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Domanda

Che cos’è il Montanismo?

Risposta


Il Montanismo prende il nome da un sedicente profeta di nome Montano, vissuto in Asia Minore nel II secolo d.C. Il Montanismo, chiamato anche eresia cataprigia o Nuova Profezia, insegnava che lo Spirito Santo continuasse a impartire nuove rivelazioni attraverso Montano e i suoi seguaci e che Gesù avrebbe presto portato la Nuova Gerusalemme in un luogo della Frigia.

Montano era stato sacerdote in un culto asiatico chiamato Cibele. Si unì alla Chiesa e affermò di possedere il dono della profezia. Eusebio, uno storico della Chiesa del III secolo, scrisse quanto segue su Montano: "Nella sua brama di leadership, divenne ossessionato e cadeva improvvisamente in stati di frenesia e convulsioni. Cominciò a entrare in estasi, a parlare e a esprimersi in modo strano, e profetizzava in contrasto con ciò che era consuetudine fin dagli albori della Chiesa. Coloro che lo ascoltavano erano convinti che fosse posseduto. Lo rimproverarono e gli proibirono di parlare, ricordando l’ammonimento del Signore Gesù di stare all’erta perché sarebbero venuti falsi profeti" (Storia ecclesiastica, 5.16.7-8). A Montano si unirono due donne, Priscilla e Massimilla, che profetizzavano anch’esse in stati di trance o di estasi.

Montano insisteva sul fatto che lo Spirito Santo parlasse attraverso di lui nelle sue espressioni estatiche. Infatti, sosteneva di essere l’incarnazione dello Spirito di Verità inviato da Gesù in adempimento di Giovanni 14:26. Anche i seguaci del Montanismo rivendicavano per sé l’ispirazione, affermando che le loro parole di rivelazione avessero la stessa autorità di qualsiasi cosa contenuta nella Scrittura. Spesso non si riusciva nemmeno a capirli. Erano noti per parlare in lingue sconosciute, far chiacchiere insensate e recitare frasi senza senso.

I montanisti si distinguevano dai cristiani "ordinari" in quanto si consideravano "pieni di Spirito", a differenza degli altri. I montanisti si consideravano detentori di una forma più avanzata di Cristianesimo, avendo ricevuto uno speciale battesimo dello Spirito che consentiva loro di vivere una vita di santità.

Montano e le sue due profetesse, che insieme si definivano "i Tre", insegnavano un rigido codice morale. Erano richiesti lunghi digiuni. Il matrimonio era scoraggiato e i secondi matrimoni erano categoricamente proibiti. I montanisti rifiutavano qualsiasi compromesso con l’autorità romana e molti di loro morirono da martiri. Lo stesso Montano esortava i suoi seguaci a "cercare […] di morire da martiri, affinché sia glorificato Colui che ha sofferto per voi" (Tertulliano, De Fuga in Persecutione, 9).

Il Montanismo insegnava che lo Spirito Santo fosse venuto (nella forma di Montano) per purificare la Chiesa in preparazione al prossimo ritorno di Gesù Cristo. Essi attendevano che la Nuova Gerusalemme scendesse dal cielo su una pianura in Frigia, vicino a Pepuza, sede centrale dei montanisti in Asia Minore. Per prepararsi al meglio al regno imminente, molti montanisti emigrarono in quella zona.

A partire dal 177 d.C. circa, una ventina d’anni dopo che Montano aveva iniziato a promuovere i suoi doni carismatici, la Chiesa lo respinse insieme alle sue due profetesse. Un’eccezione degna di nota fu Tertulliano, che difese il movimento e divenne un leader dei montanisti a Cartagine. Vari sinodi locali iniziarono a condannare il Montanismo per la sua natura divisiva e per il suo insegnamento di una nuova rivelazione. I Tre sostennero l’autenticità delle loro profezie. Quando Massimilla fu scomunicata, disse: "Sono scacciata dal gregge come un lupo; non sono un lupo, ma sono parola, spirito e potenza" (citato in www.newadvent.org/cathen/10521a.htm, consultato il 28/11/22).

La Chiesa primitiva non rifiutava ogni forma di profezia, ma si aspettava che i profeti del Nuovo Testamento seguissero il modello dei precedenti profeti di Dio. I profeti dell’Antico Testamento erano razionali nel pensiero e nelle azioni. Trasmettevano un messaggio comprensibile; mantenevano sempre il controllo; parlavano con ragione e discernimento. Al contrario, Montano, Priscilla e Massimilla erano irrazionali quando profetizzavano. Inoltre, l’insegnamento montanista di un Cristianesimo a due livelli (coloro che hanno lo Spirito e coloro che non ce l’hanno) era non biblico. E le affermazioni inquietanti di Montano, come "Io sono il Padre, il Verbo e il Paraclito" (ibid., consultato il 28/11/22), rafforzarono la necessità di separare la Chiesa dal Montanismo.

Montano sosteneva di essere perseguitato proprio come Gesù aveva predetto che sarebbero stati i Suoi veri seguaci in Matteo 23:34. Tuttavia, coloro che si opponevano a Montano facevano notare che né lui né i suoi seguaci avevano mai subito alcuna persecuzione o martirio a causa delle peculiarità della loro dottrina. I montanisti che morirono da martiri lo fecero per il rifiuto biblico di piegare il ginocchio davanti a Cesare e agli dèi romani.

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