Domanda
Madre Teresa è andata in paradiso?
Risposta
Madre Teresa, o Teresa di Calcutta (1910-1997), nacque con il nome di Agnes Gonxha Bojaxhiu in Macedonia. Madre Teresa era una suora cattolica e missionaria e si distingue senza dubbio tra le figure religiose umanitarie più famose e amate del XX secolo. Mettendo da parte le recenti voci degli scettici secondo cui la bella storia caritatevole di Madre Teresa sarebbe stata esagerata e, a volte, inventata dai media e dalla Chiesa cattolica, e supponendo semplicemente che fosse in tutto e per tutto lo spirito benevolo per cui era conosciuta, vediamo una donna che ha posto l’asticella molto in alto nell’ambito degli sforzi umanitari. È nota per aver sviluppato organizzazioni internazionali di missionari; per aver fondato un orfanotrofio; per aver avviato una casa di cura, cliniche sanitarie e una clinica per famiglie; e per essersi dedicata a varie altre opere di beneficenza. Forse Madre Teresa è celebrata soprattutto per la sua scelta di rinunciare personalmente ai lussi e alle comodità comuni per prendersi cura delle persone più indigenti nei luoghi più poveri. I suoi famosi sforzi umanitari e la sua vita di sacrificio le hanno valso vari onori, premi e riconoscimenti in tutto il mondo e, grazie a tutto questo e alle sue devote credenze religiose, molte persone di varie fedi credono che sia senza dubbio entrata nel riposo eterno in paradiso.
Se si potesse andare in paradiso grazie a nobili atti umanitari, e se si potesse andare in paradiso essendo devotamente religiosi, allora sarebbe facile concludere che Madre Teresa ora dimori in paradiso con il Signore. Tuttavia, la Bibbia, contrariamente all’insegnamento cattolico, afferma chiaramente che le buone opere e la religiosità non meritano la grazia né garantiscono la salvezza. Dio chiarisce che siamo salvati dall’inferno eterno solo quando nasciamo di nuovo attraverso il pentimento e la fede in Cristo Gesù (vedi Giovanni 3:3; Matteo 4:17; Marco 1:14-15; Luca 13:3; 23:39-43; Romani 10:9-11; Atti 4:12). Forse il passo più terrificante della Bibbia riguardo alle persone che dovevano sembrare giuste agli occhi del mondo ma che furono respinte da Dio è Matteo 7:21-23: "Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?". E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità"".
Per quanto riguarda la salvezza e l'eternità in cielo, la volontà di Dio è semplice e chiara nella Sua Parola: dobbiamo ricevere l'imputazione della giustizia di Dio. Questa imputazione della giustizia non deriva dalle nostre buone opere, ma dall'opera compiuta da Cristo. Dio ci attribuirà la giustizia: la attribuirà a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore. Egli "è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione" (Romani 4:25).
Madre Teresa non rientra forse nel versetto di Romani 3:12: "Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili; non c'è alcuno che faccia il bene, neppure uno"? Isaia 64:6 afferma che tutte le nostre opere giuste sono come "un abito sporco". A parte l’opera di Cristo in noi, nessuno piace a Dio e nessuna quantità di "bene" che facciamo ci garantirà mai l’ingresso in paradiso, nemmeno a Madre Teresa. È vero che la fede salvifica produce buone opere, ma le buone opere non possono mai produrre la salvezza (vedi Romani 3:27-28; Matteo 7:21-23).
L'impegno umanitario di Madre Teresa era ammirevole, degno di lode e, senza dubbio, avrebbe potuto essere e potrebbe ancora essere utilizzato oggi da Dio secondo la Sua perfetta volontà. Quando si tratta però di entrare in paradiso, le sue opere sincere non avrebbero mai potuto condurla lì. "Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, non per opere, perché nessuno si glori" (Efesini 2:8-9).
Madre Teresa scrisse una volta in una lettera a una confidente: "Dov’è la mia fede? Anche nel profondo… non c’è altro che vuoto e oscurità… Se Dio esiste, ti prego, perdonami". E, otto anni dopo: "Un desiderio così profondo di Dio… Rifutata, vuota, senza fede, senza amore, senza zelo" (Mother Teresa: Come Be My Light, Doubleday, 2007). Secondo le lettere raccolte dal Vaticano, i dubbi di Madre Teresa continuarono fino alla sua morte. Questo forse offre il quadro più chiaro e che fa riflettere di più su dove si trovasse realmente rispetto al Signore, almeno in quei particolari momenti della sua vita. Nessuno può dire con certezza se Madre Teresa sia in paradiso o meno. La sua adesione alla dottrina cattolica e al suo sistema di salvezza basato sulle opere è certamente preoccupante. Possiamo solo sperare che, in un momento prima del suo ultimo respiro, Teresa abbia ricevuto la fede salvifica in Cristo e non abbia più riposto la sua fiducia nel Cattolicesimo o nelle sue ammirevoli opere come via per il paradiso. "Gesù gli disse: "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me"" (Giovanni 14:6).
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