matteo 13:44; 16:26). Per questo, l’autore della lettera agli Ebrei si chiede: “Come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza?” (Ebrei 2:3). “Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori” (Ebrei 3:7-8). “Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salvezza” (2Corinzi 6:2).

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