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Domanda

Chi era Gregorio di Nazianzo?

Risposta


Gregorio di Nazianzo (330-389 d.C.) fu uno dei Padri Cappadoci, insieme a Basilio il Grande e Gregorio di Nissa. Gregorio di Nazianzo fu un eremita, teologo e difensore dell’ortodossia. Nacque ad Arianzo, un piccolo villaggio vicino a Nazianzo, una città situata nell’odierno territorio della Turchia occidentale. I suoi genitori erano persone profondamente devote e suo padre era vescovo di Nazianzo.

Gregorio studiò in vari centri di apprendimento (Cesarea, Alessandria e Atene) e ricevette un’istruzione classica e religiosa. Tuttavia, era determinato a diventare un eremita. Suo padre lo convinse invece a mettere il proprio talento al servizio della Chiesa. Gregorio cedette e accettò l’ordinazione, ma in seguito si pentì di quella decisione ed entrò comunque in un monastero.

Pur essendo un eremita, Gregorio si impegnò comunque negli affari della Chiesa. A Nicea sostenne la posizione difesa da Atanasio secondo cui Gesù è pienamente divino, e continuò a difendere con vigore questa posizione contro gli ariani anche dopo la conclusione del concilio.

L’imperatore Teodosio nominò Gregorio di Nazianzo vescovo di Costantinopoli. Il vescovo in carica all’epoca era un ariano e l’imperatore voleva sostituirlo. Poco dopo fu convocato il Concilio di Costantinopoli. Tra le altre cose, il concilio avrebbe dovuto riconoscere ufficialmente Gregorio come vescovo; tuttavia, a metà delle deliberazioni, egli ritirò la propria candidatura. Gregorio potrebbe essersi ritirato in parte perché non era mai stato suo desiderio diventare vescovo — e inoltre soffriva di salute cagionevole — ma la ragione dichiarata da Gregorio per il ritiro fu che riteneva che, assumendo la carica, avrebbe antagonizzato i suoi nemici teologici e causato ulteriori divisioni all’interno della Chiesa. La sua speranza era quella della riunificazione e dell’unità. Sebbene Gregorio rifiutasse ogni compromesso teologico, riconosceva che in altri ambiti il compromesso potesse essere utile.

Al suo ritorno a Nazianzo, Gregorio trovò la chiesa locale invasa da falsi insegnamenti. Tentò di porvi rimedio e di trovare un vescovo in grado di ribaltare la situazione. Non riuscendo a trovare nessuno, alla fine acconsentì ad assumere lui stesso l’incarico. Predicò con vigore, avvalendosi dei suoi notevoli doti oratorie, ma ben presto dovette dimettersi a causa della salute cagionevole. Morì pochi anni dopo. Gregorio, insieme agli altri due Padri Cappadoci, è considerato un santo sia dalla Chiesa orientale che da quella occidentale.

Sembra che l’unica cosa che Gregorio avesse mai desiderato fosse vivere una vita di tranquilla solitudine e contemplazione, ma le necessità della Chiesa lo costrinsero ad assumere incarichi in cui si sentiva a disagio e forse poco adatto. È da lodare per aver risposto alla chiamata a soddisfare le esigenze della Chiesa, anche se avrebbe preferito non essere coinvolto. In un’epoca in cui tanti leader ecclesiastici sembrano cercare le luci della ribalta, Gregorio rappresenta un contrasto confortante.

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