Domanda
Cosa significa che Gesù è il nostro Redentore?
Risposta
Un redentore è colui a cui è affidato il compito di garantire la liberazione di qualcuno dall’oppressione, dal male, dalla schiavitù o da qualsiasi altro vincolo. Un redentore ripristina i diritti e le libertà perdute di un altro vendicando ogni torto e pagando qualsiasi prezzo necessario per liberare quella persona. Il ruolo di “Redentore” è assegnato in modo unico a Gesù Cristo, che salva i credenti “dal dominio delle tenebre” e li conduce nel regno di luce di Dio (Colossesi 1:13-14).
Nell’Antico Testamento, due parole principali e i loro derivati comunicano il concetto di redenzione. Il verbo gaʾal significa "ricomprare; riscattare o redimere pagando il prezzo". Il termine è usato in Esodo 6:6 e 15:13 per designare l’atto sovrano di Dio di redimere Israele dalla schiavitù in Egitto (vedi anche Salmo 77:15). Da questo momento in poi, il Signore si rivela come liberatore, redimendo il popolo dal pericolo, dall’oppressione, dalla schiavitù e dalla morte (Salmo 72:14; 103:4; 106:10; 107:2; Geremia 32:16-44; 50:34; Isaia 43:1; 48:20). Nel libro di Ruth, Boaz agisce come parente redentore nei confronti di Ruth e Naomi (Ruth 2:20), liberandole dalla miseria e dalla vedovanza riacquistando la terra di Elimelech e prendendo Ruth come moglie (Ruth 4:1-12).
L’idea di redenzione dal peccato è inclusa nel termine giuridico dell’Antico Testamento padah (Salmo 26:11; 49:7; 103:8; 130:8; Isaia 1:27; 59:20), che è associato a un animale che viene sostituito come prezzo di riscatto per una persona o per un altro animale (Esodo 13:13; 34:20). In combinazione con il sistema sacrificale di Israele per il peccato, questi termini e concetti servivano come costante promemoria del fatto che era necessario pagare un prezzo o un riscatto affinché qualcuno fosse liberato dalla colpa e dalla pena del peccato.
Il tema della redenzione si sviluppa ulteriormente nel Nuovo Testamento con altri due termini. Il primo è lutron, che significa “redimere”, “liberare” o “riscattare”. I Vangeli usano questa parola per esprimere il cuore della missione di Cristo come Redentore: Gesù venne "per dare la sua vita in riscatto per molti" (Matteo 20:28; cfr. anche Marco 10:45). La sua morte sulla croce pagò il prezzo del riscatto per liberare i peccatori dalla schiavitù del peccato (Apocalisse 1:5; Romani 3:23-24; 6:18, 22; Ebrei 9:15; Tito 2:14; Tito 3:3-5; 1 Pietro 3:18). Proprio come i sacrifici animali dell’Antico Testamento pagavano per i peccati di Israele, Cristo "portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno" e saldò il debito che avevamo contratto (1 Pietro 2:24).
Un altro termine del Nuovo Testamento, agorazein (e i suoi derivati), è usato per esprimere la natura costosa dell’opera redentrice di Dio in Cristo (1 Corinzi 6:20; Galati 4:5). La redenzione è costata a Gesù, il nostro Redentore, tutto: "Cristo ci ha liberati dalla maledizione pronunciata dalla legge. Quando fu appeso alla croce, prese su di sé la maledizione per le nostre trasgressioni. Poiché è scritto nelle Scritture: “Maledetto chiunque è appeso a un albero”" (Galati 3:13, NLT; vedi anche 1 Corinzi 7:22-24). Cristo ha pagato il riscatto per assicurarci la libertà dal peccato e dalla morte con il Suo prezioso sangue (Atti 20:28; Efesini 1:7; Ebrei 9:12-14; 13:11-12; Apocalisse 1:5; 5:9-10). L’apostolo Pietro testimoniò: "Voi sapete infatti che non è con cose corruttibili, come argento o oro, che siete stati riscattati dalla vana condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza macchia e senza difetto" (1 Pietro 1:18-19).
In tutta la Bibbia, l’opera di redenzione di Dio indica Gesù come il Redentore supremo dell’umanità (Isaia 63:16). Cristo è il compimento del tema redentivo delle Scritture (Romani 3:25).
Sebbene i nostri peccati ci avessero separati da Dio, il Padre, nel Suo amore e nella Sua misericordia, ha sancito la missione di salvataggio definitiva inviando Suo Figlio come nostro Redentore. Cristo ha dato la Sua vita affinché noi potessimo vivere (Giovanni 3:16; 10:10-11). I credenti sono "giustificati dal Suo sangue" e "salvati dall’ira di Dio per mezzo di Lui!" (Romani 5:9). Siamo perdonati e purificati dai nostri peccati (Matteo 26:28; Ebrei 9:14; Efesini 1:7; Colossesi 1:14; 1 Giovanni 1:7), liberati dal senso di colpa e dalla condanna (Ebrei 9:14; Romani 5:9; 8:1-2) e riportati alla comunione con Dio (1 Giovanni 1:6-9; Romani 5:10; Efesini 2:13; Colossesi 1:19-22; Efesini 2:14). Gesù, il nostro Redentore, ci libera dalle forze del male e dai poteri delle tenebre nel mondo (Atti 26:18; Colossesi 1:13; 2:20; Galati 1:4) e ci salva dai "terrori del giudizio a venire" (1 Tessalonicesi 1:10; 5:9).
L’apostolo Paolo spiega che la nostra completa redenzione sarà sperimentata in futuro. In questo momento, abbiamo "lo Spirito Santo dentro di noi come un assaggio della gloria futura", mentre "aspettiamo con ardente speranza il giorno in cui Dio ci darà i nostri pieni diritti come suoi figli adottivi, compresi i nuovi corpi che ci ha promesso" (Romani 8:23, NLT). Nello stato eterno, godremo di ogni aspetto glorioso dell’eredità spirituale che Dio ha promesso al Suo popolo (Efesini 1:14; Romani 8:17-18; 1 Pietro 1:3-5). Oh, che Redentore abbiamo in Gesù! Che possiamo sempre ricordare e gioire della liberazione e della libertà che Egli ci dona.
Nell’Antico Testamento, due parole principali e i loro derivati comunicano il concetto di redenzione. Il verbo gaʾal significa "ricomprare; riscattare o redimere pagando il prezzo". Il termine è usato in Esodo 6:6 e 15:13 per designare l’atto sovrano di Dio di redimere Israele dalla schiavitù in Egitto (vedi anche Salmo 77:15). Da questo momento in poi, il Signore si rivela come liberatore, redimendo il popolo dal pericolo, dall’oppressione, dalla schiavitù e dalla morte (Salmo 72:14; 103:4; 106:10; 107:2; Geremia 32:16-44; 50:34; Isaia 43:1; 48:20). Nel libro di Ruth, Boaz agisce come parente redentore nei confronti di Ruth e Naomi (Ruth 2:20), liberandole dalla miseria e dalla vedovanza riacquistando la terra di Elimelech e prendendo Ruth come moglie (Ruth 4:1-12).
L’idea di redenzione dal peccato è inclusa nel termine giuridico dell’Antico Testamento padah (Salmo 26:11; 49:7; 103:8; 130:8; Isaia 1:27; 59:20), che è associato a un animale che viene sostituito come prezzo di riscatto per una persona o per un altro animale (Esodo 13:13; 34:20). In combinazione con il sistema sacrificale di Israele per il peccato, questi termini e concetti servivano come costante promemoria del fatto che era necessario pagare un prezzo o un riscatto affinché qualcuno fosse liberato dalla colpa e dalla pena del peccato.
Il tema della redenzione si sviluppa ulteriormente nel Nuovo Testamento con altri due termini. Il primo è lutron, che significa “redimere”, “liberare” o “riscattare”. I Vangeli usano questa parola per esprimere il cuore della missione di Cristo come Redentore: Gesù venne "per dare la sua vita in riscatto per molti" (Matteo 20:28; cfr. anche Marco 10:45). La sua morte sulla croce pagò il prezzo del riscatto per liberare i peccatori dalla schiavitù del peccato (Apocalisse 1:5; Romani 3:23-24; 6:18, 22; Ebrei 9:15; Tito 2:14; Tito 3:3-5; 1 Pietro 3:18). Proprio come i sacrifici animali dell’Antico Testamento pagavano per i peccati di Israele, Cristo "portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno" e saldò il debito che avevamo contratto (1 Pietro 2:24).
Un altro termine del Nuovo Testamento, agorazein (e i suoi derivati), è usato per esprimere la natura costosa dell’opera redentrice di Dio in Cristo (1 Corinzi 6:20; Galati 4:5). La redenzione è costata a Gesù, il nostro Redentore, tutto: "Cristo ci ha liberati dalla maledizione pronunciata dalla legge. Quando fu appeso alla croce, prese su di sé la maledizione per le nostre trasgressioni. Poiché è scritto nelle Scritture: “Maledetto chiunque è appeso a un albero”" (Galati 3:13, NLT; vedi anche 1 Corinzi 7:22-24). Cristo ha pagato il riscatto per assicurarci la libertà dal peccato e dalla morte con il Suo prezioso sangue (Atti 20:28; Efesini 1:7; Ebrei 9:12-14; 13:11-12; Apocalisse 1:5; 5:9-10). L’apostolo Pietro testimoniò: "Voi sapete infatti che non è con cose corruttibili, come argento o oro, che siete stati riscattati dalla vana condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza macchia e senza difetto" (1 Pietro 1:18-19).
In tutta la Bibbia, l’opera di redenzione di Dio indica Gesù come il Redentore supremo dell’umanità (Isaia 63:16). Cristo è il compimento del tema redentivo delle Scritture (Romani 3:25).
Sebbene i nostri peccati ci avessero separati da Dio, il Padre, nel Suo amore e nella Sua misericordia, ha sancito la missione di salvataggio definitiva inviando Suo Figlio come nostro Redentore. Cristo ha dato la Sua vita affinché noi potessimo vivere (Giovanni 3:16; 10:10-11). I credenti sono "giustificati dal Suo sangue" e "salvati dall’ira di Dio per mezzo di Lui!" (Romani 5:9). Siamo perdonati e purificati dai nostri peccati (Matteo 26:28; Ebrei 9:14; Efesini 1:7; Colossesi 1:14; 1 Giovanni 1:7), liberati dal senso di colpa e dalla condanna (Ebrei 9:14; Romani 5:9; 8:1-2) e riportati alla comunione con Dio (1 Giovanni 1:6-9; Romani 5:10; Efesini 2:13; Colossesi 1:19-22; Efesini 2:14). Gesù, il nostro Redentore, ci libera dalle forze del male e dai poteri delle tenebre nel mondo (Atti 26:18; Colossesi 1:13; 2:20; Galati 1:4) e ci salva dai "terrori del giudizio a venire" (1 Tessalonicesi 1:10; 5:9).
L’apostolo Paolo spiega che la nostra completa redenzione sarà sperimentata in futuro. In questo momento, abbiamo "lo Spirito Santo dentro di noi come un assaggio della gloria futura", mentre "aspettiamo con ardente speranza il giorno in cui Dio ci darà i nostri pieni diritti come suoi figli adottivi, compresi i nuovi corpi che ci ha promesso" (Romani 8:23, NLT). Nello stato eterno, godremo di ogni aspetto glorioso dell’eredità spirituale che Dio ha promesso al Suo popolo (Efesini 1:14; Romani 8:17-18; 1 Pietro 1:3-5). Oh, che Redentore abbiamo in Gesù! Che possiamo sempre ricordare e gioire della liberazione e della libertà che Egli ci dona.