Domanda
Che cosa significa "Agnus Dei"?
Risposta
"Agnus Dei" è un'espressione latina. Tradotta in italiano, significa "Agnello di Dio".
Il fondamento biblico di questa immagine si trova in Giovanni 1:29: "Giovanni vide Gesù venire verso di lui e disse: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”" e in Apocalisse 5:9-14, dove l’Agnello che è stato immolato viene adorato: "“Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e con il tuo sangue hai acquistato per Dio persone di ogni tribù, lingua, popolo e nazione. Tu li hai costituiti un regno e sacerdoti per servire il nostro Dio, e regneranno sulla terra". Allora guardai e udii la voce di molti angeli, che erano a migliaia e migliaia, e a diecimila volte diecimila. Circondavano il trono, le creature viventi e gli anziani. A gran voce dicevano: “Degno è l’Agnello, che è stato immolato, di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore e gloria e lode!” Poi udii ogni creatura nel cielo e sulla terra e sotto la terra e sul mare, e tutto ciò che è in essi, dire: “A colui che siede sul trono e all’Agnello siano lode e onore e gloria e potenza, nei secoli dei secoli!” I quattro esseri viventi dicevano: "Amen", e gli anziani si prostrarono e adorarono".
Le immagini contenute in Apocalisse 5 catturano sia il sacrificio che la vittoria di Cristo, l’Agnello. Egli non è solo l’Agnus Dei immolato, ma anche l’Agnus Dei vittorioso, risorto e conquistatore.
Il termine Agnus Dei è diventato semi-tecnico nella storia della Chiesa e nella liturgia e può riferirsi a due cose:
1. Una figura di agnello con un'aureola e che porta una croce o uno stendardo. Questo simbolo di Cristo si trova spesso nelle opere d'arte ecclesiastiche e nelle vetrate colorate.
2. Una preghiera a Cristo, che fa parte della liturgia cattolica romana.
• In latino: "Agnus Dei, qui tolis peccata mundi, miserere nobis. Agnus Dei, qui tolis peccata mundi, dona nobis pacem."
• In italiano: “Agnus Dei, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnus Dei, che togli i peccati del mondo, donaci la pace.”
Il cantante e compositore Michael W. Smith ha scritto e arrangiato un inno moderno che porta il nome di Agnus Dei. La canzone, che contiene il ritornello “Degno è l’Agnello”, è diventata piuttosto popolare nelle chiese.
Sebbene cattolici ed evangelici concordino sul fatto che Gesù sia l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, esiste una differenza di applicazione che vale la pena notare:
Nella teologia cattolica romana, l’Agnus Dei è una preghiera di misericordia, come se si implorasse clemenza davanti a un giudice, senza conoscere l’esito finale. Per il fedele cattolico, questa preghiera fa parte del ciclo del peccato, della confessione e della penitenza attraverso il quale la grazia viene gradualmente infusa in modo che, col tempo, il peccatore diventi abbastanza giusto da giustificare Dio nel salvarlo.
Per l’evangelico che ha riposto la propria fiducia in Cristo per la salvezza, la preghiera dell’Agnus Dei, così come è formulata nella liturgia, assumerebbe un significato diverso. L'evangelico sa di aver già ricevuto misericordia ed è in pace con Dio attraverso la fede in Cristo. Quindi, per lui, questa preghiera assumerebbe un tono di ringraziamento per le benedizioni già ricevute. Forse la seguente formulazione rifletterebbe meglio la teologia: "Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, grazie per la tua misericordia verso di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, grazie per la tua pace".
Il fondamento biblico di questa immagine si trova in Giovanni 1:29: "Giovanni vide Gesù venire verso di lui e disse: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”" e in Apocalisse 5:9-14, dove l’Agnello che è stato immolato viene adorato: "“Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e con il tuo sangue hai acquistato per Dio persone di ogni tribù, lingua, popolo e nazione. Tu li hai costituiti un regno e sacerdoti per servire il nostro Dio, e regneranno sulla terra". Allora guardai e udii la voce di molti angeli, che erano a migliaia e migliaia, e a diecimila volte diecimila. Circondavano il trono, le creature viventi e gli anziani. A gran voce dicevano: “Degno è l’Agnello, che è stato immolato, di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore e gloria e lode!” Poi udii ogni creatura nel cielo e sulla terra e sotto la terra e sul mare, e tutto ciò che è in essi, dire: “A colui che siede sul trono e all’Agnello siano lode e onore e gloria e potenza, nei secoli dei secoli!” I quattro esseri viventi dicevano: "Amen", e gli anziani si prostrarono e adorarono".
Le immagini contenute in Apocalisse 5 catturano sia il sacrificio che la vittoria di Cristo, l’Agnello. Egli non è solo l’Agnus Dei immolato, ma anche l’Agnus Dei vittorioso, risorto e conquistatore.
Il termine Agnus Dei è diventato semi-tecnico nella storia della Chiesa e nella liturgia e può riferirsi a due cose:
1. Una figura di agnello con un'aureola e che porta una croce o uno stendardo. Questo simbolo di Cristo si trova spesso nelle opere d'arte ecclesiastiche e nelle vetrate colorate.
2. Una preghiera a Cristo, che fa parte della liturgia cattolica romana.
• In latino: "Agnus Dei, qui tolis peccata mundi, miserere nobis. Agnus Dei, qui tolis peccata mundi, dona nobis pacem."
• In italiano: “Agnus Dei, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Agnus Dei, che togli i peccati del mondo, donaci la pace.”
Il cantante e compositore Michael W. Smith ha scritto e arrangiato un inno moderno che porta il nome di Agnus Dei. La canzone, che contiene il ritornello “Degno è l’Agnello”, è diventata piuttosto popolare nelle chiese.
Sebbene cattolici ed evangelici concordino sul fatto che Gesù sia l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, esiste una differenza di applicazione che vale la pena notare:
Nella teologia cattolica romana, l’Agnus Dei è una preghiera di misericordia, come se si implorasse clemenza davanti a un giudice, senza conoscere l’esito finale. Per il fedele cattolico, questa preghiera fa parte del ciclo del peccato, della confessione e della penitenza attraverso il quale la grazia viene gradualmente infusa in modo che, col tempo, il peccatore diventi abbastanza giusto da giustificare Dio nel salvarlo.
Per l’evangelico che ha riposto la propria fiducia in Cristo per la salvezza, la preghiera dell’Agnus Dei, così come è formulata nella liturgia, assumerebbe un significato diverso. L'evangelico sa di aver già ricevuto misericordia ed è in pace con Dio attraverso la fede in Cristo. Quindi, per lui, questa preghiera assumerebbe un tono di ringraziamento per le benedizioni già ricevute. Forse la seguente formulazione rifletterebbe meglio la teologia: "Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, grazie per la tua misericordia verso di noi. Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, grazie per la tua pace".