Domanda

Che cos'è il Giansenismo, ed è conforme alla Bibbia?

Risposta
Il Giansenismo era un sistema dottrinale che ebbe origine dagli scritti di Cornelio Jansen, un teologo cattolico francese del XVII secolo. Il Giansenismo rappresentava fondamentalmente un tentativo di riformare il Cattolicesimo introducendo alcune dottrine calviniste quali la depravazione dell'uomo, la predestinazione, la grazia irresistibile e l'espiazione limitata. I giansenisti respingevano inoltre l'infallibilità della Chiesa cattolica e si opponevano all'autorità del papa.

Le idee fondamentali di Jansen furono pubblicate postume nel 1640 e portate avanti dai suoi seguaci per qualche tempo dopo la sua morte. Il famoso matematico e filosofo Blaise Pascal difese molte delle posizioni teologiche e filosofiche del Giansenismo. La visione giansenista si basava in larga misura sugli insegnamenti di Agostino di Ippona, in particolare sulle sue concezioni relative al peccato originale e alla grazia di Dio.

I giansenisti temevano che gli insegnamenti cattolici della Controriforma stessero esagerando nella loro risposta a riformatori come Giovanni Calvino. Calvino e altri sostenevano che il peccato originale avesse lasciato l’uomo in uno stato morale totalmente depravato, al punto che l’uomo non potesse fare nulla per procurarsi la propria salvezza. I controriformatori sottolineavano la capacità dell'uomo di accettare o rifiutare liberamente la grazia di Dio (attraverso i sacramenti). Jansen riteneva che, nel contrastare i riformatori, la Chiesa cattolica romana stesse scivolando nell'antica eresia del pelagianesimo, secondo cui gli esseri umani sono essenzialmente buoni e la volontà dell'uomo non è contaminata né vincolata dal peccato originale.

Il Giansenismo concordava con diversi punti della teologia riformata, in particolare riguardo alla condizione dell’uomo prima e dopo la caduta, alla portata dell’espiazione di Cristo e a una visione restrittiva del libero arbitrio umano. Per questi motivi, i giansenisti erano destinati a trovarsi in contrasto con l’insegnamento cattolico e entrarono in conflitto soprattutto con i gesuiti, appena costituiti. Molti vedevano il Giansenismo come una minaccia politica e il movimento dovette quindi affrontare l'opposizione della monarchia francese e del clero cattolico. Una serie di decreti papali dal 1653 al 1713 condannò il Giansenismo come eretico. Dopo il 1730 il Giansenismo come movimento perse influenza, tranne che in alcune zone d'Italia e in Olanda, dove esiste ancora oggi una chiesa giansenista.

I punti centrali del Giansenismo sembrano rientrare nei limiti generali dell'ortodossia evangelica e protestante, sebbene tra gli evangelici vi sia un diffuso disaccordo riguardo al rapporto tra libero arbitrio umano e sovranità divina. Pur essendo per certi versi paragonabile al protestantesimo, il Giansenismo rimase un movimento di riforma all'interno della Chiesa cattolica. Nonostante tutte le sue divergenze con la gerarchia cattolica, il Giansenismo continuò a promuovere la rigorosa osservanza dei sacramenti, la giustificazione attraverso le opere e la fedeltà a Roma.

In definitiva, il Giansenismo era una sorta di "calvinismo light", un compromesso tra Cattolicesimo e protestantesimo. I cristiani devono esaminare ogni cosa, ritenendo il bene (1 Tessalonicesi 5:21). Ne consegue che qualsiasi insegnamento umano debba essere verificato alla luce delle Scritture per accertarne l’accuratezza. I Bereani (Atti 17:10-12) ne sono un ottimo esempio, poiché esaminavano "ogni giorno le Scritture" per vedere se ciò che l’apostolo Paolo diceva riguardo a Cristo fosse vero. Nel Giansenismo possono esserci alcune buone nozioni bibliche, ma ci sono anche idee che dovrebbero essere rapidamente scartate.