Domanda
Qual era lo scopo del diluvio al tempo di Noè?
Risposta
Genesi 6 fornisce il triste resoconto dello stato dell'umanità prima del diluvio universale ai tempi di Noè. Genesi 6:5 afferma: "Ora l'Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo". Il livello di peccato e di corruzione della popolazione umana era sconcertante: la gente pensava di fare il male "in ogni tempo". La malvagità dell'umanità avrebbe portato a malattie, spargimenti di sangue e morte. I deboli o i non sani (neonati, bambini, donne e disabili) sarebbero stati sfruttati e messi costantemente in pericolo a causa delle azioni malvagie di altri.
Inoltre, "i figli di DIO videro che le figlie degli uomini erano belle, e presero per loro mogli tutte quelle che essi scelsero" (Genesi 6:2). Nella lingua ebraica, questi "figli di DIO" erano "bene elohim". Questo termine è solitamente applicato agli angeli (vedi Giobbe 1:6). La Genesi sembra affermare che, in qualche modo, ci fu un'unione fisica tra angeli e donne umane. La progenie innaturale di questa unione era costituita dai "giganti", in altre versioni "Nefilim" (Genesi 6:4). La parola Nefilim è traslitterata direttamente dall'ebraico. L'antica radice della parola implica una "caduta". Qualunque sia il significato di questa parola (che nella maggior parte delle traduzioni italiane è resa come "giganti"), la Scrittura descrive i Nefilim come "gli eroi che esistettero nei tempi antichi, sono gli uomini famosi di quei tempi". Alcuni teologi ritengono che Dio non potesse permettere che questa progenie corrotta esistesse sulla terra e che questo fosse uno dei motivi del diluvio.
Ciò che si può capire senza ombra di dubbio è che il mondo di allora, il mondo di Noè, era incredibilmente corrotto e pervertito. Genesi 6:6 ci dice che "L'Eterno si pentì di aver fatto l'uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo". Il "pentimento" del Signore è diverso dal nostro. Creare l'uomo a immagine di Dio non è stato un "errore" da parte del Signore. La parola ebraica nahem può anche essere tradotta "addolorato". Le azioni depravate dell'umanità hanno addolorato Dio nel Suo cuore santissimo.
Dio rispose al peccato dell'uomo in modo santo e giusto, ma anche in modo da salvare l'umanità. Il Signore disse: "Io sterminerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato, dall'uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli del cielo, perché mi pento di averli fatti». Ma Noè trovò grazia agli occhi dell'Eterno" (Genesi 6:7-8). Sì, tutti gli abitanti della terra morirono, tranne le otto persone che furono ritenute giuste agli occhi di Dio: Noè, la moglie di Noè, i tre figli di Noè e le loro mogli. Le Scritture indicano che Noè testimoniò al mondo l'imminente diluvio per 120 anni. Le persone che morirono nel diluvio morirono perché si rifiutarono di riconoscere Dio o di cercare il Suo perdono. Noè, invece, è descritto come giusto, irreprensibile e obbediente in quanto "camminò con DIO" (Genesi 6:9).
Noè e la sua famiglia divennero i nostri antenati. La popolazione inquinata e ingiusta del mondo di Noè scomparve dalla terra. L'umanità fu salvata e dalla stirpe del giusto Noè nacque il Figlio dell'uomo, Gesù Cristo nostro Signore, che morì per salvare coloro che invocano il Suo nome.
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Qual era lo scopo del diluvio al tempo di Noè?