Domanda
Maria è la madre di Dio (Theotokos)?
Risposta
L'espressione "Madre di Dio" risale al III secolo e continua ad essere utilizzata in alcune Chiese liturgiche, tra cui la Chiesa cattolica romana. Uno dei temi trattati al Concilio di Efeso nel 431 d.C. fu l'uso del termine greco Theotokos (letteralmente, "colei che porta Dio" o "colei che dà alla luce Dio") in riferimento a Maria. L'uso del termine Theotokos da parte di quel concilio era inteso a contrastare l'eresia del nestorianesimo, che divideva in due la natura e la persona di Cristo: le nature umana e divina di Cristo erano completamente divergenti e non collegate. Secondo Nestorio, Maria diede alla luce Cristo ma non Dio; Maria era la madre della Sua umanità, che era totalmente distinta dalla Sua divinità: Gesù era, in sostanza, due persone che condividevano un unico corpo. Il Concilio di Efeso affermò la piena divinità di Cristo e l'unità della Sua persona affermando che Maria aveva effettivamente portato Dio nel suo grembo. Maria è la “madre di Dio” nel senso che, poiché Gesù è Dio e Maria è la madre di Gesù, lei è la madre di Dio. Il Verbo si è fatto carne (Giovanni 1:14) e Maria Lo ha generato.
Dovremmo distinguere il termine Theotokos da "madre di Dio", poiché esiste una differenza sottile ma significativa. Il termine "madre di Dio" potrebbe essere erroneamente interpretato come se Maria fosse la fonte o l'origine di Dio, analogamente a come Giunone era la madre di Vulcano nella mitologia romana. Naturalmente, il Cristianesimo insegna che Dio è eterno e che Gesù Cristo ha una natura divina preesistente. L'idea che Maria sia la madre di Dio nel senso che fosse la fonte di Dio o in qualche modo antecedente a Dio o che sia lei stessa parte della Divinità è palesemente non biblica.
Il termine Theotokos, invece, è più specifico e meno soggetto a fraintendimenti. Theotokos implica semplicemente che Maria ha portato Dio nel suo grembo e gli ha dato alla luce. Maria è stata l’instrumentum humanum attraverso il quale l’eterno Figlio di Dio ha assunto un corpo umano e una natura umana ed è entrato nel mondo. Il termine Theotokos era un'espressione succinta dell'insegnamento biblico dell'Incarnazione, ed è così che il Concilio di Efeso usò la parola. Maria è la "Portatrice di Dio" in quanto nel suo corpo la persona divina di Dio Figlio ha assunto la natura umana oltre alla Sua natura divina preesistente. Poiché Gesù è pienamente Dio e pienamente uomo, è corretto dire che Maria ha "portato" Dio.
Sebbene il termine Theotokos fosse originariamente utilizzato per aiutare a spiegare l’Incarnazione, oggi molte persone lo usano, o il correlato "Madre di Dio", per esprimere qualcosa di diverso. Nel corso degli anni, molte leggende si sono accumulate attorno alla figura di Maria, che è diventata oggetto di culto a sé stante. Circa 350 anni dopo che il Concilio di Efeso utilizzò il termine Theotokos in riferimento a Maria, il Secondo Concilio di Nicea dichiarò: "Onoriamo, salutiamo e veneriamo con riverenza [...] l'immagine di [...] nostra Signora immacolata, la santissima madre di Dio". Ciò dimostra la tendenza all’interno della Chiesa romana a passare da un’attenzione all’Incarnazione di Dio alla venerazione della “Madre di Dio”, fino al punto di onorare le sue immagini e pregare lei come “Regina del Cielo”, “Benefattrice” e “Mediatrice”. La necessità di tale venerazione non è implicita nel termine Theotokos, ma alcune persone la deducono erroneamente.
I leader cattolici insegnano ai propri fedeli a rivolgersi a Maria per trovare aiuto nei momenti di bisogno: "In verità dai tempi più antichi la beata Vergine è venerata col titolo di "Madre di Dio", sotto il cui presidio i fedeli, pregandola, si rifugiano in tutti i loro pericoli e le loro necessità" (Catechismo della Chiesa Cattolica, Parte I, Sezione 2, Capitolo 3, Articolo 9, Paragrafo 6, 971). Le Chiese orientali usano ancora il termine Theotokos e cantano a Maria inni chiamati theotokia. Questa parte di un theotokion proviene dalla liturgia della Chiesa copta ortodossa: "Tu sei l’orgoglio delle vergini, o Maria Theotokos. / Tu sei la città dell’anima, dove dimorava l’Altissimo, che siede sul trono dei Cherubini... / O Vergine Maria, santa Madre di Dio, fidata avvocata del genere umano. / Intercedi per noi presso Cristo che hai partorito, affinché Egli ci conceda il perdono dei nostri peccati" (da The Friday Theotokia – Watos). Queste visioni di Maria rappresentano un allontanamento teologico da Cristo come nostro unico Redentore e Intercessore (1 Timoteo 2:5) e un'enfasi eccessiva su Maria come "Madre di Dio".
Dovremmo distinguere il termine Theotokos da "madre di Dio", poiché esiste una differenza sottile ma significativa. Il termine "madre di Dio" potrebbe essere erroneamente interpretato come se Maria fosse la fonte o l'origine di Dio, analogamente a come Giunone era la madre di Vulcano nella mitologia romana. Naturalmente, il Cristianesimo insegna che Dio è eterno e che Gesù Cristo ha una natura divina preesistente. L'idea che Maria sia la madre di Dio nel senso che fosse la fonte di Dio o in qualche modo antecedente a Dio o che sia lei stessa parte della Divinità è palesemente non biblica.
Il termine Theotokos, invece, è più specifico e meno soggetto a fraintendimenti. Theotokos implica semplicemente che Maria ha portato Dio nel suo grembo e gli ha dato alla luce. Maria è stata l’instrumentum humanum attraverso il quale l’eterno Figlio di Dio ha assunto un corpo umano e una natura umana ed è entrato nel mondo. Il termine Theotokos era un'espressione succinta dell'insegnamento biblico dell'Incarnazione, ed è così che il Concilio di Efeso usò la parola. Maria è la "Portatrice di Dio" in quanto nel suo corpo la persona divina di Dio Figlio ha assunto la natura umana oltre alla Sua natura divina preesistente. Poiché Gesù è pienamente Dio e pienamente uomo, è corretto dire che Maria ha "portato" Dio.
Sebbene il termine Theotokos fosse originariamente utilizzato per aiutare a spiegare l’Incarnazione, oggi molte persone lo usano, o il correlato "Madre di Dio", per esprimere qualcosa di diverso. Nel corso degli anni, molte leggende si sono accumulate attorno alla figura di Maria, che è diventata oggetto di culto a sé stante. Circa 350 anni dopo che il Concilio di Efeso utilizzò il termine Theotokos in riferimento a Maria, il Secondo Concilio di Nicea dichiarò: "Onoriamo, salutiamo e veneriamo con riverenza [...] l'immagine di [...] nostra Signora immacolata, la santissima madre di Dio". Ciò dimostra la tendenza all’interno della Chiesa romana a passare da un’attenzione all’Incarnazione di Dio alla venerazione della “Madre di Dio”, fino al punto di onorare le sue immagini e pregare lei come “Regina del Cielo”, “Benefattrice” e “Mediatrice”. La necessità di tale venerazione non è implicita nel termine Theotokos, ma alcune persone la deducono erroneamente.
I leader cattolici insegnano ai propri fedeli a rivolgersi a Maria per trovare aiuto nei momenti di bisogno: "In verità dai tempi più antichi la beata Vergine è venerata col titolo di "Madre di Dio", sotto il cui presidio i fedeli, pregandola, si rifugiano in tutti i loro pericoli e le loro necessità" (Catechismo della Chiesa Cattolica, Parte I, Sezione 2, Capitolo 3, Articolo 9, Paragrafo 6, 971). Le Chiese orientali usano ancora il termine Theotokos e cantano a Maria inni chiamati theotokia. Questa parte di un theotokion proviene dalla liturgia della Chiesa copta ortodossa: "Tu sei l’orgoglio delle vergini, o Maria Theotokos. / Tu sei la città dell’anima, dove dimorava l’Altissimo, che siede sul trono dei Cherubini... / O Vergine Maria, santa Madre di Dio, fidata avvocata del genere umano. / Intercedi per noi presso Cristo che hai partorito, affinché Egli ci conceda il perdono dei nostri peccati" (da The Friday Theotokia – Watos). Queste visioni di Maria rappresentano un allontanamento teologico da Cristo come nostro unico Redentore e Intercessore (1 Timoteo 2:5) e un'enfasi eccessiva su Maria come "Madre di Dio".