Domanda
Che cos'è il Priscillianesimo?
Risposta
Il Priscillianesimo fu fondato nel IV secolo da Priscilliano, un vescovo spagnolo. Il movimento emerse nella provincia romana di Hispania, corrispondente alle odierne Spagna e Portogallo. Gli insegnamenti del Priscillianesimo combinavano elementi di ascetismo, misticismo e dualismo. Come tali, furono condannati come eretici.
Priscilliano, nato intorno al 340 d.C. nella provincia romana della Galizia, fu un leader carismatico e sostenitore di un rigoroso ascetismo, promuovendo uno stile di vita rigoroso che comprendeva il celibato, il digiuno e la purezza spirituale. Fu influenzato da varie tradizioni filosofiche e religiose, come lo gnosticismo e il manicheismo, che sottolineavano un conflitto intrinseco tra bene e male (o spirito e materia).
Il Priscillianesimo enfatizzava l'ascetismo, l'esoterismo e un'interpretazione non convenzionale delle Scritture. I suoi aderenti praticavano un'estrema autodisciplina, astenendosi dal matrimonio e da tutti i piaceri mondani. Credevano inoltre in una lotta cosmica tra le forze della luce e delle tenebre, un concetto mutuato dal manicheismo. Priscilliano sosteneva di possedere una saggezza accessibile solo a pochi; in questo, attingeva alle tradizioni gnostiche che valorizzavano la conoscenza segreta (gnosi) per la salvezza. Le sue interpretazioni scritturali erano spesso allegoriche e mistiche e differivano significativamente dal cristianesimo biblico.
Il Priscillianesimo ottenne molti seguaci in Hispania e in Gallia (l'odierna Francia). Tuttavia, la sua divergenza dal cristianesimo biblico allarmò i capi della Chiesa. Questa controversia raggiunse il culmine al Concilio di Saragosa, nel 380 d.C. Il Priscillianesimo non solo fu condannato come eretico, ma il concilio denunciò esplicitamente l'ascetismo e le interpretazioni non convenzionali delle Scritture. Come se non bastasse, Priscilliano fu accusato di stregoneria ed eresia. Nel 385, l'imperatore romano Magno Massimo ordinò l'esecuzione di Priscilliano, segnando il primo caso in cui un cristiano praticante, per giunta ex vescovo, veniva messo a morte dal governo con l'accusa di eresia.
Il rigoroso ascetismo del Priscillianesimo è in conflitto con la dottrina della libertà cristiana. Se da un lato la Bibbia ordina ai credenti di avere autocontrollo e mette in guardia dagli eccessi (1 Corinzi 9:27), dall'altro afferma che la vera giustizia non si trova nel rispetto delle regole. In 1 Timoteo 4:1-5 Paolo dice:
"Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, per l'ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella propria coscienza, i quali vieteranno di maritarsi e imporranno di astenersi da cibi che Dio ha creato, affinché siano presi con rendimento di grazie da coloro che credono e che hanno conosciuto la verità. Infatti tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rigettare, quando è usato con rendimento di grazie, perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera".
La visione dualistica del mondo del Priscillianesimo, che pone un'opposizione fondamentale tra spirito e materia fisica, contraddice il racconto biblico della creazione. Genesi 1:31 dichiara: "Allora DIO vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono". Pertanto, la materia non è intrinsecamente cattiva e la Bibbia non dice mai che lo sia.
L'enfasi di Priscilliano sulla conoscenza segreta è contraria alla dottrina della redenzione. La redenzione non si ottiene con la conoscenza; piuttosto, i peccatori ricevono la salvezza per fede nel sangue versato di Cristo (Giovanni 20:31). Dopo aver ricevuto il dono della salvezza, i credenti cresceranno nella vera sapienza e nella conoscenza, a disposizione di tutti. Paolo esprime il suo desiderio per tutti i credenti quando dice: "[…] affinché i loro cuori siano consolati, essendo essi uniti insieme nell'amore, ed ottengano tutte le ricchezze della piena certezza d'intelligenza per la conoscenza del mistero di Dio e Padre e di Cristo, in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza" (Colossesi 2:2-3).
Le interpretazioni allegoriche o mistiche delle Scritture distorcono la verità biblica. La Bibbia stessa mette in guardia dal distorcere i suoi insegnamenti. 2 Pietro 3:16: "Questo egli [Paolo] fa in tutte le sue epistole, in cui parla di queste cose. In esse vi sono alcune cose difficili da comprendere, che gli uomini ignoranti ed instabili torcono, come fanno con le altre Scritture, a loro propria perdizione". Questo avvertimento sottolinea l'importanza di un'interpretazione fedele e accurata. Le distorsioni delle Scritture portano alla distruzione.
Il Priscillianesimo non è altro che un cocktail di gnosticismo e manicheismo, che sono dottrine eretiche. Invece di lasciarsi influenzare da falsi insegnamenti, i credenti dovrebbero rimanere ancorati alla Parola di Dio. Così facendo, cresceremo e matureremo in Cristo, che è l'autore e il perfezionatore della nostra fede (Ebrei 12:2).
Priscilliano, nato intorno al 340 d.C. nella provincia romana della Galizia, fu un leader carismatico e sostenitore di un rigoroso ascetismo, promuovendo uno stile di vita rigoroso che comprendeva il celibato, il digiuno e la purezza spirituale. Fu influenzato da varie tradizioni filosofiche e religiose, come lo gnosticismo e il manicheismo, che sottolineavano un conflitto intrinseco tra bene e male (o spirito e materia).
Il Priscillianesimo enfatizzava l'ascetismo, l'esoterismo e un'interpretazione non convenzionale delle Scritture. I suoi aderenti praticavano un'estrema autodisciplina, astenendosi dal matrimonio e da tutti i piaceri mondani. Credevano inoltre in una lotta cosmica tra le forze della luce e delle tenebre, un concetto mutuato dal manicheismo. Priscilliano sosteneva di possedere una saggezza accessibile solo a pochi; in questo, attingeva alle tradizioni gnostiche che valorizzavano la conoscenza segreta (gnosi) per la salvezza. Le sue interpretazioni scritturali erano spesso allegoriche e mistiche e differivano significativamente dal cristianesimo biblico.
Il Priscillianesimo ottenne molti seguaci in Hispania e in Gallia (l'odierna Francia). Tuttavia, la sua divergenza dal cristianesimo biblico allarmò i capi della Chiesa. Questa controversia raggiunse il culmine al Concilio di Saragosa, nel 380 d.C. Il Priscillianesimo non solo fu condannato come eretico, ma il concilio denunciò esplicitamente l'ascetismo e le interpretazioni non convenzionali delle Scritture. Come se non bastasse, Priscilliano fu accusato di stregoneria ed eresia. Nel 385, l'imperatore romano Magno Massimo ordinò l'esecuzione di Priscilliano, segnando il primo caso in cui un cristiano praticante, per giunta ex vescovo, veniva messo a morte dal governo con l'accusa di eresia.
Il rigoroso ascetismo del Priscillianesimo è in conflitto con la dottrina della libertà cristiana. Se da un lato la Bibbia ordina ai credenti di avere autocontrollo e mette in guardia dagli eccessi (1 Corinzi 9:27), dall'altro afferma che la vera giustizia non si trova nel rispetto delle regole. In 1 Timoteo 4:1-5 Paolo dice:
"Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, per l'ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella propria coscienza, i quali vieteranno di maritarsi e imporranno di astenersi da cibi che Dio ha creato, affinché siano presi con rendimento di grazie da coloro che credono e che hanno conosciuto la verità. Infatti tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rigettare, quando è usato con rendimento di grazie, perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera".
La visione dualistica del mondo del Priscillianesimo, che pone un'opposizione fondamentale tra spirito e materia fisica, contraddice il racconto biblico della creazione. Genesi 1:31 dichiara: "Allora DIO vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono". Pertanto, la materia non è intrinsecamente cattiva e la Bibbia non dice mai che lo sia.
L'enfasi di Priscilliano sulla conoscenza segreta è contraria alla dottrina della redenzione. La redenzione non si ottiene con la conoscenza; piuttosto, i peccatori ricevono la salvezza per fede nel sangue versato di Cristo (Giovanni 20:31). Dopo aver ricevuto il dono della salvezza, i credenti cresceranno nella vera sapienza e nella conoscenza, a disposizione di tutti. Paolo esprime il suo desiderio per tutti i credenti quando dice: "[…] affinché i loro cuori siano consolati, essendo essi uniti insieme nell'amore, ed ottengano tutte le ricchezze della piena certezza d'intelligenza per la conoscenza del mistero di Dio e Padre e di Cristo, in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza" (Colossesi 2:2-3).
Le interpretazioni allegoriche o mistiche delle Scritture distorcono la verità biblica. La Bibbia stessa mette in guardia dal distorcere i suoi insegnamenti. 2 Pietro 3:16: "Questo egli [Paolo] fa in tutte le sue epistole, in cui parla di queste cose. In esse vi sono alcune cose difficili da comprendere, che gli uomini ignoranti ed instabili torcono, come fanno con le altre Scritture, a loro propria perdizione". Questo avvertimento sottolinea l'importanza di un'interpretazione fedele e accurata. Le distorsioni delle Scritture portano alla distruzione.
Il Priscillianesimo non è altro che un cocktail di gnosticismo e manicheismo, che sono dottrine eretiche. Invece di lasciarsi influenzare da falsi insegnamenti, i credenti dovrebbero rimanere ancorati alla Parola di Dio. Così facendo, cresceremo e matureremo in Cristo, che è l'autore e il perfezionatore della nostra fede (Ebrei 12:2).