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Domanda

Chi era Maher-Shalal-Hash-Baz?

Risposta


Maher-Shalal-Hash-Baz era un figlio del profeta Isaia. Il nome di questo figlio è piuttosto complicato da pronunciare, ma è anche ricco di significato. Maher-Shalal-Hash-Baz è menzionato in questo passo: "Il Signore mi disse: "Prendi un rotolo grande e scrivi su di esso con una penna comune: Maher-Shalal-Hash-Baz". Allora chiamai il sacerdote Uria e Zaccaria, figlio di Jeberekia, come testimoni affidabili per me. Poi andai dalla profetessa, che concepì e partorì un figlio. E il Signore mi disse: "Chiamalo Maher-Shalal-Hash-Baz. Poiché prima che il bambino sappia dire "mio padre" o "mia madre", le ricchezze di Damasco e il bottino di Samaria saranno portati via dal re d’Assiria"" (Isaia 8:1-4).

La Scrittura riporta i nomi di due figli del profeta Isaia. Entrambi i nomi erano simbolici e contenevano messaggi da parte di Dio rivolti al re di Giuda, Acaz, e a noi oggi (cfr. Romani 15:4). Maher-Shalal-Hash-Baz può essere tradotto con "Accelera il bottino e affretta il saccheggio".

Isaia iniziò il suo ministero in Giuda nel 740 a.C., alla fine del lungo e relativamente prospero regno del re Uzzia (Isaia 6:1). Gli anni che seguirono immediatamente furono i più turbolenti nella storia del regno diviso di Giuda e Israele. Il re assiro Tiglat-Pileser III (745-727 a.C.) stava conquistando gran parte del Medio Oriente, comprese le nazioni circostanti Israele. L’Impero assiro si estendeva per ben oltre 1.500 miglia, dal Golfo Persico fino in profondità nell’Egitto. La strategia militare assira combinava un numero enorme di truppe, una tecnologia d’assedio avanzata, una ferocia sconvolgente e deportazioni di massa per terrorizzare e sottomettere i popoli conquistati.

Intorno al 735 o 734 a.C., i re di Siria (Damasco) e di Israele (Samaria) chiesero al re di Giuda, Acaz, di allearsi con loro contro l’Assiria. Quando Acaz rifiutò, i due re attaccarono Giuda, dando inizio alla guerra siro-efraimita (Efraim era la tribù dominante del regno settentrionale di Israele e quindi identificata con quel regno). I due re invasero rapidamente gran parte di Giuda, provocando un grande massacro (2 Cronache 28:5-8), per poi assediare Gerusalemme (2 Re 16:5).

Acaz e tutto il popolo di Giuda erano terrorizzati (Isaia 7:2). Ma invece di confidare nel Signore come consigliava Isaia, l’apostata Acaz cercò protezione attraverso un’alleanza con l’Assiria. Inviò l’argento e l’oro del tempio e del proprio tesoro reale, offrendo Giuda come un altro stato vassallo del crescente impero (2 Re 16:7-8).

Fu proprio durante questa crisi nazionale che nacque il secondo figlio di Isaia, come profetizzato, come segno per Acaz e Giuda. Prima ancora che il bambino fosse concepito, Dio aveva fatto redigere a Isaia un documento legale contenente le quattro parole del nome del suo futuro figlio: Maher-Shalal-Hash-Baz (Isaia 8:1-2). Il nome significa letteralmente "Velocità-bottino-fretta-saccheggio" o "Rapido al bottino, veloce al saccheggio". Il messaggio di Dio ad Acaz era che entrambi i nemici di Giuda sarebbero stati sconfitti e saccheggiati. Giuda sarebbe stata salvata. Il documento contenente il nome Maher-Shalal-Hash-Baz simboleggiava un atto di proprietà che trasferiva le ricchezze di Damasco e di Israele al re d’Assiria.

Maher-Shalal-Hash-Baz, il futuro figlio di Isaia, chiamato con le stesse quattro parole del documento, rivelò l’arco di tempo della sconfitta di Israele e della Siria: un periodo compreso tra il concepimento di Maher-Shalal-Hash-Baz e "prima che il bambino sappia dire "mio padre" o "mia madre"" (Isaia 8:3-4). Cioè, Giuda sarebbe stato salvato prima che Maher-Shalal-Hash-Baz compisse i due anni, per un totale di meno di tre anni, contando il tempo trascorso dal bambino nel grembo materno.

La profezia si adempì nel 732 a.C., quando sia la Siria che Israele furono conquistati dall’Assiria. Un decennio dopo l’Assiria portò via le ricchezze di Israele e gran parte del suo popolo, cancellandone l’identità nazionale. Gli israeliti rimasti nel paese si sposarono con vari occupanti stranieri inviati dai loro conquistatori (2 Re 17:24), dando infine origine alla razza disprezzata dei samaritani (cfr. Giovanni 4:9; 8:48).

In un primo momento, sembrò che il piano del re Acaz di allearsi con l’Assiria fosse un grande successo per Giuda. Ma ben presto si verificarono le terribili conseguenze indesiderate del fatto di aver risolto i propri problemi a modo suo anziché secondo la volontà di Dio, proprio come aveva profetizzato Isaia (Isaia 7:17-25). Giuda divenne uno stato vassallo al quale l’Assiria imponeva un pesante tributo annuale — del tutto superfluo, poiché Dio aveva già previsto di usare l’Assiria per salvare Giuda senza che Acaz ne chiedesse l’aiuto (Isaia 8:4). Nel giro di trent’anni, questo "alleato" avrebbe devastato Giuda e avrebbe posto le sue possenti macchine d’assedio davanti alle mura di Gerusalemme (Isaia 36).

Il messaggio di Maher-Shalal-Hash-Baz al testardo re Acaz contiene anche insegnamenti per noi oggi:

1) Per quanto potenti e terrificanti possano essere i tuoi nemici, non temerli; confida piuttosto in Dio, che ha il pieno controllo (Romani 8:28; Salmo 33:10-11). Dio è la nostra forza e la nostra difesa (Esodo 15:2; Giudici 7:2; Isaia 12:2). Quando in seguito l’Assiria attaccò Gerusalemme nel 701 a.C., il pio re Ezechia, per quanto terrorizzato, accettò la profezia di Isaia e si rivolse a Dio in cerca di aiuto. Gerusalemme fu miracolosamente liberata (Isaia 37).

2) Non stupitevi degli strumenti che Dio usa per compiere la Sua volontà. Egli può usare i malvagi per realizzare i Suoi piani di bene (Genesi 50:20; 2 Cronache 36:15-17).

3) Essere usati come strumenti di Dio non garantisce future benedizioni per i malvagi, sia che si tratti di singoli individui (1 Re 14:7-11) sia di imperi (Isaia 10:12; Geremia 50:18). La malvagità dell’Assiria sarebbe stata punita (Isaia 10:15-17), una profezia che si adempì con la morte di 185.000 soldati che attaccavano Gerusalemme (Isaia 37:36) e con la distruzione totale dell’Impero assiro (Isaia 13:1-14:27).

4) Come il nome di Maher-Shalal-Hash-Baz era stato scritto in un contratto legale prima ancora che fosse concepito, Dio ha scritto il piano per tutta la nostra vita prima che fossimo concepiti (Salmo 139:16; Geremia 1:5), persino prima dell’inizio dei tempi (Romani 8:29-30; Efesini 1:4-5; 2 Timoteo 1:9).

Credere in queste potenti verità e agire in base ad esse con fede canalizza la potenza di Dio Onnipotente per fare la differenza non solo nelle nostre vite, ma possibilmente anche nelle nostre comunità, nella nostra nazione e nel mondo intero (Matteo 17:20; Giovanni 14:12).

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