Domanda

Che cos’è il monergismo in relazione alla salvezza?

Risposta
Il termine "monergismo" deriva dalla combinazione dei termini greci che significano "uno" ed "energia". Insieme, significano "una forza unica". Quando applicato alla salvezza, il monergismo implica che Dio sia interamente, completamente ed esclusivamente responsabile della salvezza di ogni persona. Questa visione si contrappone al sinergismo ("una forza combinata"). Il sinergismo suggerisce che la salvezza si realizzi attraverso un atto cooperativo di Dio e dell’uomo.

Nello studio di qualsiasi idea teologica, compreso il monergismo, dobbiamo ricordare che Dio è Dio, e noi no; pertanto, nessuna idea umana può mai pretendere di descrivere perfettamente la realtà del Creatore (vedi Isaia 55:8-9). Alcune idee sono più vicine alla verità rispetto ad altre. Ciò che conta è riconoscere il valore di un'idea e i suoi aspetti veritieri, senza spingerla oltre i limiti previsti. Per il monergismo, ciò significa notare come la Scrittura lo sostenga, pur riconoscendone i limiti.

I passaggi principali della Scrittura utilizzati per dimostrare il monergismo sono Efesini 1:4-5 e Romani 9:16. Questi passaggi indicano che Dio ha scelto certe persone per la salvezza prima ancora della creazione dell’universo, in modo del tutto indipendente dai loro meriti o dalle loro capacità. In altre parole, questi versetti suggeriscono che la salvezza è il risultato di una “singola forza”: un mono-ergon. Quella singola forza è Dio, l’unica persona responsabile della salvezza.

Anche altri passaggi della Scrittura tendono fortemente verso l’idea che a Dio e solo a Dio possa essere attribuito il merito della salvezza umana. Esempi notevoli sono Tito 3:5 ed Efesini 2:8-9. I sostenitori del monergismo spesso citano l’esempio di Lazzaro, il quale – essendo morto – non avrebbe potuto "cooperare" con Gesù nella propria risurrezione (Giovanni 11:43-44). Utilizzando questo esempio, i monergisti possono interpretare versetti come 1 Giovanni 3:14 ("siamo passati dalla morte alla vita") più o meno allo stesso modo, vale a dire che Dio e Dio solo ha agito nella nostra salvezza.

Per questi e altri motivi, il monergismo è più vicino alla verità rispetto al sinergismo.

Allo stesso tempo, la Bibbia parla anche della scelta umana – persino in materia di salvezza – in modi che non sembrano adattarsi perfettamente al monergismo. Ne sono esempi Matteo 23:37 e Giovanni 5:39-40. In entrambi i casi, Gesù parla della resistenza umana contro lo Spirito Santo. Passaggi spesso dibattuti come 2 Pietro 3:9 e 1 Timoteo 2:3-4 suggeriscono fortemente un senso in cui Dio “desidera” la salvezza di tutti, nonostante il fatto che, in pratica, non “tutti” saranno salvati. La Bibbia presenta abitualmente la salvezza con una terminologia di “invito”, implicando che in un certo senso una persona debba rispondere per essere salvata (Apocalisse 22:17). Anche versetti come Matteo 22:1-14, Giovanni 4:10, Giovanni 6:44 e 1 Pietro 2:7 parlano di concetti come l’"attrazione" di Dio in contrapposizione al "rifiuto" dell’umanità.

Alcuni teologi spiegano i comandi biblici di credere adottando una visione più moderata del monergismo, insegnando che la fede umana deve essere presente per ricevere la grazia di Dio. Questi stessi teologi sono attenti a sottolineare che la fede in sé non è meritoria. La fede riceve la grazia, ma non la inizia. La fede richiesta per ricevere la grazia divina è semplicemente una risposta alla grazia preveniente di Dio. Dio apre graziosamente i nostri cuori per permetterci di esercitare la fede, e poi noi scegliamo di legare quella fede a Cristo. Dio compie comunque l’opera di salvezza, anche se un atto della volontà umana (reso possibile da Dio) è un requisito necessario per riceverla.