Domanda

Il battesimo e la comunione sono mezzi di grazia?

Risposta
In poche parole, il battesimo e la comunione sono distinti dalla grazia e non ne costituiscono un mezzo. I rituali della Chiesa non conferiscono la grazia e non possono meritare la salvezza. Sarebbe più corretto dire che i sacramenti sono i segni della grazia, non i mezzi della grazia.

Il battesimo in acqua non è un mezzo di grazia; è l’espressione esteriore di un cambiamento interiore. È un atto di obbedienza che segue la salvezza. Tutti gli esempi di battesimo in acqua riportati nella Scrittura dimostrano che il battesimo avveniva dopo che la persona era rinata (ad esempio, Atti 8:26-39). L’immersione in acqua (o l’aspersione con l’acqua) non può cambiare il cuore di una persona; questa è opera dello Spirito. "Lo Spirito dà vita" (2 Corinzi 3:6). Fondamentale per la nostra salvezza è la fede nel cuore, non l’acqua sulla pelle.

La Comunione, o Cena del Signore, non è un mezzo di grazia; è un memoriale del sacrificio una volta per tutte compiuto da Cristo e un’immagine della nostra comunione con Lui. Durante l’Ultima Cena, quando il Signore celebrò la Pasqua con i discepoli, disse: "Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me" (Luca 22:19). Gesù stava dicendo loro (e a noi) di non dimenticare il Suo sacrificio sulla croce. È stata la morte di Cristo a procurare la remissione dei peccati dell’umanità. Non c’è mai una parola nella Scrittura riguardo al perdono o alla grazia salvifica che si applicano attraverso la partecipazione alla comunione.

Anche Paolo conferma che la comunione è un memoriale e non un mezzo di grazia: "Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga" (1 Corinzi 11:26). Mangiare il pane e bere dal calice sono atti di obbedienza al Signore, ma non costituiscono un mezzo di grazia.

La grazia, per definizione, è gratuita. Non può essere guadagnata (Romani 6:23). Il pericolo insito nell’affermare che la grazia di Dio ci giunga attraverso un "mezzo" o un "canale" di attività umana è che ciò mescola sottilmente le opere con la grazia, cosa contro cui Paolo mise in guardia in Romani 11:6. L'insegnamento secondo cui la grazia giunge attraverso il battesimo o la comunione è una visione sacramentale dei sacramenti e mina il significato della grazia. La grazia è un dono gratuito concesso a chi non lo merita. Il sacramentalismo dice: "Se non fai queste cose, non ottieni la grazia". E questo equivale a dire che devi guadagnarti la salvezza.

La Chiesa cattolica romana sostiene di insegnare la salvezza per grazia; tuttavia, il Cattolicesimo tempera tale dottrina insegnando anche che la grazia di Dio si manifesta attraverso i sacramenti. In altre parole, il battesimo e l’Eucaristia sono due dei mezzi della grazia: attraverso questi rituali Dio concede la grazia che alla fine salva una persona. Ricevere i sacramenti fa meritare la grazia di Dio; senza sacramenti, non c’è grazia.

Insegnare che siamo salvati per grazia è biblico. Ma poi limitare tale insegnamento richiedendo un “mezzo di grazia” cerimoniale è un doppio linguaggio. La definizione biblica di grazia esclude specificamente lo sforzo umano: "E se è per grazia, non è più per opere, altrimenti la grazia non sarebbe più grazia" (Romani 11:6). Se la grazia viene solo attraverso le opere religiose che compiamo, allora non può essere veramente chiamata "grazia". Ogni volta che aggiungiamo lo sforzo umano all’opera di Cristo sulla croce, sottintendiamo che la morte di Gesù fosse in qualche modo, in una certa misura, insufficiente a salvare.

Pertanto, la grazia e le opere si escludono a vicenda. Il battesimo è un’opera. Ricevere la comunione è un’opera. Non siamo salvati per le opere (Efesini 2:8). Coloro che sono stati salvati per grazia obbediranno al Signore: i salvati si faranno battezzare e i salvati prenderanno la comunione. In questo modo, i sacramenti sono "segni di grazia", testimonianze di una nuova vita. Non sono mezzi di grazia.

La religione cerca sempre un'opera da compiere. Ma Gesù è il nostro riposo (Matteo 11:28; Ebrei 4:10). Sono la Sua opera compiuta sulla croce e la rigenerazione dello Spirito Santo nel cuore a salvare. Un giorno alcuni uomini si recarono da Gesù e gli chiesero: "Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?" (Giovanni 6:28). Gesù non disse loro di farsi battezzare o di prendere la comunione. Piuttosto, Gesù indicò la fede come l’unico "mezzo di grazia": "Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato" (Giovanni 6:29).