Domanda
Chi era John Foxe? Che cos’è il Libro dei martiri di Foxe?
Risposta
John Foxe (scritto anche Fox, 1516-1587) fu un predicatore puritano inglese e storico della Chiesa. Fin da giovane, Foxe si distinse per la sua brillantezza e all’Università di Oxford conseguì un master e ottenne una borsa di studio (simile a una borsa di studio moderna) presso il Magdalen College. I suoi primi tentativi letterari riguardarono la poesia e le commedie in latino. Foxe iniziò a studiare la storia della Chiesa per comprendere meglio le controversie relative alla Chiesa cattolica e alla Riforma (vedi "Sketch of the Author" in Il libro dei martiri di Foxe, Create Space Independent Publishing, 2017, p. ix). Foxe studiò le Scritture e gli scritti dei Padri della Chiesa primitiva. Quando alla fine abbracciò pubblicamente il protestantesimo, fu denunciato come eretico dal college, perse la borsa di studio e fu ripudiato dalla sua famiglia. Per guadagnarsi da vivere si dedicò all’insegnamento privato e dovette vivere nascosto per un certo periodo.
Quando salì al trono Edoardo VI (1537-1553), che era favorevole al protestantesimo, Foxe poté tornare a muoversi liberamente in pubblico. Tuttavia, quando salì al potere la cattolica Maria I ("Maria la Sanguinaria", 1516-1558) salì al potere, Foxe fuggì in Europa, dove iniziò a lavorare come tipografo. In Svizzera, Foxe pubblicò un’opera sui martiri della Chiesa primitiva, prima in latino (1554) e poi in inglese (1563). Poiché durante il regno di Maria molti protestanti inglesi subirono il martirio, Foxe sentì la necessità di ampliare la sua opera per includervi la storia più recente.
Con l’ascesa al trono della regina Elisabetta I, che era favorevole al protestantesimo, Foxe tornò in Inghilterra, dove ricevette una pensione da uno dei suoi ex allievi.
"Dopo il suo ritorno in Inghilterra, si dedicò alla revisione e all’ampliamento del suo ammirevole Martirologio. Con prodigioso impegno e studio costante portò a termine quella celebre opera in undici anni. Per garantire una maggiore accuratezza, scrisse ogni riga di questo vasto libro di proprio pugno e trascrisse personalmente tutti i documenti e gli atti. Ma a causa di una fatica così eccessiva, che non lasciava alcuna parte del suo tempo libera dallo studio, né gli concedeva né il riposo né lo svago richiesti dalla natura, la sua salute ne risentì a tal punto, e il suo aspetto divenne così emaciato e mutato, che gli amici e i parenti che lo frequentavano solo occasionalmente riuscivano a malapena a riconoscerlo. Eppure, sebbene si sentisse ogni giorno più esausto, proseguiva nei suoi studi con lo stesso vigore di sempre, né si lasciava persuadere a ridurre il suo consueto carico di lavoro. I papisti, prevedendo quanto la sua storia dei loro errori e delle loro crudeltà si sarebbe rivelata dannosa per la loro causa, ricorsero a ogni stratagemma per sminuire la reputazione della sua opera; ma la loro malizia fu di grande aiuto, sia per lo stesso signor Fox, sia per la Chiesa di Dio in generale, poiché alla fine rese il suo libro intrinsecamente più prezioso, inducendolo a valutare, con la massima attenzione, la certezza dei fatti che riportava e la validità delle fonti da cui attingeva le sue informazioni" ("Sketch of the Author", p. ix).
Il libro di Foxe era intitolato formalmente A History of the Lives, Sufferings, and Triumphant Deaths of Many of the Primitive As Well As Protestant Martyrs (Storia delle vite, delle sofferenze e delle morti trionfali di molti martiri primitivi e protestanti). Il titolo viene spesso riportato come Acts and Monuments of the Christian Church (Atti e monumenti della Chiesa cristiana), ma è ormai conosciuto semplicemente come Foxe’s Book of Martyrs (Il libro dei martiri di Foxe). Durante la vita di Foxe ne furono pubblicate quattro edizioni, poiché l’autore continuava a svolgere ricerche, a rispondere alle critiche e a incorporare nuovo materiale. L’edizione originale (1563) "era un volume di grande impatto, con un’ampia documentazione, una narrazione avvincente e illustrazioni xilografiche raccapriccianti, che includevano i resoconti di molti dei 300 martiri del regno di Maria" (christianitytoday.com/history/people/scholarsandscientists/john-foxe.html, consultato il 28/05/2020). La seconda edizione (1570) contava circa 2.500 pagine.
Il Libro dei martiri di Foxe è considerato una pietra miliare della storia della Chiesa e del martirologio. Ebbe un successo immediato e la seconda edizione "fu ordinata da esporre in ogni chiesa, sala comunale e college" in Inghilterra (ibid.). Dopo la morte di Foxe, altri hanno continuato ad arricchire l’opera includendo i martiri dal periodo successivo a Maria I fino ai giorni nostri, e il libro viene spesso pubblicato in versione ridotta.
Dopo la pubblicazione della sua opera, Foxe continuò a impegnarsi a favore della tolleranza religiosa in Inghilterra. Quando scoppiò la peste, invece di andarsene, rimase a svolgere il suo ministero a Londra come meglio poteva. Era amico dei poveri. Inoltre convinse la regina Elisabetta ad abbandonare la pratica di giustiziare gli oppositori religiosi ("Sketch of the Author", p. ix).
"Alla fine, dopo aver a lungo servito sia la Chiesa che il mondo con il suo ministero, con la sua penna e con lo splendore immacolato di una vita benevola, utile e santa, affidò umilmente la sua anima a Cristo il 18 aprile 1587, all’età di settant’anni. Fu sepolto nel coro di St. Giles’, a Cripplegate; di quella parrocchia era stato, all’inizio del regno di Elisabetta, per qualche tempo vicario" (ibid., p. ix)
Il Libro dei martiri di Foxe si rivelò estremamente influente nel plasmare la visione inglese del Cattolicesimo. È uno dei motivi per cui alla regina Maria I fu dato il soprannome di "Maria la Sanguinaria". Per decenni, il libro di Foxe e la Bibbia furono gli unici testi di lettura ampiamente accessibili alla popolazione inglese. John Bunyan aveva con sé quei due libri in prigione e li leggeva ripetutamente per trarne incoraggiamento e ispirazione mentre sopportava la propria persecuzione e scriveva Il pellegrinaggio del cristiano.
Di seguito sono riportate le principali divisioni dell’opera originale:
Primo libro: Gli atti e i monumenti, che coprono i trecento anni successivi alla nascita di Cristo, con le dieci persecuzioni della Chiesa primitiva.
Secondo libro: Che copre i trecento anni successivi, con particolare attenzione agli eventi accaduti in Inghilterra dal tempo del re Lucio a quello di Gregorio, e poi fino al tempo del re Egberto.
Il Terzo Libro: Dal regno di re Egberto fino all’epoca di Guglielmo il Conquistatore.
Il Quarto Libro: Che copre altri trecento anni, da Guglielmo il Conquistatore fino all’epoca di John Wycliffe, in cui viene descritto il regno orgoglioso e disordinato dell’Anticristo che comincia a manifestarsi nella Chiesa di Cristo.
Il quinto libro: Gli ultimi trecento anni a partire dalla liberazione di Satana.
Il sesto libro: Riguardante gli ultimi trecento anni a partire dalla liberazione di Satana.
Il settimo libro: Delle gesta e dei monumenti, a partire dal regno di re Enrico VIII.
L’Ottavo Libro: Riguardante gli ultimi trecento anni a partire dalla liberazione di Satana. Proseguimento della storia degli affari inglesi relativi a entrambi gli stati, sia ecclesiastico che civile e temporale.
Il Nono Libro: Proseguimento degli atti e delle vicende avvenute durante il regno di re Edoardo VI.
Libro decimo: L’inizio del regno della regina Maria.
Libro undicesimo: In cui si tratta del sanguinoso massacro dei santi di Dio, con i particolari procedimenti e i nomi di tali buoni martiri, sia uomini che donne, che, in questo periodo della regina Maria, furono messi a morte.
Libro XII: Contenente le azioni sanguinose e le persecuzioni degli avversari contro i fedeli e veri servitori di Cristo, con i particolari procedimenti e i nomi di coloro che furono massacrati a partire dall’inizio di gennaio del 1557, quinto anno del regno della regina Maria.
L’Appendice: Riguardante quelle note e questioni che sono state omesse in questa storia o inserite di recente.
English
Chi era John Foxe? Che cos’è il Libro dei martiri di Foxe?